<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>caffe &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/caffe/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "caffe"</description>
	<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 19:14:29 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Il Kamasutra della Moka]]></title>
<link>http://alessandrarotondo.wordpress.com/?p=70</link>
<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 11:00:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessandrarotondo</dc:creator>
<guid>http://alessandrarotondo.wordpress.com/?p=70</guid>
<description><![CDATA[Allora, premetto che sto furiosamente sbarellando sotto gli effetti (malevoli &amp; benevoli) della ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, premetto che sto furiosamente sbarellando sotto gli effetti (malevoli &#38; benevoli) della caffeina.</p>
<p>Considerando che, almeno nell'ultimo periodo, il caffè è l'unica cosa nei confronti della quale nutro un sentimento che può approssimativamente definirsi <strong><em>"Amore"</em></strong>, decido, oggi, di iniziare su <em>codesto blogghe </em>una rubrica che racconti di quest'amore e delle sue molteplici forme ed espressioni.</p>
<p>Una specie di <strong><em>Kamasutra della Moka</em></strong>, giusto per capirci.</p>
<p>E dato che la denominazione "<em>Kamasutra della Moka</em>" mi piace abbastanza, fino a nuova deliberazione è così che si chiamerà la pseudo rubrica di cui sopra.</p>
<p>(Ora il mio pensiero va, divertitamente, a coloro i quali si imbatteranno nel mio <em>blogghe</em> cercando tutt'altro. E con loro mi scuso sin d'ora.)</p>
<p>Ed ecco il primo articolo:</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Ristretto con cacao amaro</strong></p>
<p style="text-align:left;">Stamattina la mia voglia di caffeina si presentava complessa. <em>Esigente</em>.</p>
<p style="text-align:left;">Smaniavo per una martellata adrenalinica <em>prêt-à-porter</em>, più che per un caffè. Ho dato un'occhiataccia alla mia enciclopedia mentale (composta di cazzate, più che altro) e mi sono imbattuta nel ricordo di questo caffè denso e aromatico, vero <em>must personale</em> di qualche anno fa.</p>
<p style="text-align:left;">La preparazione è semplice:</p>
<p style="text-align:left;">Dopo aver sciacquettato approssimativamente la moka, ci si mette l'acqua. ATTENZIONE! Trattandosi di un ristretto, il quantitativo d'acqua deve essere più o meno la metà di quello che impieghereste per un caffè normale.</p>
<p style="text-align:left;">Per quanto riguarda la carica del filtro, io procedo così: lo riempio per metà, curando di pressare bene la polvere di caffè, poi aggiungo un cucchiaino raso di polvere di cacao amaro, per poi completare il riempimento con la polvere di caffè. Livello col cucchiaino, ci incido una "A" sopra perchè sono scema, e procedo alla chisura della moka. (Rischiando di slogarmi un polso).</p>
<p style="text-align:left;">La metto sù a fuoco piuttosto lento, e intanto preparo una tazzina di vetro con un paio di cucchiaini scarsi di zucchero.</p>
<p style="text-align:left;">La vigilo amorevolmente.</p>
<p style="text-align:left;">La sollevo dalla fiamma quando il caffè inizia ad uscire.</p>
<p style="text-align:left;">Inalo religiosamente l'aroma delle prime gocce, le migliori.</p>
<p style="text-align:left;">Smorzo la fiamma prima che la moka inizi a vomitare qualla schiumaccia giallognola e bagnaticcia che (<em>de gustibus</em>) rovina tutto.</p>
<p style="text-align:left;">Verso il tutto, bollente, nella tazzina e miscelo col cucchiaino. (Concedendomi il conformismo di girare in senso orario).</p>
<p style="text-align:left;">Degusto L E N T A M E N T E .</p>
<p style="text-align:left;">Amen.<a href="http://alessandrarotondo.files.wordpress.com/2008/08/caffe-in-vetro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-71" src="http://alessandrarotondo.wordpress.com/files/2008/08/caffe-in-vetro.jpg" alt="" width="139" height="200" /></a></p>
<p style="text-align:left;">N.B.: Sconsigliato agli ipertesi e agli schizzati redenti, o comunque con intenzione di redimersi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il dio del caffè]]></title>
<link>http://alessandrarotondo.wordpress.com/?p=66</link>
<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 13:18:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessandrarotondo</dc:creator>
<guid>http://alessandrarotondo.wordpress.com/?p=66</guid>
<description><![CDATA[Ok.
Attimi di quotidiana schizofrenia.
Metto sù la moka, una prosperosa cinquetazze dal ventre gene]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ok.</p>
<p>Attimi di quotidiana schizofrenia.<a href="http://alessandrarotondo.files.wordpress.com/2008/08/bacche-di-caffe.jpg"><img class="size-medium wp-image-67 alignright" src="http://alessandrarotondo.wordpress.com/files/2008/08/bacche-di-caffe.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Metto sù la <em>moka</em>, una prosperosa cinquetazze dal ventre generoso. Sono inebriata dall'odore della polvere di caffè. <em>E ho detto odore</em>.</p>
<p>Un profumo ti piglia il cuore, la mente, i ricordi.</p>
<p>L'odore va dritto ai sensi. E' qualcosa di molto più istintivo e primordiale. E' qualcosa che stuzzica le pulsioni. E per questo ho detto <em>odore</em>.</p>
<p>Infiammo il fornello senza particolari difficoltà. Abituata a certi <em>clichè</em> romani (ricerca dell'accendino, prova dell'accendino, constatazione dolorosa della non fungibilità dell'accendino, richiesta dell'ausilio tecnico di coinquilini vari ed eventuali) mi sembra un semi miracolo. Mi sento una novella <em>Prometea.</em></p>
<p>Il caffè è un rito, e non lo dico perchè sono del sud, nè perchè sono un'appassionata e sentimentale cultrice di <em>Eduardo de Filippo.</em></p>
<p>Ci vuole una meticolosità tutta rituale per farlo venire buono.</p>
<p>Richiede lentezza.</p>
<p>Quando lo sento gorgheggiare mi appresto a sollevare la moka dalla fiamma: deve uscire lento, il calore non lo deve forzare (e mi viene in mente qualcosa di affine, ma mi asterrò dal farci cenno), deve scivolare piano, aggrappandosi alle pareti della moka, misurando il condotto viscidamente. Si deve impregnare di sè. Deve dar prova di tutta la sua viscosità.</p>
<p>Fisso il filino scuro di liquido che scende, mi godo la misticità del momento: <strong>se prima o poi mi verrà voglia di credere in qualche dio, sarà il dio del caffè</strong>. Quello che porta ad ebollizione l'acqua e, facendole vincere la forza di gravità, la spinge nel filtro, ad impregnarsi di nero e di sapore.</p>
<p>Uno squillo acuto mi disturba: il telefono.</p>
<p>Per quanto lo odi, lo squillo compulsivo del telefono mi getta in uno stato di ipertensione cosmica. Rispondere si configura come necessità assoluta.</p>
<p>Mollo la moka sul fuoco, stizzandomi per lo scempio che quella temperatura troppo alta e quella risalita troppo rapida imporranno al mio nettare, e corro.</p>
<p>Mi fiondo sul coardless. Esso non trilla. Ci metto qualche secondo a realizzare che è scarico: dimenticato lontano dalla base probabilmente da giorni.</p>
<p>Raggiungo il primo fisso che mi trovo a tiro.</p>
<p>Ma è tardi. E' muto.</p>
<p>Di fretta compongo il 400. Ascolto la fastidiosa voce di seta della signorina virtuale, che immagino come una crisalide in un bozzolo di tulle rosa. Riconosco il numero.</p>
<p>Un 333 storico che mi appresto a richiamare.</p>
<p>Con foga, aggiungerei.</p>
<p>Un'altra voce di seta mi risponde. Non c'è campo, oppure ha spento. Insomma non c'è nulla da fare, fai un po' tu.</p>
<p>Breve cenno cerebrale all'ineluttabilità del destino e all'assoluta inutilità di ritentare.</p>
<p>Certe cose sono come le onde: vanno e vengono, e quando ritornano non sono mai le stesse, acque bastarde, acque diverse.</p>
<p>L'odore di bruciato viene a prendermi per mano fin giù alle scale. (Un altro <em>odore</em>: stuzzica le corde della rabbia, questa volta). Tiro giù un paio di santi, giusto per non esser da meno.</p>
<p>Lo faccio per clichè, interpreto la me stessa incazzata e vile. E mentre lo faccio un altro paio di me (l'osservartice e il censore) motteggiano di gusto:</p>
<blockquote><p>- Smettila di bestemmiare!</p>
<p>- Che ti frega, tanto manco crede!</p>
<p>- Appunto, che senso ha?</p>
<p>- Sta recitando, non lo vedi?</p>
<p>- Sì, vedo. Recito anch'io, non te ne accorgi?!</p></blockquote>
<p>Intimo a tutte quelle me di tacere. E preparo l'aria più sentitamente tragica che ho.</p>
<p>Le mattonelle della cucina sono tempestate di lentiggini, e la moka emette un rantolo sofferente. Spengo tutto, ci dò di spugnetta.</p>
<p>Maledico tra me, me e me quel 333 e il suo titolare frettoloso. O confuso. Confuso e frettoloso. Frettolosamente confuso. Confusamente frettoloso.</p>
<p>Come me.</p>
<p>Carico di nuovo la moka, chè c'è sempre tempo per un caffè.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Avete mai visto una caffettiera esplodere?]]></title>
<link>http://webxall.wordpress.com/?p=42</link>
<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 04:38:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Angelo Palma</dc:creator>
<guid>http://webxall.wordpress.com/?p=42</guid>
<description><![CDATA[ 
Non deve essere una gran giornata oggi se alle 4:20 del mattino vi esplode in faccia la caffettie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><strong>Non deve essere una gran giornata</strong> oggi se alle 4:20 del mattino vi esplode in faccia la caffettiera!</p>
<p>Pazzesco, in un attimo a parte l'essere stato miracolato dalle possibili conseguenze, ho vissuto una scena incredibile. Per un raggio di oltre 5 metri quadri e in particolare sul soffitto direttamente sopra i fornelli era come se fosse esplosa una bomba contenente acqua marrone e polvere di caffé. Mi sono sentito investito da milioni di piccole particelle pungenti (la polvere del caffé calda) in tutto il viso e per tutto il resto del corpo. Ero ancora in maglietta e pantaloncini appena alzato dal letto, e ancora con quella "papagna" caratteristica dei primi minuti dopo il risveglio a meno di due metri di distanza.</p>
<p><strong>Mia moglie svegliatasi per lo scoppio</strong>, aveva gli occhi increduli di chi vede uno scenario da fantascienza. Mia figlia (4 anni) accorsa anche lei, si stropicciava gli occhi ancora pieni di sonno gettando lunghe e incredule occhiate ai muri, alla credenza, a tutto ció che si puó immaginare ci sia in una cucina. Tutto intorno a lei era diventato marrone a pois!</p>
<p>Alla fine armati di santa pazienza abbiamo cominciato l'opera di ripulitura delle pareti, del pavimento, dei mobili e di tutto quello che era stato colpito dal caffé e dalla polvere di esso.</p>
<p>No.. non deve essere una gran bella giornata se é iniziata cosí, ma forse, forse sarebbe potuta essere anche peggio se la caffettiera fosse esplosa mentre tentavo di toglierla dal fuoco. Invece fortuna ha voluto che mi trovassi ancora a circa due metri di distanza nell'intento di andare ad abbassare la fiamma!</p>
<p><strong>Avete mai visto esplodere una caffettiera voi?</strong> Io da oggi posso dire di SI!</p>
<p>Il miracolato :)</p>
<p> </p>
<p> Angelo Palma</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DIY]]></title>
<link>http://toonca.wordpress.com/?p=164</link>
<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 04:30:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>kickaway</dc:creator>
<guid>http://toonca.wordpress.com/?p=164</guid>
<description><![CDATA[Come dicevo questi italiani sono proprio degli scansafatiche!
Oggi ho mandato l&#8217;ennesimo messa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Come dicevo questi italiani sono proprio degli scansafatiche!<br />
Oggi ho mandato l'ennesimo messaggio a Seth, per chi non lo ricorda, aveva promesso di aiutarmi a portare un po' di mobilia (letto e divano principalmente) in camera. Sapete che difficilmente arrivo tardi agli appuntamenti e capisco che anche qua dovrei modificare la mia puntualita', percio' anche oggi, come le altre due volte, sono arrivato puntuale nell'orario che avevo proposto e che lui aveva accettato, avevo anche aggiunto che ad una certa ora dovevo per forza scappare (ed era pure vero).<br />
Arrivo e mi dice di aspettare 10 minuti, ok. Dopo 20 <em>deve</em> andare a prendere un caffe' col suo amico, tornera' entro 20-30 minuti dice. Ovviamente non l'ho piu' visto e me ne sono dovuto andare. Per fortuna la mia compagna di viaggio mi ha dato una mano e quello che mi premeva di piu', il materasso, e' a posto.</p>
<p>Stasera altro meeting di <a href="http://www.couchsurfing.com" target="_blank">Couchsurfing</a> (ci sto prendendo gusto) al <a href="http://www.sneaky-dees.com/" target="_blank">Sneaky Dee's</a>, anche se ero lezzo dal pomeriggio di pulizie e spostamenti e' stato divertente, se ci aggiungete che le <em>domestic beers</em> erano a 2.75$ e' ancora piu' piacevole.</p>
<p>Da qualche giorno parte del tragitto che faccio a piedi per andare al lavoro e' insostenibile, un puzzo di smog/benzina insopportabile.<br />
Ho notato anche che i cavi elettrici in aria emettono degli strani suoni, "frizzano", che non e' proprio divertente. Inoltre a poche centinaia di metri dalla mia attuale cucina c'e' una fantastica antenna per cellulari, pare, anche se qui il famoso <em>campo</em>, non e' mai eccellente.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[gran soleil al caffè]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/?p=2160</link>
<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 19:02:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai2</dc:creator>
<guid>http://molengai2.wordpress.com/?p=2160</guid>
<description><![CDATA[gnam gnam
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>gnam gnam</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
