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	<title>dico &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "dico"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 11:22:04 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Domani, partenza! ]]></title>
<link>http://walterincanada.wordpress.com/?p=32</link>
<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 21:07:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Walter</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Mi rammarico di non aver più scritto nulla.
I giorni sono passati lenti e nervosi, alternati fra ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0   14   false false false  IT X-NONE X-NONE              MicrosoftInternetExplorer4              &#60;![endif]--><!--[if gte mso 9]&#62;                                                                                                                                            &#60;![endif]--><!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Cambria Math"; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face 	{font-family:Calibri; 	panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin-top:0cm; 	margin-right:0cm; 	margin-bottom:10.0pt; 	margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-fareast-language:EN-US;} .MsoChpDefault 	{mso-style-type:export-only; 	mso-default-props:yes; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-fareast-language:EN-US;} .MsoPapDefault 	{mso-style-type:export-only; 	margin-bottom:10.0pt; 	line-height:115%;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --><!--[if gte mso 10]&#62; &#60;!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin-top:0cm; 	mso-para-margin-right:0cm; 	mso-para-margin-bottom:10.0pt; 	mso-para-margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-language:EN-US;} --> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Mi rammarico di non aver più scritto nulla.</p>
<p class="MsoNormal">I giorni sono passati lenti e nervosi, alternati fra improvvise gioie e tristezze. Su queste montagne russe di emozioni, è finalmente giunta la vigilia della mia partenza. Parenti ed amici, quelli non partiti per le ferie, sono stati molto affettuosi e d’aiuto, dimenticandosi di ogni screzio o astio che un tempo ci aveva fatti allontanare. <em>Vedrai che andrà tutto bene</em> è stata, tolte piccole varianti sintattiche, la frase che ho sentito più spesso. <em>Lo spero</em> è stata la mia risposta, oppure <em>crepi il lupo, </em>quando un lupo era stato tirato in ballo,<em> </em>oppure <em>me la caverò in qualche modo, </em>quest’ultima risposta dal sapore squisitamente bohémien, particolarmente d’effetto sulle donne di una certa età, che associano la mia partenza a valigioni di cartone traboccanti richiusi alla bell’è meglio con cinture extralong, pontili di navi sudici infestati dai topi, vestiti logori e membra intirizzite dal freddo dell’Atlantico; e nascosta da qualche parte, sotto la tristezza e lo sconforto generale, la speranza di una nuova vita. <em>Non che sia molto diversa dall’immagine dell’emigrante che ho avuto io fino a non molto tempo fa, </em>mi viene da pensare. Dove la parola, invece di assoggettarla ad immagini del passato, la assoggettavo alle carrette di profughi albanesi che si riversano sulle nostre coste in cerca d’aiuto. Oddio, non che la mia situazione sia così disperata! Però è sempre per qualcosa che non ho, <em><span style="text-decoration:underline;">qualcosa che questo Stato non mi dà</span></em>, il motivo principale della mia, chiamiamola, fuga. Cosa mi dà di più il Canada che l’Italia non mi dà? Beh, la possibilità di vivere dignitosamente con mio compagno, col mio <em>compagno maschio</em>, per intenderci. La possibilità di sposarmi, anche. In chiesa, se voglio. La possibilità, se la buona sorte mi darà l’opportunità di guadagnare bene, di adottare un bambino, anche. La cazzo di possibilità di vivere come cazzo voglio io. In effetti sono un po’ come quei profughi che scappano dal loro paese perché là non hanno diritti, perché, sovente, sono trattati come bestie dai loro stessi connazionali, dalla politica ... Non che qualcuno mi abbia mai trattato come una bestia perché sono gay! Però … però … la discriminazione in Italia, quando non è marchiana e grossolana (in stile Lega, per intenderci), <span> </span>è sottile, striscia come un serpentello nella mente delle persone e ogni tanto dà un morsichino qui e là, allarma <em>… Io ho tanti amici gay</em> è la prima affermazione dell’amico / amica, <span> </span>il primo segnale d’allarme, lo chiamo io, quando ti dichiari. <em>Balle</em>, ti rispondo subito. <em>Tu non sai nemmeno chi siano i gay.</em> <em>Ti dico io che cosa hai, invece. Hai una lingua biforcuta, ecco cos’hai, sei un fottuto ipocrita … appena entri nell’altro bar comincerai a sparlare, a diffondere notizie, ad azzardare battute sul diametro del mio buco del culo, giusto per il gusto di fare. E tu dichiarerai, all’interlocutore sorpreso: “Io ho tanti amici gay.” Ma in realtà nessuno è amico tuo, e ti guarderesti bene dal passeggiare con uno di essi sotto i portici del paese la sera tardi, o anche di giorno. E se uno di essi arrivasse e ti cogliesse da solo, inventeresti una scusa, già, tipo “mia moglie mi ha appena chiamato che non sta bene, scusa ma devo correre”, oppure “hanno investito il mio gatto e devo portarlo dal veterinario.” Scuse, menzogne, balle. Perché, diciamocela tutta, ti darebbe veramente fastidio che la gente azzardasse battute sul diametro del tuo buco del culo, eh? Ah, ti ho visto ieri sera con quello là … ma lo sai che è gay? <span> </span>Lo piglia in culo, lo sai? Lo sai? </em>Questo è pressappoco quello che vuol dire essere gay in Italia, specialmente in provincia. Lasciamo perdere la discriminazione lavorativa di certi ambienti (purtroppo non si può far finta che tutti i gay facciano i parrucchieri o gli stilisti … lo so che difficile da mandare giù, ma è così), lasciamo perdere i diritti, parlo della vita comune. Si può far finta e tirare avanti lo stesso. Nessuno accenderà mai dei falò in piazza. Nessuno te lo dirà mai pubblicamente quanto poco vali, quanto <em>sporco</em> sei, quanto: <em>“per cortesia, ti puoi allontanare? Sai, è così imbarazzante averti vicino.”</em> Ma glielo leggerai negli occhi il disprezzo sottile lo stesso, nella menzogna estemporanea, forse peggio di una battuta grossolana. Perché un disprezzo così cova, si diffonde come una malattia e cova, nel sottofondo, fino a trasformarsi, talvolta, in puro odio.</p>
<p class="MsoNormal">Così uno è costretto ad emigrare, a spostarsi dove si vive meglio perché ci si sente più accettato dalla società. Forse sarà un’illusione, ma intanto la discriminazione è pari a zero, o così sembra … difficile dirlo adesso, ma questi sembrano i presupposti. Perché se metti uno alla pari di un altro, se metti una coppia omosessuale alla pari di una eterosessuale, allora non c’è più discriminazione che tenga. <span> </span>Se invece combatti, dividi, allontani, allora ci sarà sempre il pretesto per un’emarginazione sociale, l’allontanamento, il ghetto. Difficile far capire questo a una società così legata ad una chiesa ipocrita come quella cattolica, che spara regolarmente una supposta di odio verso la più piccola apertura sociale, mentale, politica … <span> </span>un lupo col muso d’agnello acquattato nell’ombra ad osservare un gregge di pecoroni, troppo impauriti dalle dicerie popolari per spingersi aldilà del bosco, per attaccare l’agnello lupo, per metterlo a cuccia una volta per tutte.</p>
<p class="MsoNormal">Io emigro, e lo faccio con tanto onore ma anche con tanta tristezza. Forse un giorno sarò di ritorno, forse no. Ma una cosa è certa: sarò sempre grato al Canada per l’opportunità di vivere come voglio che mi sta dando. E spero che le foglie d’acero possano un giorno coprire per bene il letto delle mie cattive memorie ... e le brutture del mio dolore.</p>
<p class="MsoNormal">Animo, dai. Ormai è fatta.</p>
<p class="MsoNormal">Domani, partenza!</p>
[caption id="attachment_33" align="alignnone" width="185" caption="Le mie valigie"]<a href="http://walterincanada.wordpress.com/files/2008/08/28082008264.jpg"><img class="size-medium wp-image-33" src="http://walterincanada.wordpress.com/files/2008/08/28082008264.jpg?w=300" alt="Le mie valigie" width="185" height="138" /></a>[/caption]
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Questione di etica]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/?p=726</link>
<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 12:41:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
<guid>http://owblog.wordpress.com/?p=726</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;attuazione della legge 40 che disciplina il ricorso alla fecondazione assistita provocava fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L'attuazione della legge 40 che disciplina il ricorso alla fecondazione assistita provocava fino a ieri dispute furibonde. E adesso, cosa è rimasto delle diatribe che accaloravano la politica italiana sullo statuto degli embrioni? Poco [...] Il tema dell'aborto, poi, si è inabissato [...] Come se l'etica, nella sfera della politica italiana, avesse improvvisamente cessato di esistere. Esistono molte ragioni alla base di questa clamorosa anestetizzazione politica dei temi eticamente sensibili. C'è innanzitutto la teorizzazione dell' «anarchia etica» rivendicata da Silvio Berlusconi come leader di una coalizione che preferisce aggirare gli scogli di prevedibili scontri interni piuttosto che legiferare sui temi oramai affrontati da tutti i Parlamenti del mondo. [...] Resta tuttavia il senso di una vertiginosa sproporzione tra il calore delle discussioni di ieri e il totale silenzio politico di oggi [...] Il testamento biologico e i rischi dell'eutanasia esistono drammaticamente nell'orizzonte esistenziale di moltissimi italiani. E non si spengono per incanto nell'esperienza di un numero ragguardevole di cittadini gli interrogativi sull'aborto, sui confini morali della tecnoscienza, e anche sul riconoscimento delle unioni di fatto (che fine mai hanno fatto quelle formule astruse che pure in passato sembravano dotate di un'inderogabile urgenza: i Pacs, i Dico, i Cucs?). L'«anarchia etica» teorizzata da Berlusconi si è così trasformata paradossalmente da condizione di libertà e di pluralismo in una fonte di immobilismo: meglio non muovere nulla per non lasciare che affiorino dissensi in uno schieramento variegato. [...] Questioni «eticamente sensibili» sì, ma a seconda delle circostanze.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.corriere.it/editoriali/08_luglio_12/editoriale_battista_altalena_dei_valori_4cdeaaba-4fd2-11dd-b082-00144f02aabc.shtml" target="_blank">P.L. Battista</a> sul Corriere</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Barões”, caciques e pobres de espírito]]></title>
<link>http://lusitaniadepeso.wordpress.com/?p=1207</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 08:40:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bruno Lopes</dc:creator>
<guid>http://lusitaniadepeso.wordpress.com/?p=1207</guid>
<description><![CDATA[Nos últimos 20 anos, a semelhança da indústria musical portuguesa com a política chegou aos limi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nos últimos 20 anos, a semelhança da indústria musical portuguesa com a política chegou aos limites do absurdo. Eu explico: nos partidos existem os "barões", os “notáveis”, cujo trajecto político se dilui na história do partido. Essas figuras gozam do apoio de caciques fiéis e poderosos que, na “máquina” partidária, lideram prestigiadas correntes de opinião e influência visando a manutenção do poder ou a conquista do mesmo por via de hábeis manobras de bastidores. </p>
<p>Embora sem esta dimensão conspirativa (valha-nos isso), à Música Portuguesa também não faltam "barões" – nas bandas, no jornalismo/crítica, na rádio, na TV, na edição, na fotografia -, a quem os caciques e os pobres de espírito (normalmente fãs acríticos e figuras interesseiras que pretendem obter benefícios) prestam incondicional vassalagem. </p>
<p>São sempre os mesmos a aparecer e a usufruir das melhores oportunidades, frequentemente monopolizando áreas diversas por via da acumulação de funções. São eles os "dinossauros intocáveis", protegidos pelo establishment, com o qual se confundem. Não é necessariamente o seu mérito que está em causa, mas a sua eternização em posições de vulto, sem que haja interesse em encontrar sangue novo.</p>
<p>Ao verem ameaçada por novos valores a tribuna a que julgam ter direito ad aeternum pela “obra realizada” (merecerão uma medalha por isso, já que auferem salários para tal?), os “barões” assumem frequentemente comportamentos indignos. A eles e aos caciques assusta a emergência de novos talentos. Receiam perder protagonismo, influência e sustento, aterroriza-os a perspectiva de ceder o palco a outrem. </p>
<p>É altura, pois, de o mercado se abrir às novas gerações. Há muito sangue novo habilitado, com provas dadas, mas a quem o establishment afasta à partida, já que só a alguns iluminados é permitido o ingresso neste sistema restrito e fechado. Por exemplo, no que se refere ao jornalismo, a revista “CheckSound”, lançada recentemente, constitui um exemplo de originalidade (unicamente disponível em formato PDF para download gratuito, o seu enfoque é a fotoreportagem) e profissionalismo. Contudo, a escassez de apoios inviabiliza voos mais arrojados. </p>
<p>Sem perspectivas ou reais oportunidades, as novas promessas encontram-se impossibilitadas de mostrar o seu real valor, confinando-se à produção vitalícia de obras meritórias no obscurantismo underground. Não constituirá isto um imenso desperdício de talento?<br />
Dico</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Olanda 3 Italia 0]]></title>
<link>http://malaerba.wordpress.com/?p=353</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 15:43:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>malaerba</dc:creator>
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<description><![CDATA[Diritti per i conviventi anche dello stesso sesso, matrimonio con diritto di adozione anche per gli ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Diritti per i conviventi anche dello stesso sesso, matrimonio con diritto di adozione anche per gli omosessuali, droghe leggere liberalizzate, <a href="http://malaerba.wordpress.com/2008/03/11/paesi-civili/" target="_blank">possibilità di fare sesso nei parchi</a>, una delle popolazioni dalla mentalità più aperta del mondo, molta meno gerontocrazia anche nella nazionale, senso civico altissimo e chissà quante altre cose dimentico. Da questo punto di vista è anche ingiusto che abbiano vinto solo 3 a 0.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amaia Montero trabaja en su debut en solitario ]]></title>
<link>http://mrnolla.wordpress.com/?p=492</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 15:39:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mr. Nolla</dc:creator>
<guid>http://mrnolla.wordpress.com/?p=492</guid>
<description><![CDATA[
 
Por todos es bien sabida la ruptura de La Oreja de Van Gogh y toda la polémica posterior sobre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://img183.imageshack.us/img183/3061/amaiamontero1xm4.jpg" alt="" width="195" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:Verdana;">Por todos es bien sabida la ruptura de <a href="http://youtube.com/watch?v=v2R_sRzPNOA" target="_blank">La Oreja de Van Gogh</a> y toda la polémica posterior sobre la sustitución de su vocalista por la cantante <a href="http://mrnolla.wordpress.com/2008/05/18/leire-martinez-es-la-nueva-cantante-de-la-oreja-de-van-gogh/" target="_blank">Leire Martínez</a>. Pues una vez dejados atrás todos estos acontecimientos es hora de mirar al futuro. Por ello Amaia Montero se ha puesto las pilas y está completamente inmersa en su nuevo trabajo que verá la luz, en principio, en noviembre o diciembre.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:Verdana;">La propia cantante reconoce lo ocupada que está haciendo todo el trabajo ella misma, ahora mismo componiendo las canciones de su nuevo álbum que grabará en Italia durante el verano. Este debut en solitario aún no tiene nombre ni hay más información al respecto, pero seguro que Amaia pone cuerpo y alma en él.</span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perché non fai figli?]]></title>
<link>http://malaerba.wordpress.com/?p=323</link>
<pubDate>Sat, 24 May 2008 18:13:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>malaerba</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non ho letto questo saggio di Piero Angela, l&#8217;ho solo visto nella vetrina di una libreria, ma ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://malaerba.wordpress.com/files/2008/05/pieroangela.jpeg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-324" style="float:left;" src="http://malaerba.wordpress.com/files/2008/05/pieroangela.jpeg?w=95" alt="" width="95" height="146" /></a>Non ho letto questo saggio di Piero Angela, l'ho solo visto nella vetrina di una libreria, ma posso comunque rispondere alla domanda: «Perché non fai figli?» e immagino che potrebbe essere la risposta che grosso modo darebbero quelli della mia generazione. Perché non ho un contratto a tempo indeterminato e senza quello non potrei esser sicuro di dar da mangiare a mio figlio tutti i giorni; perché visto che non ho intenzione di sposarmi non potrei nemmeno beneficiare di agevolazioni fiscali e assegni familiari, riservati alle sole coppie convenzionali; perché da precario della ricerca mio figlio non potrebbe nemmeno aver accesso all'asilo nido della mia università. Insomma fanculo alla legge 30 e fanculo a quelli che hanno bloccato PACS e DICO.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parlez-vous bistrot ?]]></title>
<link>http://editionsdorbestier.wordpress.com/?p=15</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 10:10:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>editionsdorbestier</dc:creator>
<guid>http://editionsdorbestier.wordpress.com/?p=15</guid>
<description><![CDATA[Par Stéphane Pajot
 
 

La langue du zinc n’est pas une langue de bois. On y parle la langue du]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#3366ff;"><span style="color:#808080;"><a class="alignleft" title="Stephane Pajot" href="//www.w3.org/TR/html4/frameset.dtd" target="_blank">Par Stéphane Pajot</a></span></span></h3>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="color:#3366ff;"><a href="http://editionsdorbestier.files.wordpress.com/2008/05/parlez-vous-bistrot-cover-blog.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-20" src="http://editionsdorbestier.wordpress.com/files/2008/05/parlez-vous-bistrot-cover-blog.jpg?w=180" alt="" width="180" height="300" /></a></span></p>
<p><span style="color:#3366ff;"><strong>La langue du zinc n’est pas une langue de bois. On y parle la langue du cœur. Du cœur gros qu’on soigne au vin chaud, du cœur gros comme ça qu’on soigne au pastaga.</strong></span></p>
<p>La langue des bistrots, entre le pire et le barbare, a ses aristos comme Boudard, Blondin, Rimbaud, Dimey, Bukow et puis Gainsbar, poètes blanc sec, accros de la Kro, esthètes de la fine à l’eau.</p>
<p>La langue des bistrots pour le dire a des mots qui naissent du comptoir. Des mots pousse-cafard dans la fumée du soir, des mots d’amour, toujours, des mots copains d’un jour, nos mots de tous les jours.</p>
<p>Il fallait bien en faire le tour.</p>
<p> </p>
<p>Ce glossaire contemporain, illustré de nombreuses photos, amusera le lecteur curieux ou l'amoureux des troquets, qui, en lisant ce livre dans la collection « Le Jeu des mots », cédera au plaisir de découvrir ou de retrouver des expressions pleines de saveur et porteuses d'images.</p>
<p>Un petit dico d’aujourd’hui, plein d’humour pour étancher les grandes soifs de vocabulaire limonadier.</p>
<p><a href="http://editionsdorbestier.files.wordpress.com/2008/05/pajot-photo-blog3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-21" src="http://editionsdorbestier.wordpress.com/files/2008/05/pajot-photo-blog3.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>Stéphane Pajot. Né à Nantes en 1966, l'auteur se destinait dès l'été de ses dix-huit ans à entamer une carrière de guitariste de rock… Le triomphe n’étant pas au rendez-vous de ses vastes espérances, il devient journaliste et mène en parallèle une carrière d’écrivain, auteur d’une quinzaine de livres de mémoire sur la ville qu’il aime, Nantes, mais aussi nationaux sur Jacques Tati, la Femme à barbe ou Jacques Vaché… </em></p>
<p><em>Toujours en quête d’infos, les recherches de Stéphane Pajot le mènent dans de nombreux bistrots. Il y retrouve la vie qui va comme le monde, en le refaisant parfois, et en trinquant à la santé de ses lecteurs.</em></p>
<p> </p>
<h2><span style="color:#3366ff;">LIRE DES EXTRAITS</span></h2>
<p><span style="color:#551a8b;text-decoration:underline;"><a href="http://dorbestier.espacewebpro.fr/download/Parlez-vous-bistrot-Bonnes-pages.pdf"></a><a href="http://dorbestier.espacewebpro.fr/download/Parlez-vous-bistrot-Bonnes-pages.pdf">Bonnes pages : Parlez-vous bistrot ?</a></span></p>
<p> </p>
<p>Dans la même collection :</p>
<ol>
<li>Parlez-vous argot ?</li>
<li>Parlez-vous le patois de Paris ?</li>
<li>Parlez-vous Nantais ?</li>
<li>Parlez-vous Chaumois ?</li>
<li>Parlez-vous Québécois ?</li>
</ol>
<p> </p>
<p>PARLEZ-VOUS BISTROT ? Éditions D'Orbestier</p>
<p>par Stéphane Pajot - Illustré de photographies. 19 x 11,5 cm</p>
<p>132 pages - 9,50 euros (France) - ISBN 978-2-84238-104-2</p>
<p><!--more--></p>
<p>OÙ TROUVER CE LIVRE ?</p>
<p>Chez les libraires de France, Québec, Belgique, Suisse, à défaut :</p>
<p>Chez le diffuseur : Littéral-Pollen  Tél. 02 51 98 33 34 (Dilicom)</p>
<ul>
<li><a href="http://www.litteral-diffusion.com/entreprise/?p=contacts" target="_blank">contact@litteral-diffusion.com</a></li>
</ul>
<p>Au comptoir de vente de Paris : Soleils diffusion  Tél. 01 45 48 84 62 (Dilicom)</p>
<ul>
<li><a href="http://www.soleils-diffusion.com/" target="_blank">soleilsdiffusion@wanadoo.fr</a></li>
</ul>
<p>Chez le diffuseur/distributeur du Québec : 945, avenue Beaumont, Montréal (Québec) H3N 1W3 </p>
<p>Tél.: (514) 273-6141  Téléc.: (514) 273-7021   1 800 361-1043</p>
<ul>
<li> <span><a href="http://information@edipresse.ca/">http://information@edipresse.ca/</a></span></li>
</ul>
<p>A défaut chez l'éditeur : Éditions D'Orbestier  Tél. 02 51 21 51 38  - Fax 02 51 21 14 10 </p>
<ul>
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</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mara Carfagna fa bene]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/?p=284</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 12:08:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mara Carfagna fa bene a contrapporre le donne incinte agli omosessuali perché questa è l’eredit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mara Carfagna fa bene a contrapporre le donne incinte agli omosessuali perché questa è l’eredità politica lasciata dal precedente governo con l’affaire Pacs-Dico-Cus sintetizzato così bene da Cesare Salvi in quei giorni: né accelerare, né insabbiare.<br />
Mara Carfagna fa bene perché dall’ambiente in cui proviene conoscerà omosessuali che si guardano bene dal fare coming out sul luogo di lavoro (lo showbusiness), anche se tutti certamente lo sanno, ma nell’Italia del si fa ma non si dice, siamo tutti più tranquilli.<br />
Mara Carfagna fa bene perché domani Eugenio Scalari e Gianni Riotta, Ezio Mauro e Giulio Anselmi e Paolo Mieli, staranno zitti. Staranno zitti perché la vita di Matteo, il ragazzino torinese che l’anno scorso a torino si è ucciso non conta nulla. Non conta nulla nemmeno il ragazzino cacciato da scuola a Gela perché effeminato. Non conta nulla la lesbica accoltellata qualche giorno fa e nemmeno quella stuprata a Viareggio l’estate scorsa.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Se la Carfagna lo avesse detto della lotta all’ antisemitismo, che era una cosa inutile perché non è che esistono più le camere a gas!, un’autentica orgia di intellettuali ed ex combattenti si sarebbe sollevata<br />
Forse qualche estremista di sinistra scriverà un’amaca e qualche Concita o Maria Laura lancerà un forum radical-chic sull’argomento guardandosi bene dal pronunciarsi. Se ne guarderanno bene perché abbiamo tutti tanti amici gay, ma tutto qui.<br />
Fa bene perché la questione gay è roba da estrema sinistra. Nemmeno progressista, nemmeno socialdemocratica. Guardi il silenzio dei pezzi grossi del PD. Tolto il ministro ombra delle pari opportunità e Paola Concia, non ho sentito grande indignazione, tanto è vero che nemmeno i telegiornali ne hanno parlato<br />
Fa bene perché le associazioni gay e lesbiche e transessuali sono divise e se ne stanno nel fortino della sinistra - ancora increduli siamo! - di essere stati così traditi.<br />
Fa bene perché il partito che si definisce il più progressista del parlamento ha una deputata che sostiene che siamo malati e che siamo stati derubricati dalle malattie solo perché siamo una potentissima lobby. Perchè dentro quel partito uno dei suoi massimi leader ha definito il matrimonio gay un offesa al sentimento religioso, confondendo il matrimonio civile con un istituto religioso. E meno male che ha fatto il 1968, Massimo D’Alema. Ma la vedete questa lobby? Riuscite a vederla nel silenzio dei media e dei grandi direttori e dei grandi intellettuali e dei leader politici?<br />
Fa bene Mara Carfagna. Ma non ha ragione.<br />
Non ha ragione quando ci pensa come altro dalla società perchè noi lesbiche noi gay e noi transessuali siamo prima donne, madri, padri, fratelli, figli prima che essere gay. Noi siamo voi. Non ha ragione a dire che non siamo discriminati perché non conosce il silenzio e i muri che un giovane gay o una giovane lesbica deve affrontare per accettarsi e farsi accettare. Non conosce delitti perché l’ omofobia passa per il suicidio.<br />
Ma nessuna pietà, beninteso, non abbia pietà. Noi non ne abbiamo.<br />
Noi siamo felici perché siamo una grande famiglia e voglio dirlo a tutti quegli omosessuali che oggi, per l’ennesima volta (è risuccesso anche a me) si sono sentiti dannatamente soli.<br />
Noi siamo felici e sfileremo al Pride senza i vostri patrocini, senza bandiere - mi risulta infatti che ancora nessun partito, nemmeno il mio abbia aderito al Gay Pride, cosa che almeno oggi poteva accadere come risposta (ma forse si teme una scissione). Sfileremo e sfilieremo e sfileremo finché anche a noi sarà concessa la festa che c’è stata in California. Perchè semplicemente lo meritiamo.</p>
<p><a title="Mara Carfagna fa bene. Cristiana Alicata" href="http://wordwrite.wordpress.com/2008/05/19/mara-carfagna-fa-bene/" target="_blank">La solita Cris</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[e mi toccherà andare al gay-pride!]]></title>
<link>http://confini.wordpress.com/?p=235</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 08:41:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>giulia</dc:creator>
<guid>http://confini.wordpress.com/?p=235</guid>
<description><![CDATA[
Pur essendo, ormai da qualche anno, convivente con prole, ero contraria ai PACS e ai DICO, così co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://confini.wordpress.com/files/2008/05/20060426-gay_pride_paris_rainbow_flag_011.jpg"><img src="http://confini.wordpress.com/files/2008/05/20060426-gay_pride_paris_rainbow_flag_011.jpg?w=300" alt="" width="300" height="235" class="alignnone size-medium wp-image-236" /></a></p>
<p>Pur essendo, ormai da qualche anno, convivente con prole, ero contraria ai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile">PACS</a> e ai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DICO">DICO</a>, così come sono stati presentati dal confuso (e confusionario) governo Prodi, per due motivi essenziali:<br />
- chi si vuole sposare si sposa, punto e basta. chi non si vuole sposare sa benissimo a quali doveri e a quali diritti rinuncia. PACS e DICO, secondo me, vanno contro un meccanismo di presa di responsabilità di cui c'è ancora bisogno.<br />
Qualcuno rimarrà di certo stupito nel sentire queste parole pronunciate da me, eppure io, assolutamente laica, la penso così. E non mi dilungo… (magari ritornerò, con più calma, su questo argomento);<br />
- secondo motivo: PACS e DICO mi sembravano soluzioni a metà per ovviare ad altri problemi, a mio avviso, ben più seri e degni di una immediata soluzione:<br />
a. la legittimazione del matrimonio omosessuale (che mi vede assolutamente d'accordo);<br />
b. lo snellimento delle pratiche di divorzio, perché, si sa, nel nostro paese la giurisdizione risente di infausti influssi cattolici, oltre che di insensati appesantimenti burocratici.<br />
E allora, ai tempi del governo Prodi, pensavo: basta complicate vie di mezzo, e puntiamo direttamente alla soluzione di questi problemi.</p>
<p>E ora... ecco che ci ritroviamo un ministro che, lungi dall'avvicinarsi a questioni che riguardano sacrosanti e banali diritti, si scaglia, assumendo posizioni nettamente omofobe, contro il gay-pride.<br />
Qualcuno potrà pensare che, al momento, non è una priorità parlare di gay-pride e che ci sono altre questioni impellenti che riguardano l’economia, il lavoro, la sicurezza (e chi se la dimentica ?!?).<br />
Si. Ma questo è uno dei tanti segnali della nostra arretratezza che ci allontana sempre più da un’etica laica fondata sul riconoscimento e sulla valorizzazione delle diversità. Noi, il paese di <a href="http://confini.wordpress.com/2008/02/25/biopolitica-liberta-e-dignita/">Franco Basaglia</a>…<br />
Il rischio non è solo quello dell’intolleranza e della discriminazione, quanto quello dell’appiattimento e della banalizzazione di tutte le complessità culturali che danno forma e colore al mondo.</p>
<p>Mi fermo qui. Perché sono arrabbiata.<br />
Ci vediamo al gay-pride.</p>
<p>P.S. sulle aberrazioni<br />
La Carfagna crede che l'omosessualità non sia più un problema.<br />
Mi ha ricordato Irene Pivetti che qualche anno fa è riuscita ad affermare che il femminismo doveva considerarsi concluso e archiviato, perché tanto le donne avevano già ottenuto tutto quello che dovevano ottenere.<br />
Ancora: Alemanno vuole togliere i menù etnici dalla scuole. A questo punto, in Lombardia chiuderemo le pizzerie e vieteremo nelle scuole la mozzarella di bufala. E che dire dell'hamburger e del McDonald?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Colazione da Mara]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/?p=624</link>
<pubDate>Mon, 19 May 2008 14:20:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.wordpress.com/?p=624</guid>
<description><![CDATA[Anche Adolf Hitler non discriminava gli omosessuali, li bruciava e basta&#8230; senza rancore.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Anche Adolf Hitler <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_arcigay_a0dca186-25ab-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml" target="_blank">non discriminava</a></strong> gli omosessuali, li <strong>bruciava</strong> e basta... senza <strong>rancore.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[improvvisamente]]></title>
<link>http://marcoboccaccio.wordpress.com/?p=123</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 20:48:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcoboccaccio</dc:creator>
<guid>http://marcoboccaccio.wordpress.com/?p=123</guid>
<description><![CDATA[ieri sera siamo stati a vedere improvvisamente l&#8217;inverno scorso, il film che racconta la manca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>ieri sera siamo stati a vedere <a href="http://www.suddenlylastwinter.com/improvvisamente/">improvvisamente l'inverno scorso</a>, il film che racconta la mancata istituzione dei dico in italia (già lo avevo <a href="http://marcoboccaccio.wordpress.com/2008/03/04/improvvisamente-linverno-scorso/">segnalato</a> in un post precedente). molto carino, molto godibile, a tratti divertente, sempre leggero ma importante. un film da vedere, che siate omosessuali o no. ma la cosa che mi ha impressionato di più, dopo l'iniziale rigurgito di fastidio verso la costante omofobia che appare (<em>appare</em>, non <em>traspare</em>) da tutte le interviste, si tratti di ferventi credenti o politici qualunque (con la sola eccezione della pollastrini, oltre che ovviamente di grillini), è l'inconsistenza degli argomenti delle persone che considerano l'omosessualità una caratteristica <em>sbagliata</em>. fino al leader di militia christi, che mi aspettavo fosse un austero signore un po' mistico, mentre non è altro che un ragazzo un po' borgataro, con tanto di maglietta col cuore e la croce sopra. ma si sa, il nostro paese è il regno dell'ignoranza (oltre che una colonia vaticana). una cosa, apparentemente ovvia, invece significativa, mi ha fatto notare il mio R., ossia che non ci sono interviste agli amici gay: una scelta che evita lo scontato commentare tra persone di casa, mostrando invece il confronto con chi la pensa diversamente da noi (un po' come fa la chiesa cattolica?). e poi tra tutte la frase in cui luca dice che in trenta e più anni non si era mai accorto di essere <em>sbagliato</em>: come succede anche a noi frequentando persone con un po' di cervello. ma tante potrebbero essere le citazioni: per cui, andatelo a vedere...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Manifesto choc del Neonato Omosessuale]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/?p=1782</link>
<pubDate>Sun, 11 May 2008 20:05:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
<guid>http://ale1980italy.wordpress.com/?p=1782</guid>
<description><![CDATA[

L’ArciGay: ”Messaggio forte e chiaro. 
L’omosessualita’ non e’ una scelta ma un dato imm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://ale1980italy.files.wordpress.com/2008/05/homo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1781 aligncenter" src="http://ale1980italy.wordpress.com/files/2008/05/homo.jpg" alt="" width="429" height="600" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_24/neonato_omosex_toscana.shtml">L’ArciGay: ”Messaggio forte e chiaro. </a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_24/neonato_omosex_toscana.shtml">L’omosessualita’ non e’ una scelta ma un dato immutabile da rispettare”</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parlez-vous québécois ?]]></title>
<link>http://editionsdorbestier.wordpress.com/2008/05/05/bonjour-tout-le-monde/</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 14:31:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>editionsdorbestier</dc:creator>
<guid>http://editionsdorbestier.wordpress.com/2008/05/05/bonjour-tout-le-monde/</guid>
<description><![CDATA[Par Claire Armange
 
Indispensable pour ceux qui partent ou qui reviennent du Québec !


 Pas fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#808080;"><a class="alignleft" title="Claire Armange" href="//www.w3.org/TR/html4/frameset.dtd" target="_blank">Par Claire Armange</a></span></h3>
<p> </p>
<h3><span style="color:#666699;"><span style="color:#3366ff;"><span style="color:#3366ff;">Indispensable pour ceux qui partent ou qui reviennent du Québec !</span></span></span></h3>
<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://editionsdorbestier.files.wordpress.com/2008/06/parlez-vous-quebecois-cover-grande72.jpg"></a><a href="http://editionsdorbestier.files.wordpress.com/2008/06/parlez-vous-quebecois-cover-grande721.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-51" src="http://editionsdorbestier.wordpress.com/files/2008/06/parlez-vous-quebecois-cover-grande721.jpg" alt="" width="426" height="701" /></a><br />
</span></p>
<p><strong></strong> <strong><span style="color:#3366ff;">Pas facile pour un Français de France de comprendre un Québécois de Montréal en débarquant avec son char chez le premier dépanneur du coin. Encore plus difficile si on arrive au Lac St Jean ou en Gaspésie…</span></strong>    <strong><span style="color:#3366ff;"><strong>Pas de problème, avec Parlez-vous québécois ? de Claire Armange, vous saurez tout sur la langue de nos cousins d'outre-Atlantique. Original et très complet, ce petit dico à mille lieux des ouvrages savants ou rébarbatifs, ne se contente pas de répertorier les mots différents il les met en situation dans leur contexte de tous les jours et, cerise sur le gâteau, offre même la prononciation- avec l'accent - des phrases les plus pittoresques.</strong></span></strong></p>
<p>En conservant toute la saveur de mots de l’ancien français et leur prononciation, en enrichissant sans cesse la langue d’apports nouveaux, souvent très riches en couleurs, les Québécois ont développé un parler étonnant plein de séduction, de poésie et parfois d’étrangeté pour les visiteurs.  Ce petit dico insolite permet de jouer avec les mots et de découvrir les expressions savoureuses, anciennes ou modernes de la Belle Province. De judicieux commentaires, plein d’humour, font mieux connaître similitudes et différences entre les langues de ces « cousins » des deux rives de l’Atlantique.  Cet ouvrage, unique en son genre, répond à une volonté de témoigner de la vigueur et de l'inventivité de la langue québécoise telle qu'elle se parle aujourd'hui avec son mélange d'ancien français ou de français vieilli, ses emprunts, conscients ou non, à la langue anglo-américaine et sa propre créativité. Il illustre ses différences avec le parler français de France, actuellement envahi de mots anglais qu'il importe volontairement contrairement au québécois.  Ce glossaire contemporain de 168 pages, illustré de nombreuses photos, amusera le lecteur curieux, le voyageur ou l'amoureux de la Belle Province, qui, en lisant ce livre dans la collection « Le Jeu des mots », cédera au plaisir de découvrir ou de retrouver des expressions pleines de saveur et porteuses d'images souvent très drôles.   </p>
<p><a href="http://editionsdorbestier.wordpress.com/files/2008/06/claire-armange.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-48" src="http://editionsdorbestier.wordpress.com/files/2008/06/claire-armange.jpg?w=207" alt="" width="207" height="300" /></a></p>
<p><em>Claire Armange, auteure, artiste plasticienne, a fait cinq années d’études aux Beaux-Arts en France. Traductrice de pièces de théâtre américaines (elle vient d'adapter en français la comédie musicale "Les Z'enfants de chœur - Altar Boyz -" qui fait un triomphe à Broadway), elle est passionnée par la langue française sous toutes ses formes. Sa double nationalité franco-canadienne et son amour du Québec, où elle vit, lui ont permis d’établir – avec un malicieux sens critique – cet ouvrage sur le québécois tel qu’on le parle aujourd’hui.</em></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="///private/var/tmp/folders.501/TemporaryItems/com.apple.mail.drag-T0x40af80.tmp.yXtlZV/Parlez-vous%20québecois%3F%20bonnes%20pages.pdf"></a>Dans la même collection :</span></p>
<ol>
<li>Parlez-vous argot ?</li>
<li>Parlez-vous le patois de Paris ?</li>
<li>Parlez-vous Nantais ?</li>
<li>Parlez-vous Chaumois ?</li>
<li>Parlez-vous bistrot ?</li>
</ol>
<p><strong>PARLEZ-VOUS QUÉBÉCOIS ? Éditions D'Orbestier</strong> par Claire Armange - Illustré de photographies. 19 x 11,5 cm  168 pages - 9,50 euros (France) - ISBN 978-2-84238-105-9</p>
<h3><span><span style="color:#3366ff;">LIRE DES EXTRAITS</span><br />
</span><a class="aligncenter" href="http://dorbestier.espacewebpro.fr/download/Parlez-vous-quebecois-bonnes-pages.pdf" target="_blank">Bonnes pages</a> <!--more--></h3>
<h3><span style="color:#3366ff;">OÙ TROUVER CE LIVRE ?</span></h3>
<p><strong>C</strong>hez les libraires de France, Québec, Belgique, Suisse, à défaut :</p>
<p>Chez le diffuseur : Littéral-Pollen  Tél. 02 51 98 33 34 (Dilicom)</p>
<ul>
<li><a href="http://www.litteral-diffusion.com/entreprise/?p=contacts" target="_blank">contact@litteral-diffusion.com</a></li>
</ul>
<p>Au comptoir de vente de Paris : Soleils diffusion  Tél. 01 45 48 84 62 (Dilicom)</p>
<ul>
<li><a href="http://www.soleils-diffusion.com/" target="_blank">soleilsdiffusion@wanadoo.fr</a></li>
</ul>
<p>Chez le diffuseur/distributeur du Québec : Edipresse, 945, avenue Beaumont, Montréal (Québec) H3N 1W3   Tél.: (514) 273-6141  Téléc.: (514) 273-7021   1 800 361-1043</p>
<ul>
<li><span><a href="http://information@edipresse.ca/">http://information@edipresse.ca/</a></span></li>
</ul>
<p>A défaut chez l'éditeur : Éditions D'Orbestier  Tél. 02 51 21 51 38  - Fax 02 51 21 14 10 </p>
<ul>
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</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Articolo Tre" di Palermo con la Sinistra l'Arcobaleno]]></title>
<link>http://lefteca.wordpress.com/?p=78</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 05:25:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lefteca</dc:creator>
<guid>http://lefteca.wordpress.com/?p=78</guid>
<description><![CDATA[Salve, sono Claudio Lo Bosco, presidente dell’Associazione Omosessuale “Articolo Tre” di Paler]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><strong>Salve, sono Claudio Lo Bosco, presidente dell’Associazione Omosessuale “Articolo Tre” di Palermo, vi chiedo ospitalità e la possibilità di pubblicare l’intervento di seguito riportato, grazie.</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://nuke.articolo3palermo.org/Portals/0/logo%20def%20art3.gif" alt="" width="180" height="87" /></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi sono quasi due anni dalla costituzione a Palermo dell’associazione omosessuale “Articolo Tre”. Perché si è costituita proprio nel maggio del 2006? Probabilmente in relazione alla delusione provocata dall’ambiguità e dalla eccessiva stringatezza del programma che l’Unione aveva presentato in materia di unioni di fatto. Programma, che seppur inadeguato, non ha trovato alcuna applicazione in tal senso.<br />
Decenni di attese, di speranze, di lavoro politico e di battaglie civili volte alla costruzione di un’intesa sul diritto, che noi riteniamo basilare, a non essere discriminati e per essere cittadini a pieno titolo dinnanzi alle leggi del nostro ordinamento democratico, come singoli e come coppie, hanno prodotto il modestissimo ed insoddisfacente risultato di una vaga, e ora possiamo dire vana, promessa che ha mortificato l’amore omosessuale e mira a confinarlo nel rassicurante “ghetto” dei legami solidaristici.<br />
Se oltre e più di questo linguaggio la politica italiana non è capace di parlare, allora è chiaro che le persone gay e lesbiche hanno bisogno ancora, ed innanzi tutto, di vedersi riconosciuto il loro diritto ad esistere in quanto tali, ad essere visibili ed a non essere oggetto di discriminazioni o di violenze a causa del proprio orientamento sessuale. Evidentemente abbiamo sbagliato nel dare per scontato che, così come nel Parlamento europeo, anche in Italia certi principi fossero ormai acquisiti.<br />
Proprio per arginare la deriva delle lotte politiche sui diritti glbt, in questi anni duramente provate dall’ottusa ed arrogante sordità della nostra classe politica e dirigente, abbiamo pensato di costituire un’associazione che alzi il tiro delle nostre battaglie, invertendo la linea di tendenza che, recentemente, ha caratterizzato e condizionato il percorso delle rivendicazioni glbt ed il conseguente dibattito politico.<br />
Non è dal Pacs o da qualsiasi altra formula giuridica di questo genere che, secondo noi, si costruisce il principio di uguaglianza e di non discriminazione dei cittadini e delle cittadine omosessuali, piuttosto è dall’affermazione e dall’applicazione di tali principi costituzionalmente sanciti e tutelati che devono discendere le leggi che ne garantiscano la reale fruizione per tutti. Costruire diritti con paletti e divieti non ci pare la strada migliore per dare credibilità al significato della parola “diritto”.<br />
E’ per questo, anche un po’ provocatoriamente, che riteniamo utile strumento per le nostre battaglie la modifica dell’articolo 3 della Costituzione italiana, inserendo accanto alla tutela già prevista per il sesso, la religione, la razza, le opinioni e condizioni personali, anche il diritto a non essere discriminati a causa dell’orientamento sessuale.<br />
Infatti, pensiamo sia indispensabile aggiornare l’enunciato dell’art.3, non solo per dare forza costituzionale a quei nobili principi di non discriminazione che il nostro Paese ha sottoscritto in diversi trattati internazionali e che ancora stentano a tradursi in provvedimenti legislativi coerenti, ma anche per richiamare il nostro Legislatore al rispetto ed all’applicazione di quanto già impone la Costituzione italiana, colmando quella lacuna che, se comprensibile e giustificabile 60 anni fa, oggi appare ingiustificabile per un Paese che vuole definirsi civile e democratico.<br />
Riteniamo che questa battaglia preceda tutte le altre, cioè quella dell’affermazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione, perché fornisce il principale strumento legislativo per operare ogni altra modifica che preveda la tutela dei diritti delle coppie, qualunque sia il nome che si intenderà dare all’istituto giuridico da esse posto in essere.<br />
Ci piace pensare che non sia un caso che questa associazione sia nata a Palermo, città che ha visto la nascita dell’ArciGay, e le cui lotte politiche possano e devono trovare in “Articolo Tre” una nuova incarnazione. In grado di individuare forme e strumenti nuovi, adatti a leggere la realtà di oggi, per imparare a modificarla. Tra questi strumenti c’è senza dubbio la collaborazione con gli altri circoli ed associazioni, in Italia come in Europa, che vogliono condividere questo percorso di cambiamento sociale.<br />
In questa nuova competizione elettorale che culminerà domenica e lunedì con l’elezione del nuovo Parlamento e anche dell’Assemblea Regionale Siciliana, come Associazione abbiamo fatto una scelta di parte, quella di schierarci apertamente con “La Sinistra L’Arcobaleno”, l’unica forza in campo che ha inserito nel proprio programma un impegno concreto per la tutela dei diritti civili delle persone omosessuali, prendendo l’impegno a portare avanti una battaglia che vada oltre il semplice riconoscimento delle unioni civili, ma nella direzione di far approvare una legge contro la discriminazione per orientamento sessuale, che scardinerebbe completamente un sistema e affermerebbe con forza non solo l’uguaglianza dei cittadini davanti allo Stato ma anche che il nostro è un paese laico e che non siamo un Paese a sovranità limitata, dove la Chiesa può avere diritto di parola, come è giusto che sia, senza però influenzare le scelte politiche del Paese.<br />
Per questi motivi “Articolo Tre” ha scelto di schierarsi con “La Sinistra L’Arcobaleno” e non può certo sostenere forze come il PD che tante contraddizioni ha espresso nella scelta delle candidature, da Calegaro all’operaio, dalla Bonino alla Binetti (quella del cilicio). Voglio ricordarvi anche che Rutelli, ora candidato Sindaco a Roma, ha tenuto a precisare che questa volta nel programma del PD non si parla di PACS, quindi possiamo stare tutti tranquilli.<br />
Articolo Tre nasce e ha sede a Palermo, ma il lavoro che svolge è proiettato in tutto il territorio regionale, quindi accettiamo collaborazioni e adesioni da tutte le province, quindi cari raffadalesi (anch’io lo sono), quest’appello è rivolto anche a voi.<br />
Un saluto</p>
<p style="text-align:justify;">Claudio Lo Bosco - cell. 3493756763<br />
<a href="mailto:claudiolobosco@yahoo.it">claudiolobosco@yahoo.it</a><br />
Presidente Associazione Omosessuale<br />
“Articolo Tre” - Palermo<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.articolo3palermo.org/">http://www.articolo3palermo.org</a><br />
<a rel="nofollow" href="http://www.stopomofobia.org/">http://www.stopomofobia.org</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Laicità e diritti civili. E il riformismo che il Pd "non può fare"]]></title>
<link>http://bloguepol.wordpress.com/?p=218</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 17:48:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fab-Blogue Pol</dc:creator>
<guid>http://bloguepol.wordpress.com/?p=218</guid>
<description><![CDATA[I temi della laicità e dei diritti civili sono tra i meno trattati in questa campagna elettorale, q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">I temi della <strong>laicità</strong> e dei <strong>diritti civili</strong> <strong>sono tra i meno trattati in questa campagna elettorale</strong>, quantomeno dai due partiti maggiori. L’uno, il Pdl, ha pensato di non farvi quasi mai cenno; l’altro, il Pd, ha fatto di peggio perché quando le suddette <em>issues</em> sono emerse in alcune interviste dei propri candidati, si è trattato di <em>gaffes</em> (ma in verità sono espressioni di pensiero reale) da cui il Pd ha tentato di rifuggire, declassandole a temi extra-elettorali. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">L’irrompere, nei giorni scorsi, di una <strong><span style="color:#808080;"><a title="polemica Binetti (corriere.it)" href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_03/binetti_gay_e87636a0-0180-11dd-b7e1-00144f486ba6.shtml" target="_blank"><span style="color:#808080;text-decoration:none;">pesante dichiarazione</span></a></span></strong> contraria a priori a possibili riconoscimenti legislativi anche per le più semplici coppie di fatto e non solo per le coppie gay, resa in occasione di un’intervista a <em>Ecotv.it</em></span><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">dalla <strong>Binetti</strong>, capostipite dei teodem nell’area confessionale del Partito Democratico e portatrice della cultura del cilicio e della conseguente beatitudine nella mortificazione della carne umana, ha fatto il paio con la polemica suscitata da alcune frasi pronunciate il giorno precedente dal <strong>generale Del Vecchio</strong>, altro candidato del Pd, che si era espresso <strong><span style="color:#808080;"><a title="polemica generale Del Vecchio (corriere.it)" href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_02/vecchio_grillini_9bccbdc8-00c8-11dd-aec1-00144f486ba6.shtml" target="_blank"><span style="color:#808080;text-decoration:none;">sulla non idoneità degli omosessuali nell’esercito</span></a></span></strong> e sull’opportunità di istituire <em>bordelli</em> per i militari in missione. </span><span style="font-size:10pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Non soddisfacente la controreplica del generale Del Vecchio alle critiche mossegli da più parti: <em>“Vorrei precisare - ha detto Del Vecchio - che interpretare come un pensiero compiuto qualche frase detta con un po' di ingenuità sarebbe sbagliato”</em>. Prendiamo atto che il candidato del Pd sia stato imprudente nel dire ciò che pensa, come un’ammissione d’incapacità nel tenere celati i propri reali pensieri. E la stessa <em>qualità </em>d’eloquio e d’idee abbiamo potuto ravvisarla nella candidata Paola Binetti. Dalle dichiarazioni di replica dell’emittente Ecotv.it si viene a sapere che la Binetti aveva chiesto di non mandare in onda l’intervista perché ‘forse aveva un po’ esagerato’.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Veltroni ha cercato timidamente di tamponare le inopportune dichiarazioni di questi giorni affermando pubblicamente: <em><span style="color:#000000;">“</span></em></span><em><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;"><span style="color:#000000;">Le parole che il generale Del Vecchio ha pronunciato sono assolutamente sbagliate e lontane anni luce dal programma del Partito Democratico e dai suoi valori”.</span> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;">Ma <strong>nel programma del Pd i timidi cenni sui diritti civili</strong>, <span style="color:#000000;">a leggi contro le discriminazioni, risultano essere punti di facciata, <strong>strumentali al voto</strong> e poco credibili in considerazione di tali premesse ideologiche. E dei Cus, che dovrebbero ammorbidire ciò avrebbero dovuto essere i Dico, che a loro volta dovevano ammorbidire ciò che avrebbero dovuto essere i Pacs, non v’è traccia evidente e destino sembra dire che non sarebbero provvedimenti di Governo e/o si spegnerebbero negli iter delle commissioni parlamentari. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La semplice presenza dei due personaggi sopraccitati nelle variegate liste del Partito Democratico è sufficiente a far intendere quale sia stata <strong>la strategia del Pd nella scelta delle candidature</strong>. Però, presentare <strong>una pletora indistinta di personaggi, anche lontani dalle competenze di cui necessiterebbe la classe politica dirigente</strong> (ricordiamo che la giovane Madia dichiarò subito di essere candidata in quanto non avente alcuna esperienza politica) risulta essere rischioso e alla luce di cui sopra controproducente, perché poi anche loro “parlano”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Sulla scia di quanto detto, abbiamo anche sentito qualche giorno fa Franceschini, vice-segretario del Pd, annunciare con orgoglio che <strong>il Pd porterà in Parlamento circa 120 cattolici</strong>. A parte il reiterato concetto di “portare” in Parlamento, secondo il quale il Pd ci ricorda che i cittadini-elettori non svolgeranno una vera funzione “elettiva”, <strong>ci si dovrà rallegrare della presenza di politici in Parlamento sulla base del credo religioso? E quanti saranno coloro che si potrebbero tacciare di omofobia? </strong>Tra un <strong><span style="color:#808080;"><a title="ex fascista nel Pd di Roma (mio post)" href="http://bloguepol.wordpress.com/2008/03/13/leditore-serve-al-kapo-berlusconi/" target="_blank"><span style="color:#808080;text-decoration:none;">ex fascista</span></a></span></strong> alle amministrative di Roma, il candidato al Campidoglio Rutelli che ha dichiarato il no all’istituzione del Registro delle Unioni civili nella capitale, la Binetti e il generale Del Vecchio, l’antico celodurismo della Lega e la tradizione conservatrice della Destra sembrano lasciare il passo a questo <em>nuovo che avanza</em>. E il riformismo tanto declamato dal <em>nuovo partito</em> fa pietosa fine, virando più verso la Destra americana, come detto da Titti Di Salvo, (la Sinistra l’Arcobaleno) che verso quello europeo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#545454;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;">Risulta evidente che <strong>non è, non può e non vuol essere il Pd un promotore di diritti civili</strong> <strong>e di garanzie per le minoranze</strong> <span style="color:#000000;">e che quella nuova stagione di cui vuol farsi portavoce è ben lontana da un certo “I have a dream” di Martin Luther King (di cui ricorreva l’altro ieri il 40° anniversario dalla scomparsa) e dalla sue battaglie per le minoranze ma anche dal Zapatero dei giorni nostri.</span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;">Laicità e diritti civili sono sempre stati punti in favore dei movimenti europei che si rifanno ad una cultura socialista e al minimo riformista ma non sono considerati dal Pd</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#464646;font-family:Verdana;"> come temi degni d’attenzione. <!--more-->A conferma, <strong>una recente dichiarazione di Veltroni</strong> in cui il leader Pd <strong>li escludeva dal terreno del dibattito politico e dal confronto programmatico</strong> in vista delle elezioni, evidentemente per non scoprire il fianco conservatore del partito. <em>“</em></span><em><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">I temi etici non devono entrare nella campagna elettorale, proprio perché in uno Stato laico i principi e i valori non debbono essere piegati e strumentalizzati dalla politica”, </span></em><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">disse.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">Ci si chiede perché mai non dovrebbero essere contenuti di programmi elettorali quelle proposte che regolamentino aspetti e diritti della quotidianità di tante persone? Soprattutto in uno Stato, quello italiano, dove le gerarchie ecclesiastiche spingono nell’esercitare una forte influenza sulla gestione politica, (recentemente il cardinale Betori ha illustrato le proposte della Chiesa cattolica per la legge elettorale, attribuendosi perfino un ruolo da politologo e legislatore!) <strong>ogni partito dovrebbe esprimere la propria posizione sui diritti civili </strong>e sottolineare, in uno Stato che si vorrebbe laico, il principio di laicità a fronte del pensiero religioso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">Ma, ad eccezione di pochi, come la Sinistra Arcobaleno e il Partito Socialista di Boselli, non se ne parla. Il grado di democrazia di un Paese si evince da rispetto, <span> </span>attenzione e legislazione per le minoranze. <span> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">E <strong>quando all’indomani della riconferma di Zapatero</strong> al Governo della laica Spagna, Veltroni e soprattutto alcuni giornali provarono a dipingere il successo del socialista spagnolo, così come il ritorno di un’onda rosa socialista alle amministrative francesi, (ma nel secondo caso si è tratta più di un <em>vote-sanction</em>, un voto punitivo per il Presidente Sarkozy) come espressione di un <strong>nuovo vento riformista in Europa</strong> e possibilmente anche in Italia con Veltroni, non si è tenuta in debita considerazione la <strong>differenza fondamentale tra il leader del socialismo gentile e riformista spagnolo e la nostra <em>mancata copia</em></strong>. </span><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La politica governativa e riformatrice di Zapatero ha infatti avuto sin dall’inizio un’impronta laica che nulla ha a che vedere con il progetto del Pd ed un ipotetico Zapaterismo de’no altri.</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> Lì si è avuto il coraggio di portare avanti l’idea di uno Stato indipendente dall’ingerenza del potere ecclesiastico, che pure in Spagna è tradizionalmente forte. In Spagna si è concesso il matrimonio gay mentre in Italia le coppie di fatto sono osteggiate in una componente importante del Partito Democratico e in altri grandi partiti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Un punto fondamentale degli anni del buon Governo di Zapatero è rappresentato dalla riaffermata laicità e dalla promozione dei diritti civili ma evidentemente <strong>il riformismo in versione superlight del Pd e più in generale di quello italiano è molto lontano dal rappresentare una forma europea e moderna di democrazia avanzata.</strong></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Improvvisamente, l'inverno scorso: l'anteprima]]></title>
<link>http://lampidipensiero.wordpress.com/?p=451</link>
<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 12:12:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>stratex</dc:creator>
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<description><![CDATA[In una sala gremita all&#8217;inverosimile, il 14 marzo si è svolta a Roma l&#8217;annunciata antep]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.suddenlylastwinter.com/improvvisamente/files/page0_1.jpg" align="left" height="282" hspace="10" vspace="10" width="215" />In una sala gremita all'inverosimile, il 14 marzo si è svolta a Roma l'<a href="http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/03/08/dico-improvvisamente-linverno-scorso/" target="_blank">annunciata anteprima nazionale</a> di <a href="http://www.suddenlylastwinter.com/" target="_blank">Improvvisamente, l'inverno scorso</a>, film documentario sulla vicenda italiana dei DICO, realizzato da Gustav Hofer e Luca Ragazzi e premiato a Berlino.</p>
<p>Il  pubblico presente ha reagito con molta partecipazione ai numerosi spunti di riflessione e alla ricostruzione che il film propone con semplicità e con una forte ed indispensabile dose di ironia. Segno evidente che il film centra in pieno il suo obiettivo di dare un punto di vista, di parte ma anche "dalla parte delle persone", sulla controversa e squallida vicenda dei Dico, poi Cus, poi più nulla.</p>
<p>Quindi, un "bravo" agli autori che sono anche i protagonisti del film, nel quale intrecciano la loro storia personale con le vicende politiche nazionali, esercizio che la nostra classe politica dovrebbe praticare più spesso, non solo per captare consenso elettorale, ma per "servire gli elettori" come si addice a chi è stato eletto.</p>
<p>Alle testimonianze più vicine al mondo della politica e delle istituzioni, il film affianca moltissimi brani di interviste raccolte per strada durante alcune manifestazioni che in quel periodo si organizzavano a Roma. Quelle più rilevanti sono certamente le interviste raccolte da persone che partecipavano ad eventi organizzati da istituzioni legate alla Chiesa: la celebrazione del 25° di Comunione e Liberazione, la fiaccolata del Trifoglio in difesa della vita e dei valori cristiani, le veglie e le fiaccolate di Militia Christi contro l'aborto (in vero più simile ad un raduno di estrema destra che ad una celebrazione religiosa), il Family Day: il panorama che disegna il film fa chiaramente intendere che il livello di superficialità, di pregiudizio, di ignoranza sui temi toccati nel documentario è talmente diffuso da assumere i contorni di una vera e propria tragedia sociale.</p>
<p>Dopo la proiezione, si è svolto un dibattito tra il pubblico, gli autori e i politici presenti per l'occasione: Franco Grillini, Cesare Salvi, l'assessore alla cultura della provincia di Roma (Vita) e il deputato Brutti. La parte più interessante sono stati gli interventi del pubblico, ispirati ad un notevole maturità e ad una consapevolezza molto forte. Personalmente, essendo molto infastidito dall'evidente volontà di usare la serata come "lancio elettorale" e dalla inveterata abitudine che molti politici hanno di giustificare il passato per non parlare del futuro, ho voluto intervenire non per fare una domanda ma per fornire alcuni spunti di riflessione:</p>
<ol>
<li>il movimento glbt non ha ottenuto risultati sostanziali da quando ha mosso i primi passi</li>
<li>ha sempre posto le sue questioni in sordina per evitare di "provocare"</li>
<li>oggi non considera più un suo obiettivo la legislazione sulle unioni affettive</li>
<li>l'obiettivo è la <b>piena equiparazione</b>, cioè l'ottenimento degli stessi diritti e doveri che sono riservati ai cittadini eterosessuali</li>
<li>il fondamento delle unioni è cementato dall'amore e dall'affetto, non certo dalla sessualità, che è un elemento incidentale e complementare</li>
</ol>
<p>Dopo l'anteprima, parte un tour di presentazioni che si svolgeranno in tutta Italia, in attesa che qualche distributore cinematografico decida di mettere in circuito questo indispensabile contributo al progresso civile di questa nazione bigotta e decadente.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CitaRefs (citations et références)]]></title>
<link>http://toutpetits.wordpress.com/?p=31</link>
<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 11:18:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>toutpetits</dc:creator>
<guid>http://toutpetits.wordpress.com/?p=31</guid>
<description><![CDATA[Brazelton (T. Berry) Famille &#8220;Trop de jeunes familles sont à présent seules et isolées, à ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Brazelton (T. Berry) Famille</strong> "Trop de jeunes familles sont à présent seules et isolées, à un moment où la structure et le soutien d'un groupe plus large pourraient être pour elles un immense bienfait," ("Trois bébés dans leur famille, Laura, Daniel et Louis")<br />
</em></p>
<p><em><strong>Brazelton (T. Berry) </strong><strong>Maternité (retour de la ~ )</strong> "L'adaptation physique de la mère après la naissance dure plusieurs semaines. Cette adaptation va épuiser ses ressources, tant physiques qu'émotionnelles, et très souvent va l'empêcher de bien dormir, de manger convenablement, de contrôler ses émotions. Beaucoup de jeunes mères m'ont avoué que durant les premières semaines où elles se retrouvaient chez elles, elles avaient tout le temps envie de pleurer." (T. Berry Brazelton "Trois bébés dans leur famille, Laura, Daniel et Louis")<br />
</em></p>
<p><em><strong>Brazelton (T. Berry) Père</strong> "Le jeune père, lui, est désireux de participer, de devenir le père qu'il a rêve d'avoir, avant de rêver de l'être." ("Trois bébés dans leur famille, Laura, Daniel et Louis")<br />
</em></p>
<p><em><strong>Cyrulnik (Boris)</strong> « La distinction inné/acquis n'a pas de sens, sauf pour la personne qui souhaite en faire un usage idéologique » (« La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><strong>Cyrulnik (Boris) </strong><em>« La résilience de l'enfant se construit dans la relation avec autrui, dans un « tricotage » de l'attachement. La communication intra-utérine, la sécurité affective des premiers mois de la vie, puis l'interprétation que l'enfant donne aux événements sont autant d'éléments favorisant la résilience. » (« La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Cyrulnik (Boris)</strong> « La résilience de l'enfant se construit dans la relation avec autrui, dans un « tricotage » de l'attachement. La communication intra-utérine, la sécurité affective des premiers mois de la vie, puis l'interprétation que l'enfant donne aux événements sont autant d'éléments favorisant la résilience. » (« La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Cyrulnik (Boris) </strong>« René Spitz a mis en évidence le risque vital subi  par les petits Anglais « fracassés » par les bombardements de Londres [in « La Première Année de la vie », Puf, 1963]. Selon le fracas social, 40% à 80% des enfants décèdent, alors qu'ils sont sains biologiquement et neurologiquement. » (« La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Cyrulnik (Boris)</strong> « Reprenons la métaphore du tricot qui consiste à dire qu'un enfant seul n'a aucune chance de se développer, un enfant blessé, seul n'a aucune chance de devenir résilient. Il faut qu'avant le fracas soit imprégné au fond de sa mémoire quelque chose qui ait créé une stabilité interne lui permettant d'affronter le coup, puis de rebondir. »  (« La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Cyrulnik (Boris) </strong>« Une mère stressée, vivant dans des conditions sociales très dures, avec un mari violent, secrète des molécules de stress qui parviennent à franchir le filtre placentaire. On voit instantanément le bébé accélérer son cœur ou sursauter, avoir le hoquet, en bref il perd sa tranquillité. » La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Dolto (Françoise</strong>) « Pour les Gitans musiciens, dans le clan, le groupe, la tribu, je ne sais pas comment ils disent, quand le meilleur musicien d'un instrument se sent vieillir, ils parlent entre eux : « Il faudrait bien qu'il y ait un enfant qui reprenne », et pendant les six dernières semaines de la grossesse d'une des femmes enceintes, ce meilleur musicien vient jouer tous les jours pour le fœtus, et puis encore tous les jours durant les quelques semaines qui suivent sa naissance; il vient jouer tous les jours, pour le bébé, et ce qu'il joue le mieux. On laisse les choses comme ça, et on est sûr que cet enfant-là prendra cet instrument en grandissant. » (« Tout est langage »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Dolto (Françoise) Odorat</strong> « Sur le plan de la demande, l'olfaction est nécessaire au début. La demande peut être de besoin ou de plaisir. Sur ce plan donc, l'olfaction est le moyen discriminatif qu'a l'enfant pour savoir que c'est bien l'interlocuteur dont il a besoin et désir. » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Dolto (Françoise) Père</strong> « Est ressenti père, par l'enfant petit, l'homme qui rend maman plus heureuse. Tout géniteur n'est pas un père. C'est l'homme qui donne plus de sécurité à maman lorsqu'il est présent que quand il n'est pas là. C'est celui dont elle s'inquiète s'il est absent plus que d'une autre personne tierce familière qu'il voit autour d'elle. » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Dolto (Françoise) Séparation </strong>« Pour qu'il se connaisse comme tube digestif personnel, il faut qu'il ait quitté souvent sa mère, qu'il ait faim tout seul, qu'elle l'apaise, mais aussi que parfois que ce soit une autre personne qui lui donne cet apaisement et non la mère, avec, pour lui, certains désagréments, parce qu'il n'a pas tout ce qu'il cherche. Il a de quoi combler faim et soif, pour son appareil digestif en état de manque, il a l'agrément du change de ses langes, mais il n'a pas la voix, il n'a pas l'odeur ni le rythme connus de sa mère. Et pourtant, il vaut mieux ça que rien du tout, et c'est peu à peu qu'il reconnaît que lui-même peut survivre en n'ayant pas la satisfaction de ses désirs, mais seulement l'apaisement des besoins. » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Dolto (Françoise) Séparation </strong>« Tout enfant, si jeune soit-il, doit être initié à la tension de ses désirs, qui donne valeur aux retrouvailles, dans l'apaisement de ses besoins, indépendamment de celui de ses désirs. « Une fois séparé physiquement de la mère, il faut que l'espace soit <strong>« mamaïsé » </strong>: toute ambiance peut avoir couleur de maman, toute odeur un peu référée à celle de maman, même absente, tout peut être nimbé de maman. Alors, il est en sécurité, si elle, familière des lieux et des personnes auxquelles temporairement elle le confie, l'est aussi. » (« Solitude »).<br />
</em></p>
<p><em><br />
<strong>Dolto (Françoise) Solitude </strong>« …la solitude m'a toujours accompagnée, de près ou de loin. Comme elle accompagne tous ceux qui, seuls, tentent de <strong>voir</strong> et d'<strong>entendre</strong>, là où d'aucuns ne font que regarder et écouter » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Enfant seul Cyrulnik (Boris) </strong>« Reprenons la métaphore du tricot qui consiste à dire qu'un enfant seul n'a aucune chance de se développer, un enfant blessé, seul n'a aucune chance de devenir résilient. Il faut qu'avant le fracas soit imprégné au fond de sa mémoire quelque chose qui ait créé une stabilité interne lui permettant d'affronter le coup, puis de rebondir. »  (« La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Famille</strong><br />
<strong>Brazelton (T. Berry) </strong>"Trop de jeunes familles sont à présent seules et isolées, à un moment où la structure et le soutien d'un groupe plus large pourraient être pour elles un immense bienfait," ("Trois bébés dans leur famille, Laura, Daniel et Louis")<br />
</em></p>
<p><em><strong>Fracas social Cyrulnik (Boris) </strong>« René Spitz a mis en évidence le risque vital subi  par les petits Anglais « fracassés » par les bombardements de Londres [in « La Première Année de la vie », Puf, 1963]. Selon le fracas social, 40% à 80% des enfants décèdent, alors qu'ils sont sains biologiquement et neurologiquement. <strong>» </strong>La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Inné-Acquis Cyrulnik (Boris) </strong>« La distinction inné/acquis n'a pas de sens, sauf pour la personne qui souhaite en faire un usage idéologique » (« La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Maternité </strong><strong>(retour de la ~) </strong><strong>Brazelton (T. Berry) </strong>"À chaque fois qu'il [le mari] l'aidait à s'occuper du bébé, elle se sentait exaspérée. Et s'il s'en occupait tout seul, le bébé se mettait à pleurer. Pour finir, c'était elle qui était obligée de consoler tout le monde. » ("Trois bébés dans leur famille, Laura, Daniel et Louis")<br />
</em></p>
<p><em><strong>Maternité </strong><strong>(retour de la ~) </strong><strong>Brazelton (T. Berry) </strong>"L'adaptation physique de la mère après la naissance dure plusieurs semaines. Cette adaptation va épuiser ses ressources, tant physiques qu'émotionnelles, et très souvent va l'empêcher de bien dormir, de manger convenablement, de contrôler ses émotions. Beaucoup de jeunes mères m'ont avoué que durant les premières semaines où elles se retrouvaient chez elles, elles avaient tout le temps envie de pleurer." ("Trois bébés dans leur famille, Laura, Daniel et Louis")<br />
</em></p>
<p><em><strong>Mère stressée Cyrulnik (Boris)</strong> « Une mère stressée, vivant dans des conditions sociales très dures, avec un mari violent, secrète des molécules de stress qui parviennent à franchir le filtre placentaire. On voit instantanément le bébé accélérer son cœur ou sursauter, avoir le hoquet, en bref il perd sa tranquillité. » La résilience : le réalisme de l'espérance »)</em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D Psychanalyse, souffrance</strong>« Or, pour être exact, il ne s’agit pas de ressentir la souffrance actuelle qui amène le patient à consulter, mais l’ancienne douleur de son traumatisme infantile : <strong>ressentir en soi ce que l’autre a oublié</strong>. Toute notre difficulté de psychanalyste est de réussir une telle opération mentale : ressentir en soi les toutes premières émotions douloureuses vécues jadis par l’autre et qu’il a aujourd’hui oubliées. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Souffrance, enfant</strong></em><em> « Sachez que toute personne qui souffre, recèle un enfant désemparé, blessé, qui cherche en vain à dire sa douleur. Eh bien, c’est justement cet enfant en souffrance, impuissant, au bord des mots, que je tente de me représenter mentalement. Je ressens alors non pas ce que ressent l’adulte qui me parle, mais ce que ressentirait le petit garçon ou la petite fille du drame infantile que je ranime. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Émotions, fantasmes, inconscient </strong></em><em>« Un psychanalyste travaille non seulement avec son savoir-faire et son savoir faire théorique, mais surtout avec sa capacité d’éprouver des émotions, de fantasmer et, pour tout dire, de faire vibrer son inconscient. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Signes, communication </strong></em><em>« … Un psychanalyse n’écoute pas seulement avec ses oreilles, il est réceptif à tous les signes par lesquels un être communique sa vie » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Réconciliation avec soi</strong></em><em> « Le principe qui me guide tient en ces termes : le patient, délivré de ses conflits nocifs, doit se réconcilier avec lui-même, se retrouver en lui-même à partir de ce qu’il a et de ce qu’il est. Mon but n’est pas de changer sa personnalité mais de l’enrichir de ce qu’il porte déjà en lui… » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Santé mentale, limites</strong></em><em> « À mes yeux, la santé mentale est l’état d’une personne <strong>capable de connaître ses limites et de les aimer</strong>. Être psychiquement sain signifie vivre relativement heureux avec soi-même malgré les inévitables épreuves, surprises et restrictions que a vie nous impose. En somme, l’équilibre mental est reconnaissable à ceci que nous gardons le goût d’agir tout en ayant la faculté d’accueillir l’inattendu et de nous y adapter. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Psychotrope, guérison, symptôme</strong></em><em> « N’oublions pas qu’au moment où je vous parle </em>[2002]<em> il n’existe aucun psychotrope qui guérisse véritablement. Tous nos médicaments ont une action palliative, mais jamais une action curative. Ils peuvent supprimer le symptôme mais ils ne supprimeront pas la cause du symptôme. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Psychanalyse, inconscient, souffrance </strong></em><em>« Le propre de la psychanalyse est de s’occuper de l’inconscient lorsque l’inconscient nous fait souffrir, c’est-à-dire lorsque le décalage entre ce que nous sommes et ce qui nous échappe nous rend malheureux. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Couple</strong></em><em> « La vie à deux est comme un organisme vivant qu’il faut nourrir en permanence, une plante qui nécessite lumière, égards et patience. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Haine</strong></em><em><strong>, agressivité</strong>,  « [La haine], cet ennemi<span> </span>est en nous, et tant que l’homme vivra, la haine perdurera, même chez les meilleurs d’entre nous. Supprimez votre haine et vous vous mutilerez, car elle est une moitié de vous. Si, par exemple, nous privions un enfant de toute son agressivité, nous le verrions, tel un autiste, s’étioler dans l’indifférence et l’apathie. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Haine, violence, sublimation, énergie</strong></em><em> « Or, voici mon idée. À l’instar d’un grand fauve qui cesse d’être dangereux lorsqu’il est soumis à un dressage régulier, la haine nécessite une gymnastique quotidienne. Oui, je vous l’affirme, la haine doit être un exercice de tous les jours ! Mais détrompez-vous, ma formule n’est nullement une apologie de la violence. Au contraire c’est un appel à la tempérance. Pourquoi ? Parce que si nous laissions la violence s’accumuler dans notre psychisme, elle deviendrait explosive, alors que, régulièrement évacuée, elle se civilise et se transforme en énergie féconde. La psychanalyse nous apprend que les passions fermentent et bouillonnent sous la pression d’un refoulement brutal, tandis qu’elles se subliment lorsqu’on les libère avec mesure. J’insiste, la haine doit être constamment distillée pour éviter que, trop longtemps confinée dans l’inconscient, elle n’éclate furieusement.» </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Amitié</strong></em><em> « Un ami est celui avec qui je me sens heureux d’être moi-même. </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em><strong></strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D  Parler vrai, enfant, compréhension</strong></em><em> « Le conseil le plus utile que je peux donner aux parents désireux de mieux dialoguer avec leur enfant, est de s’adresser à lui comme je m’adresse à vous en ce moment [Xavier Diaz, jeune étudiant en psychologie, qui pose toutes les questions de cet ouvrage], c’est-à-dire en le tenant pour un véritable interlocuteur.  <strong>Il faut savoir que l’enfant, si petit soit-il, percevra pleinement notre intention si nous lui parlons avec la ferme conviction qu’il comprend ce qu’on lui dit.</strong>» </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em><em></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D </strong></em><em><strong>Parler vrai, enfant, compréhension</strong></em><em> </em><em>« Si un père, par exemple, est certain d’être compris par son fils, l’inflexion de sa voix et la mélodie de ses phrases seront si vibrantes qu’elles atteindront, plus vibrantes encore, l’âme de l’enfant. Quand une mère, le matin, confie son bébé à la crèche et lui dit : <strong>« Je dois aller travailler maintenant, Madame Annette va bien s’occuper de toi et je reviendrai te chercher cet après-midi à 5 heures »,</strong> elle lui adresse un message clair, vrai et rassurant ; rassurant parce que la mère quitte son enfant l’esprit tranquille. » </em><em><span style="font-size:11pt;"><strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><strong>Nasio J-D Espoir, confiance </strong></em><em><span style="font-size:11pt;">« L’espoir, c’est la confiance absolue que je place en l’avenir… Oui, seul prévaut l’espoir. Pourquoi ? Parce qu’il est une force supérieure qui donne sens au présent. Je veux dire que si vous avez confiance en l’avenir, vous aurez le bonheur de savourer l’ici et maintenant de la vie. » <strong>("Un psychanalyste sur le divan", PBP)</strong></span></em></p>
<p><em><strong>Odorat Dolto (Françoise)</strong> « Sur le plan de la demande, l'olfaction est nécessaire au début. La demande peut être de besoin ou de plaisir. Sur ce plan donc, l'olfaction est le moyen discriminatif qu'a l'enfant pour savoir que c'est bien l'interlocuteur dont il a besoin et désir. » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Père Brazelton (T. Berry) </strong>"Le jeune père, lui, est désireux de participer, de devenir le père qu'il a rêve d'avoir, avant de rêver de l'être." ("Trois bébés dans leur famille, Laura, Daniel et Louis")<br />
</em></p>
<p><em><strong>Père Dolto (Françoise)</strong> « Est ressenti père, par l'enfant petit, l'homme qui rend maman plus heureuse. Tout géniteur n'est pas un père. C'est l'homme qui donne plus de sécurité à maman lorsqu'il est présent que quand il n'est pas là. C'est celui dont elle s'inquiète s'il est absent plus que d'une autre personne tierce familière qu'il voit autour d'elle. » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Proust (Marcel)</strong> «…et je sens tressaillir en moi quelque chose qui se déplace, voudrait s'élever, quelque chose qu'on aurait désancré, à une grande profondeur; je ne sais ce que c'est, mais cela monte lentement ; j'éprouve la résistance et j'entends la rumeur des distances traversées. » (« Du côté de chez Swann »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Résilience Cyrulnik (Boris)</strong> « La résilience de l'enfant se construit dans la relation avec autrui, dans un « tricotage » de l'attachement. La communication intra-utérine, la sécurité affective des premiers mois de la vie, puis l'interprétation que l'enfant donne aux événements sont autant d'éléments favorisant la résilience. » (« La résilience : le réalisme de l'espérance »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Royal (Ségolène) Effet Pygmalion</strong> « Dans le domaine des apprentissages comme dans celui de la maltraitance, l'ennemi principal est parfois ce déterminisme fait de mauvaise vulgarisation sociologique et psychologique, épris de reproduction sans espoir. Ce déterminisme-là voudrait que, parce que les parents n'ont pas aimé l'école, leurs enfants y échouent forcément et que la répétition soit la malédiction sans appel de tous les maltraités, qui, forcément, maltraiteront un jour. » <a href="http://toutpetits.wordpress.com/2008/04/16/">Voir Tp</a><br />
</em></p>
<p><em><strong>Royal (Ségolène) </strong><strong>Maltraitance sociale</strong> «… la pauvreté, la précarité, le surendettement, les vies assaillies de toutes parts par la difficulté sont, pour les enfants qui les vivent et pour leurs parents, une <span style="text-decoration:underline;">maltraitance sociale</span> à laquelle il n'y a pas lieu, non plus, de se résigner.» <a href="http://toutpetits.wordpress.com/2008/04/16/">Voir Tp</a><br />
</em></p>
<p><em><strong>Royal (Ségolène) Résilience</strong> « …une approche où l'attention due aux victimes oblige à ne jamais s'incliner devant la loi du silence… une approche qui refuse de passer du <span style="text-decoration:underline;">malheur inaudible</span>, qui était jadis la règle, au <span style="text-decoration:underline;">malheur obligé</span>, qui serait l'inéluctable destin de ceux qui ont souffert »<strong>. <a></a></strong><a>Voir Tp<br />
</a></em></p>
<p><a><em><strong>Royal (Ségolène) Résilience</strong> « …le mot pour dire ce que je constatais : l'intensité de la souffrance, aussi la capacité de résistance des enfants maltraités, leur étonnante propension (pour peu qu'on les accompagne intelligemment et leur offre les points d'appui adéquats) à rebondir, à repartir, à faire que la vie l'emporte sur la mort, alors même qu'on aurait pu les croire définitivement cassés. » </em></a><em><a href="http://toutpetits.wordpress.com/2008/04/16/">Voir Tp</a><br />
</em></p>
<p><em><strong>Séparation Dolto (Françoise)</strong> « Pour qu'il se connaisse comme tube digestif personnel, il faut qu'il ait quitté souvent sa mère, qu'il ait faim tout seul, qu'elle l'apaise, mais aussi que parfois que ce soit une autre personne qui lui donne cet apaisement et non la mère, avec, pour lui, certains désagréments, parce qu'il n'a pas tout ce qu'il cherche. Il a de quoi combler faim et soif, pour son appareil digestif en état de manque, il a l'agrément du change de ses langes, mais il n'a pas la voix, il n'a pas l'odeur ni le rythme connus de sa mère. Et pourtant, il vaut mieux ça que rien du tout, et c'est peu à peu qu'il reconnaît que lui-même peut survivre en n'ayant pas la satisfaction de ses désirs, mais seulement l'apaisement des besoins. » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Séparation Dolto (Françoise)</strong> « Tout enfant, si jeune soit-il, doit être initié à la tension de ses désirs, qui donne valeur aux retrouvailles, dans l'apaisement de ses besoins, indépendamment de celui de ses désirs. Une fois séparé physiquement de la mère, il faut que l'espace soit <strong>« mamaïsé » </strong>: toute ambiance peut avoir couleur de maman, toute odeur un peu référée à celle de maman, même absente, tout peut être nimbé de maman. Alors, il est en sécurité, si elle, familière des lieux et des personnes auxquelles temporairement elle le confie, l'est aussi. » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Solitude Dolto (Françoise)</strong> « …la solitude m'a toujours accompagnée, de près ou de loin. Comme elle accompagne tous ceux qui, seuls, tentent de <strong>voir</strong> et d'<strong>entendre</strong>, là où d'aucuns ne font que regarder et écouter » (« Solitude »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Tomkiewicz (Stanislaw) Le concept de d'invulnérabilité</strong> « …implique une qualité d'être humain qui lui est à la fois intrinsèque (voire génétique), permanente tout au long de sa vie et absolue (quelle que soit la nature de l'agression ou du traumatisme). <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Boris_Cyrulnik" target="_self">Boris Cyrulnik</a> nous montre dans ses textes, comment la résilience, au moins telle que nous la concevons en France, est au contraire pour une large part acquise, variable au fur et à mesure du déroulement de l'existence et différentielle selon la nature du stress. » <a href="http://toutpetits.wordpress.com/2008/04/16/">Voir Tp</a><br />
</em></p>
<p><em><strong>Tomkiewicz (Stanislaw) Le concept de vulnérabilité</strong> «…sa dictature était si puissante, que… dans notre traité [« L'enfant et sa santé » Doin, 1987], nous avons consacré un long chapitre à la vulnérabilité [et] nous n'avons, à notre grande honte, même pas mentionné le terme de résilience, et ceci quatre ans après qu'Emmy Werner eut porté ce concept sur les fonts baptismaux. » <a href="http://toutpetits.wordpress.com/2008/04/16/">Voir Tp</a><br />
</em></p>
<p><em><strong>Winnicott (D. W.) </strong><strong>Expérience</strong> « Mon expérience m'a conduit à reconnaître que les patients dépendants ou profondément régressés peuvent en apprendre plus à l'analyste sur la première enfance, que ce qu'il peut tirer de l'observation directe du nourrisson et du contact avec des mères qui s'occupent de leur nourrisson. » (« Processus de maturation de l'enfant »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Winnicott (D. W.) </strong><strong>Honnêteté, pragmatisme </strong>« Lorsque je pratique la psychanalyse, je vise à :<br />
Rester vivant,<br />
Rester en bonne condition,<br />
Rester éveillé.<br />
Je vise à être moi-même et à me comporter comme il faut.<br />
Ayant commencé une analyse, je m'attends à la poursuivre et à y survivre, à la mener à son terme.<br />
Analyser me procure du plaisir, mais j'anticipe toujours avec joie la fin de chaque analyse. L'analyse pour l'analyse ne signifie rien pour moi. Je pratique l'analyse parce que le patient a besoin de passer par là. Si le patient n'a pas besoin d'analyse, je fais autre chose.<br />
Dans l'analyse, on se pose la question de savoir jusqu'à quel point on peut se permettre d'avance. Dans ma clinique, au contraire, ma devise est : Quel est le minimum indispensable ? » (« Processus de maturation chez l'enfant »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Winnicott (D. W.) </strong><strong>Mères</strong> « Elles s'identifient de plus en plus au bébé qu'elles portent et cet état persiste au moment de sa naissance pour cesser progressivement au cours des quelques mois suivants. Grâce à cette identification à l'enfant, elles savent plus ou moins ce dont il a besoin. Je pense à des choses vitales telles que : être porté, être tourné, être couché et pris, être soigné et naturellement être nourri, intervention qu'il faut assurer en se montrant sensible à ce que ressent l'enfant, ce qui implique davantage que la satisfaction d'un instinct. Toutes ces choses facilitent les premières étapes des tendances à l'intégration chez le nourrisson et le début de la structuration du moi. On pourrait dire que la mère transforme le moi faible du nourrisson en un moi plus fort, parce qu'elle est là, affermissant chaque chose, comme une direction assistée sur un autobus. » (« Processus de maturation chez l'enfant »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Winnicott (D. W.) </strong><strong>Première enfance</strong> « Je vais montrer que les enfants sont malades très précocement, et si la théorie ne colle pas avec ça, elle n'aura qu'à s'adapter et c'est tout. Et ça s'est passé comme ça ! » (« Sur DWW par DWW »)<br />
</em></p>
<p><em><strong>Winnicott (D. W.) </strong><strong>Toute première enfance </strong>« Pendant vingt ou trente ans, je fus un phénomène isolé. Il n'y avait alors aucun analyste qui fût également pédiatre. A cette époque, dans les années vingt, tout était centré sur le complexe d'Œdipe. L'analyse des psychonévroses conduisait l'analyste à revenir sans cesse sur les angoisses relevant du domaine de la vie pulsionnelle, dans la relation de l'enfant avec ses deux parents, vers l'âge de 4-5 ans. Pourtant, d'innombrables histoires de cas me montraient que les enfants qui avaient des troubles névrotiques, psychotiques, psychosomatiques ou antisociaux, avaient manifestés des difficultés dans leur développement affectif au cours de la toute première enfance et même au stade du nourrisson. »<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nel PD, Avanzano i Diritti degli Omosessuali]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=379</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 10:54:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
<guid>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=379</guid>
<description><![CDATA[Avanzano, nel senso che non c&#8217;e&#8217; mica posto nel PD per chi si dichiara omosessuale. Colp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Avanzano, nel senso che <a href="http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_28/pd_gay_esclusi_strappo_018d05ee-e5c8-11dc-ab61-0003ba99c667.shtml" target="_blank">non c'e' mica posto nel PD per chi si dichiara omosessuale</a>. Colpa, si dice, dei soliti pretaioli.</p>
<p>Ma e' mai possibile che il futuro di Radicali Italiani passi dal secondo partito clericale d'Italia???</p>
<p>Al confronto di Veltroni, Berlusconi e' un novello Voltaire...</p>
<p>AGGIORNAMENTO: Wow! C'e' spazio per almeno un'omosessuale: <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/dirette/sezioni/politica/verso-voto/28-febbraio/index.html" target="_blank">Paola Concia di "Gay Left"</a>.  Sembra un po' la storia dei "<a href="http://pdcastelbolognese.iobloggo.com/archive.php?eid=49" target="_blank">valori della Resistenza</a>" ricuperati a fuor di popolo</p>
<p>Gaudio e tripudio? Vedremo se c'e' spazio per almeno un altro...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zappa sui piedi]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/?p=465</link>
<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 15:20:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.wordpress.com/?p=465</guid>
<description><![CDATA[Dopo il polverone sollevato dai cattolici su Dico e derivati, dichiarare &#8220;Laici e cattolici po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <strong>polverone</strong> sollevato dai cattolici su <strong><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/DICO">Dico</a></strong> e derivati, dichiarare "Laici e cattolici <strong><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200802articoli/30527girata.asp">possono convivere</a></strong>" è controproducente e pericoloso.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fattore B]]></title>
<link>http://cymbalus.wordpress.com/?p=591</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 10:44:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>cymbalus</dc:creator>
<guid>http://cymbalus.wordpress.com/?p=591</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/politica/verso-elezioni-5/binetti-radicali/binetti-radicali.html"><img src="http://cymbalus.wordpress.com/files/2008/02/bfactor.jpg" alt="bfactor.jpg" /></a></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E se i siti laici si coordinassero?]]></title>
<link>http://spiritualrationality.wordpress.com/?p=384</link>
<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 15:38:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Freespirit</dc:creator>
<guid>http://spiritualrationality.wordpress.com/?p=384</guid>
<description><![CDATA[Da Trotzky 
(promotore di Movimento Laico)  

Di siti e blog sensibili ai temi laici ce ne sono a io]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://trotzky.splinder.com/"><b><u><font color="#ff0000" size="3"></font></u></b></a><b><u><font color="#ff0000" size="3">Da Trotzky </font></u></b></p>
<p><a href="http://trotzky.splinder.com/"><b><u><font color="#ff0000" size="3"></font></u></b></a><b><u><font color="#ff0000" size="3"></font></u></b><b><u><font color="#ff0000" size="3">(promotore di</font></u></b><b><u><font color="#ff0000" size="3"> Movimento Laico)  </font></u></b></p>
<p><font color="#ff0000" size="3"></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2">Di siti e blog sensibili ai <b>temi laici</b> ce ne sono a iosa. Difendono i <b>diritti civili</b>, rispondono agli attacchi degli <i>ascari</i> degli interessi clericali, lanciano petizioni <i>on line</i>, prendono iniziative coraggiose, promuovono <b>campagne</b> a sostegno delle loro idee e raccolgono le <i>firme</i> di chi vi aderisce. La loro effervescenza è sotto gli occhi di tutti. Eppure non riescono a farsi sentire al di là del ristretto ambito dei loro <i>simpatizzanti</i>.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2">Questo dipende dal fatto che la <b>galassia laica</b> è dispersa in mille rivoli, in quanto ognuno dei suoi componenti ha una sua idea della <b>laicità</b> e un suo modo di proporla e di viverla.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2">Se riuscissimo a <b>coordinarci</b> e ad eleggere un nostro <b>portavoce</b>, a trovare un canale attraverso il quale consultarci, per scegliere di volta in volta le <b>battaglie</b> da portare avanti, prendere decisioni comuni sulle <b>strategie</b> da seguire, i mille rivoli confluirebbero in un <b>torrente</b> impetuoso capace di  tenere a freno le <i>escandescenze verbali</i> delle tigri della demogogia, che, per puro opportunismo, aspirano a farsi cavalcare da quella parte della gerarchia vaticana che mira a trasformare la Chiesa in un <b>partito politico</b>.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2">Abbiamo pensato che il primo passo da compiere fosse quello di dar vita a una <b>Mailing List</b>, a cui qualsiasi laico potesse <b>iscriversi</b>, partecipare alle discussioni, fare commenti e invitare altri laici a fare altrettanto.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2">Se arrivassimo, in un ragionevole lasso di tempo, a raggiungere almeno un <b>centinaio di iscritti</b>, potremmo dire che l'iniazitiva è partita con il piede giusto e che ha discrete possibilità di andare a buon fine.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2">La campagna di <b>reclutamento</b> è appena iniziata. Colleghiamoci ai siti amici, formiamo dei gruppi, ampliamo la rete, fino a realizzare l'arma che ci farà conseguire la vittoria: il <b>Movimento Laico</b>. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2">Per iscriversi, clicca su <a href="http://groups.google.sm/group/movimento-laico?hl=it" target="_blank"><font color="#ff0000">http://groups.google.sm/group/movimento-laico?hl=it</font></a></font></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chiedo asilo politico in Spagna]]></title>
<link>http://lefteca.wordpress.com/?p=32</link>
<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 14:24:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lefteca</dc:creator>
<guid>http://lefteca.wordpress.com/?p=32</guid>
<description><![CDATA[
Mentre in Italia si affossano i Pacs, i Dico,i Cus etc.etc.  e qualcuno mette in discussione addiri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://blogs.epi.es/laesferaimperfecta/files/2007/06/zapatero_rajoy.jpg" height="252" width="333" /></div>
<p align="justify"><span class="postbody">Mentre in Italia si affossano i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pacs" target="_blank">Pacs</a>, i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DICO" target="_blank">Dico</a>,i <a href="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/coppie-fatto-9/testo-salvi/testo-salvi.html">Cus </a>etc.</span><span class="postbody">etc. </span><span class="postbody"> e <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1818541350" target="_blank">qual</a><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1818541350" target="_blank">cuno</a> mette in discussione addirittura la <a href="http://isd.olografix.org/faq/l194.htm">legge sull'aborto </a><br />
Guardate in Spagna:</span></p>
<p align="justify">Sono indette le elezioni Politiche per il 9 Marzo.  Si contendono la poltrona da premier spagnolo, l'uscente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Luis_Rodr%C3%ADguez_Zapatero" target="_blank">Zapatero</a> del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PSOE" target="_blank">Partito Socialista Operio di Spagna</a> e  <a href="http://www.pp.es/">Rajoy</a> del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Popolare_Spagnolo" target="_blank">Partito Popolare Spagnolo</a>.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.ilsecoloxix.it/italia_e_mondo/view.php?DIR=/italia_e_mondo/feed_agr/top_news/2008/01/28/&#38;CODE=84bbbf4a-cd96-11dc-8348-0003badbebe4" target="_blank">In testa dai sondaggi</a> è dato Zapatero , che nella sua azione di Governo ha privilegiato politiche che aumentassero la libertà delle scelte personali, come  il <span class="new">divorzio breve</span>,  <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/06_Giugno/30/spagna.shtml" target="_blank">matrimonio anche alle coppie omosessuali</a>, l'alleggerimento delle pratiche di modifica delle generalità per i transgender, legalizzazione della sperimentazione medica della cannabis e riduzione di molte restrizioni sulla <span class="new">clonazione terapeutica</span> e sull'uso di cellule staminali di origine embrionale ai fini di ricerca scientifica.</p>
<p align="justify">Dalla parte opposta Rajoy si giocherà le sue carte fino alla fine ed <a href="http://notizie.alice.it/sitesearch/index.html?PMK=ricweb&#38;filter=foglia&#38;mod=foglia&#38;nsid=13920548" target="_blank">ha dichiarato</a> che si limiterà a cambiare solo il nome del matrimonio omossessuale ed a non toccare, anzi a far rispettare, le leggi sul divorzio rapido e sull'aborto.</p>
<p align="justify">Un bella dimostrazione di civiltà, da cui l'Italia dovrebbe prendere esempio: <b>viva la Spagna! </b></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://blog.roodo.com/mono_tone/47cd6821.jpg" height="237" width="320" /></div>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sono Strano ma non sono Gay]]></title>
<link>http://blogaprogetto.wordpress.com/?p=595</link>
<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 16:03:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa intervista al senatore Strano di AN è una delle letture più incredibili dell&#8217;ultimo p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-3/nino-strano/nino-strano.html" target="_blank">Questa intervista</a> al senatore Strano di AN è una delle letture più incredibili dell'ultimo periodo, sintesi di questo paese pieno di contraddizioni e assurdità incredibili.</p>
<div align="justify">
<blockquote><p>"Esteta fottuto, <b>amico di travestiti, troie e gay</b>"<br />
"Vorrei essere lieve e soave, <b>vorrei vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia</b>".<br />
<i>Senatore: i suoi gusti sessuali sono liberi e anticonformisti. E' credente ma ama i dannati dalla Chiesa. Anche il travestimento personale, le piume.</i><br />
"Travestimento no" (le piume sì quindi, ndr).<br />
<i>I maschi.</i><br />
"Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere".<br />
<i>Frequenta soltanto.</i><br />
<b>"Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me"</b>.<br />
<i>Frequenta ma non consuma.</i><br />
"Mi fermo un attimo prima".<br />
<i>Costringe ad approfondire.</i><br />
"Stamane ho fatto all'amore. Terminato alle 12,15".<br />
<i>Ah!</i><br />
<b>"Con una donna, la mia donna. Ho avuto un figlio da un'altra".</b><br />
<i>S'è chiesto cosa ci faccia in Alleanza Nazionale?</i><br />
<b>"Bella domanda".</b></p></blockquote>
</div>
<p align="justify">Questa persona è in Senato ma non sa perché è in AN. È un personaggio particolare che oltre tutto ha avuto un figlio da un'altra ed ha una condotta di vita alquanto libertina, ma risiede dalla parte dei paladini della famiglia.<br />
Personalmente, in generale, non mi fiderei mai di un omosessuale di destra. Gli <font color="#99cc00">alieni esistono</font> e già ci governano.</p>
]]></content:encoded>
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