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	<title>iliade &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/iliade/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "iliade"</description>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 23:32:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[I miei libri: "La corazza ricamata"]]></title>
<link>http://beddhravagnona.wordpress.com/?p=168</link>
<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 07:37:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Beddhra Vagnona</dc:creator>
<guid>http://beddhravagnona.fr.wordpress.com/2008/09/26/i-miei-libri-la-corazza-ricamata/</guid>
<description><![CDATA[
Lo so, non è da tutti leggere in spiaggia, ad agosto, con 40 gradi, un libro di letteratura-filoso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.passioneventi.it/wp-content/uploads/2008/09/la-corazza-ricamata.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1234" title="la-corazza-ricamata" src="http://www.passioneventi.it/wp-content/uploads/2008/09/la-corazza-ricamata.jpg" alt="" width="200" height="281" /></a></p>
<p>Lo so, non è da tutti leggere in spiaggia, ad agosto, con 40 gradi, un libro di letteratura-filosofia greca, ma il testo di <span style="text-decoration:underline;">Roberto Peregalli</span> mi attraeva molto. Mentre lo sfogliavo (gesto che compio sempre prima di iniziare a immergermi nella lettura) vedevo attorno a me solo gente con in mano <strong>giornali di gossip</strong> o ghiaccioli... ma io ho tenuto duro, convinta della mia scelta. Tuttavia <em>La corazza ricamata. I Greci e l'invisibile </em>mi ha delusa.<!--more-->I miei studi mi hanno sempre portata a interessarmi di <span style="text-decoration:underline;">letteratura antica</span>, di <span style="text-decoration:underline;">epica</span> e <span style="text-decoration:underline;">mitologia</span>, per questo motivo ho scelto di leggere il libro, che però ho trovato poco coerente con le premesse: i temi più importanti sono appena abbozzati, mai approfonditi davvero.</p>
<p><a href="http://www.passioneventi.it/wp-content/uploads/2008/09/iliade.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-1262" title="iliade" src="http://www.passioneventi.it/wp-content/uploads/2008/09/iliade-294x300.gif" alt="" width="294" height="300" /></a></p>
<p>Consiglio invece di leggere - a tutti, perchè no - l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iliade" target="_blank"><em>Iliade</em></a><em> </em>(io l'ho riletta quando sono dovuta stare a casa a lungo per la varicella). Può sembrare ostica, lunga o faticosa, ma vi assicuro che è un <strong>poema bellissimo</strong>, avvincente, adatto a tutte le età: le sue vicende senza tempo, le sue storie che affondano le radici alle origini della civiltà sono affascinanti, coinvolgenti e fanno davvero riflettere! Inoltre - e qui un po' di sana critica, a mio avviso, è dovuta - leggendo queste opere, si possono evitare strafalcioni come quello di <span style="text-decoration:underline;">Paolo Bonolis</span> (presentatore che si fregia di essere acculturato...) che ha detto nel programma <em>Il senso della vita </em>che il marito di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elena_(mitologia)" target="_blank">Elena</a> era <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agamennone">Agamennone</a>, che invece è il cognato, in quanto la bella amante di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paride">Paride</a> era sposata con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Menelao_(mitologia)" target="_blank">Menelao</a>, fratello minore del re di Micene.</p>
<p><a href="http://beddhravagnona.files.wordpress.com/2008/09/ettore-troy.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-262" title="ettore-troy" src="http://beddhravagnona.wordpress.com/files/2008/09/ettore-troy.jpg?w=300" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Non è per fare i puntigliosi ma non mi piace che si propaghi l'ignoranza in TV! L'Iliade è un'opera troppo importante, non la si può banalizzare in questo modo!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Le Pagine Parlanti" Iliade - Omero]]></title>
<link>http://cartoonmaglibri.wordpress.com/?p=349</link>
<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 12:06:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>cartoonmaglibri</dc:creator>
<guid>http://maglibri.org/2008/09/21/le-pagine-parlanti-iliade-omero/</guid>
<description><![CDATA[Direttamente dal sito Recitar Leggendo, oggi proponiamo per la rubrica Pagine Parlanti uno stralcio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cartoonmaglibri.files.wordpress.com/2008/09/023.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-350" title="023" src="http://cartoonmaglibri.wordpress.com/files/2008/09/023.jpg" alt="" width="206" height="299" /></a>Direttamente dal sito <a href="http://www.recitarleggendo.com/">Recitar Leggendo</a>, oggi proponiamo per la rubrica Pagine Parlanti uno stralcio da "Iliade" Omero...audiolibro in uscita ad Ottobre<span style="font-size:x-small;"> (ediz. integrale - 20 ore - 2 cd mp3) Primo capolavoro della letteratura occidentale, scritto probabilmente intorno all'VIII secolo a.c., l'Iliade è, insieme con l'Odissea, uno dei pilastri di tutta la cultura occidentale. Nel poema si narrano i 51 giorni della guerra di Troia, dall'ira di Achille ai funerali di Ettore, densi di battaglie ed imprese nelle quali si intrecciano continuamente i destini di dèi ed eroi. Nei 24 libri che compongono il poema vengono descritti tutti i perché della guerra, oltre a sentimenti grandiosi ed eterni quali l'orgoglio, l'amicizia, l'ira.</span></p>
<p><!--more--><br />
<span style="font-size:x-small;">L'audiolibro propone una traduzione fluida e scorrevole dell'opera nella sua versione integrale, in una interpretazione ad alta voce misurata ed altamente evocativa.</span></p>
<p>Ascolta cliccando il link di seguito. Buon ascolto <a href="http://www.recitarleggendo.com/demo_iliade.mp3">demo_iliade.mp3</a></p>
<p>Grazue al sito <a href="http://www.recitarleggendo.com/">Recitar leggendo</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Polissena e Pantoo- Christa Wolf]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=513</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 12:36:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.fr.wordpress.com/2008/09/04/polissena-e-pantoo-christa-wolf/</guid>
<description><![CDATA[
Polissena&#8230; Che costruii la mia carriera sulla tua esclusione; che tu non eri peggiore di me, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.grafifoto.com/articoli/Cassandra1.jpg" alt="" width="286" height="332" /></p>
<p><strong>Polissena</strong>... Che costruii la mia carriera sulla tua esclusione; che tu non eri peggiore di me, nè meno adatta: ho voluto dirtelo prima che ti trascinassero via, vittima da macello, come me ora. Polissena: se avessimo scambiato le nostre vite: le nostri morti sarebbero state le stesse. E' una consolazione? Hai avuto bisogno di consolazione? Ne ho bisogno io? Tu mi guardasti (mi vedevi ancora?). Io tacqui. Ti trascinarono via, alla tomba del feroce Achille. Achille la bestia.<br />
Oh se costoro non conoscessero l'amore.<br />
Oh se avessi strozzato con le mie mani, in quel primo giorno di guerra, colui il cui nome deve essere maledetto e dimenticato, anzichè stare a guardare come lui, Achille, strozzava il fratello, Troilo. <strong>Il rimorso mi rode, non si mitiga, Polissena.</strong> [...]<br />
<strong><em>Tu con i tuoi occhi grigi. Tu con la tua testa minuta, il bianco ovale del viso, la radice dei capelli nitidamente tagliata come dal coltello. Con quella fiumana di capelli, in cui ogni uomo non poteva fare a meno di affondare le mani</em></strong>. Tu, di cui ogni uomo che ti vedeva doveva innamorarsi, che dico, innamorarsi! Di cui doveva diventare schiavo, e non solo ogni uomo - anche alcune donne, anche Marpessa, credo, quando ritornò dall'esilio e non guardò più nessun uomo. E diventare "schiavo" è ancora un'espressione debole per il furore erotico e la frenesia che colse alcuni, come <strong>Achille la bestia</strong>, e senza che tu facessi alcunchè - questo deve esserti concesso...Polissena: sì, forse è possibile che di notte, nel vestibolo buio, io cadessi in errore, giacchè per quel motivo tu, che tutto quel che facevi lo facevi apertamente, avresti dovuto assicurarmi, molto tempo dopo, che maie poi mai Enea era stato da te, se l'ombra che vidi scivolare fuori dalla tua porta fosse stata davvero la sagoma di Enea?<br />
Come fui sciocca. Come avrebbe potuto essere Enea uno che, avendo appena lasciato una donna, tocca il seno di un'altra, e poi fugge!<br />
<strong><em>Ah Polissena. Come ti muovevi. Vivace e impetuosa, e nello stesso tempo leggiadra. Come non deve muoversi una sacerdotessa.</em></strong> -E perchè no, diceva<strong> Pantoo</strong>, e faceva mostra della sua solida dottrina sulla natura di Apollo, il suo dio, di cui era pur sempre stato al servizio, nel santuario centrale, a Delfi in terra greca. Perchè non leggiadra, piccola Cassandra? Apollo è anche il dio delle Muse, no?-<br />
Sapeva ferirmi, il greco. Riusciva a far trapelare che riteneva abbastanza barbariche le caratteristiche piuttosto rozze che noi popoli dell'Asia Minore attribuivamo al suo dio.<br />
Questo non significava che non mi reputasse adatta, come sacerdotessa. Senza dubbio, diceva, c'erano alcuni tratti della mia natura che si addicevano al sacerdozio. Quali? Ecco -<em> <strong>il mio desiderio di esercitare un'influenza sugli esseri umani</strong></em>; e come, sennò, una donna potrebbe dominare? Inoltre: il mio ardente desiderio di entrare in confidenza con la divinità. E, naturalmente, la mia repulsione ad accostare i maschi della terra.<br />
Pantoo il greco agiva come se non conoscesse la ferita nel mio cuore; come se non gli importasse di instillare in questo cuore un'avversione di cui quasi non mi accorgevo, molto sottile, molto nascosta, contro di lui, il Primo Sacerdote. <strong><em>Il mio greco l'ho imparato da lui. E l'arte di ricevere un uomo, anche.</em></strong> In una delle notti in cui la sacerdotessa appena ordinata doveva vegliare presso il simulacro del dio, è venuto da me. Abilmente, quasi senza farmi male e in un certo senso con affetto fece quello che Enea, a cui io pensavo, non aveva avuto l'intenzione o la capacità di fare. Che fossi intatta, sembrò non meravigliarlo, nè quanto mostrassi di temere il dolore fisico. Con nessuno, neanche con me, sprecò mai una parola su quella notte. <strong><em>Dal canto mio non riuscivo a capire come potessi portarmi dentro odio e gratitudine verso la medesima persona.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Christa Wolf - La prova del dolore]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=499</link>
<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 11:25:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.fr.wordpress.com/2008/09/03/christa-wolf-la-prova-del-dolore/</guid>
<description><![CDATA[
Faccio la prova del dolore. Come il medico punge un arto per verificare se è insensibile, così io]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.fantasticfiction.co.uk/images/n41/n209186.jpg" alt="" width="309" height="442" /></p>
<p><em><strong>Faccio la prova del dolore. Come il medico punge un arto per verificare se è insensibile, </strong><strong>così io pungo la memoria</strong>. Prima che moriamo, può darsi che muoia il dolore. Se così fosse, questo sarebbe da raccontare, ma a chi? Qui nessuno, se non quelli che moriranno con me, parla la mia lingua. Faccio la prova del<br />
dolore e penso agli addii, ciascuno fu diverso. Alla fine ci<br />
riconoscevamo dalla coscienza che si trattava di un addio.<br />
Talora alzavamo solo lievemente la mano. Talora ci<br />
abbracciavamo. Noi, Enea ed io, non ci siamno più toccati.<br />
Per un tempo infinito, mi sembra, fermò sopra di me quegli occhi, nel cui dolore non riuscii a discendere.</em></p>
<p><strong><span style="color:#ff6600;">Christa Wolf, Cassandra, Edizioni e/o</span></strong></p>
<address></address>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Iliade et l'Odyssée d'Homère]]></title>
<link>http://bibliomab.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 19:38:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>bibliomab</dc:creator>
<guid>http://bibliomab.fr.wordpress.com/2008/07/28/liliade-et-lodyssee-dhomere/</guid>
<description><![CDATA[le buste d&#39;Homère (dans une édition fin 18e)
Bonsoir,
Tout le monde connaît plus ou moins bie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="attachment_62" align="alignleft" width="191" caption="le buste d&#39;Homère (dans une édition fin 18e)"]<a href="http://bibliomab.wordpress.com/files/2008/07/bustehomere.jpg"><img class="size-medium wp-image-62" src="http://bibliomab.wordpress.com/files/2008/07/bustehomere.jpg?w=191" alt="le buste d'Homère (dans une édition fin 18e)" width="191" height="300" /></a>[/caption]
<p>Bonsoir,</p>
<p>Tout le monde connaît plus ou moins bien <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Hom%C3%A8re">Homère</a> et ses principales œuvres que sont L'<a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/L'Iliade">Iliade</a> et l'<a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Odyss%C3%A9e">Odyssée</a>. Premier poète grec connu (8e siècle avant JC !), il a traversé les siècles et est un classique. Loin de moi l'idée de développer son œuvre mais seulement évoquer quelques pistes (la matière est importante)  et vous présenter quelques ouvrages anciens.</p>
<p>Je vous conseille vivement une très intéressante exposition en ligne proposée et réalisée par la BNF : <a href="http://expositions.bnf.fr/homere/">Homère sur les traces d'Ulysse</a>.</p>
<p>Les éditions originales et les traductions sont fort nombreuses. La première édition en grec des oeuvres d'Homère est imprimée en 1488 à Florence. Le <a href="http://w3.u-grenoble3.fr/homerica/">Centre d'études Homériques</a> propose une <a href="http://w3.u-grenoble3.fr/homerica/md/bibliographie/en_france.html">liste</a> des éditions originales et traduites en France. A consulter également mais avec un esprit critique un <a href="http://iliadeodyssee.texte.free.fr/">site personnel</a> qui recense les <a href="http://homere.iliadeodyssee.free.fr/traducteur/accueilinterprete/traducteurinterprete.htm">traducteurs et illustrateurs</a> de l'Iliade et L'Odyssée en français.</p>
<h3><strong>L'Iliade :</strong></h3>
<p>L'Iliade raconte la dernière année du siège de Troie avec son fameux cheval de bois et Achille !</p>
<p><strong>Traducteur : M. Bitaubé</strong></p>
[caption id="attachment_64" align="aligncenter" width="180" caption="L&#39; Iliade d&#39;Homère, avec des remarques ; précédé de réflexions sur Homère et la traduction des poëtes par M. Bitaubé : tome premier.- Lyon : Chez Bruyset aîné et Cie, 1796"]<a href="http://bibliomab.files.wordpress.com/2008/07/iliade1796.jpg"><img class="size-medium wp-image-64" src="http://bibliomab.wordpress.com/files/2008/07/iliade1796.jpg?w=180" alt="Chez Bruyset aîné et Cie, 1796" width="180" height="300" /></a>[/caption]
<p>L'édition complète est en 12 volumes in 16 ! Le tome 1 comporte en frontispice le buste d'Homère (voir ci-dessus) dans une traduction de M. <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Paul_J%C3%A9r%C3%A9mie_Bitaub%C3%A9">Paul Jérémie Bitaubé</a>, pasteur calviniste connu pour ses traductions d'Homère. La première édition parue en 1764 et fut corrigée en 1785 (l'Odyssée en 1785).</p>
<p>Les différentes éditions :</p>
<p><a href="http://homere.iliadeodyssee.free.fr/traducteur/bitaube/bitaube01.htm">http://homere.iliadeodyssee.free.fr/traducteur/bitaube/bitaube01.htm</a></p>
<p><strong>Traductrice : Mme Dacier</strong></p>
[caption id="attachment_68" align="aligncenter" width="212" caption="Reliure de L&#39;Iliade, publiée en 1810"]<a href="http://bibliomab.files.wordpress.com/2008/07/iliadereliure.jpg"><img class="size-medium wp-image-68" src="http://bibliomab.wordpress.com/files/2008/07/iliadereliure.jpg?w=212" alt="Reliure de L'Iliade, publiée en 1810" width="212" height="300" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_69" align="aligncenter" width="216" caption="Page de titre de la 2ème partie de l&#39;Iliade d&#39;Homère traduite par Mme Dacier et publiée à Avignon par Fr. Chambeau en 1810."]<a href="http://bibliomab.files.wordpress.com/2008/07/illiade1810partie2.jpg"><img class="size-medium wp-image-69" src="http://bibliomab.wordpress.com/files/2008/07/illiade1810partie2.jpg?w=216" alt="2ème partie (un seul volume) de l'Iliade d'Homère traduite par Mme Dacier et publié à Avignon par F. Chambeau en 1810." width="216" height="300" /></a>[/caption]
<p>Edition qui semble commune mais introuvable dans le <a href="http://ccfr.bnf.fr/">CCFR</a>. Je n'ai pas trouvé trace de cet éditeur, il existe un Jean-Louis Chambeau qui a exercé à Avignon mais qui est mort en 1780 ! Un ou une descendante ? En tout cas l'édition est complète en un seul volume avec une vie d'Homère en introduction. Elle ne renferme pas les remarques de Mme <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Anne_Dacier">Dacier</a>, Anne de son prénom, philologue et traductrice (1647-1720). La première traduction remonte à 1711 et sa traduction a fait grand bruit à l'<a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Querelle_des_Anciens_et_des_Modernes">époque</a>.</p>
<p>Les différentes éditions :</p>
<p><a href="http://homere.iliadeodyssee.free.fr/traducteur/dacier/dacier.htm">http://homere.iliadeodyssee.free.fr/traducteur/dacier/dacier.htm</a></p>
<h3>L'Odyssée :</h3>
<p>L'Odyssée raconte la colère de Poséidon contre <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Ulysse">Ulysse</a> et son fameux périple.</p>
[caption id="attachment_71" align="aligncenter" width="175" caption="L&#39; Odyssée d&#39;Homère. Seconde édition revue et corrigée. Paris : Chez la veuve Claude Barbin, 1699"]<a href="http://bibliomab.files.wordpress.com/2008/07/odysseebarbin.jpg"><img class="size-medium wp-image-71" src="http://bibliomab.wordpress.com/files/2008/07/odysseebarbin.jpg?w=175" alt="Chez la veuve Claude Barbin, 1699" width="175" height="300" /></a>[/caption]
<p>Cette édition en 2 volumes a semble t'il été traduite par M. de la Valterie. La première édition est parue en 1681 chez la veuve Claude Barbin.</p>
<p>Les différentes éditions :</p>
<p><a href="http://homere.iliadeodyssee.free.fr/traducteur/lavalterie/lavalterie.htm">http://homere.iliadeodyssee.free.fr/traducteur/lavalterie/lavalterie.htm</a></p>
<p><strong>Pour en savoir plus (rééditions, commentaires...) :</strong></p>
<p>En ligne vous trouverez facilement en français des éditions de l'Iliade et de l'Odysée : sur <a href="Google Recherche de livres">Google Recherche de livres</a> ou sur <a href="http://gallica2.bnf.fr/?lang=fr">Gallica 2</a> par exemple.</p>
<p>La <a href="http://books.google.fr/books?id=EAkJAAAAQAAJ&#38;printsec=titlepage&#38;source=gbs_summary_r&#38;cad=0">France littéraire</a> ou Dictionnaire bibliographique des savants, historiens  et gens de lettres de la France ainsi que des littérateurs qui ont écrit en français, plus particulièrement pendant les 18è et 19è siècles/ Joseph Quérard.-  Paris : Didot, 1827-1839. – 10 vol. (<strong>Page 123 et suivantes</strong>)</p>
<p><em>Léo Mabmacien</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I due - Dialoghi con Leucò]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=151</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 23:03:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.fr.wordpress.com/2008/07/15/i-due-dialoghi-con-leuco/</guid>
<description><![CDATA[
Superfluo rifare Omero. Noi abbiamo voluto semplicemente riferire un colloquio che ebbe luogo la vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><img class="alignnone" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/ba/Akhilleus_Patroklos_Antikensammlung_Berlin_F2278.jpg/270px-Akhilleus_Patroklos_Antikensammlung_Berlin_F2278.jpg" alt="" /></p>
<p class="MsoNormal"><em>Superfluo rifare Omero. Noi abbiamo voluto semplicemente riferire un colloquio che ebbe luogo la vigilia della morte di Patroclo.</em></p>
<p class="MsoNormal">(Parlano Achille e Patroclo)</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Patroclo, perchè noi uomini diciamo sempre per farci coraggio: “Ne ho viste di peggio” quando dovremmo dire: “Il peggio verrà. Verrà un giorno che saremo cadaveri”?</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Achille, non ti conosco più.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Ma io sì ti conosco. Non basta un pò di vino per uccidere Patroclo. Stasera so che dopotutto non c’è differenza tra noialtri e gli uomini vili. Per tutti c’è un peggio.<br />
E questo peggio vien per ultimo, viene dopo ogni cosa, e ti tappa la bocca come un pugno di terra. È<span> </span>sempre bello ricordarsi: “Ho visto questo, ho patito quest’altro” – ma non è iniquo che proprio la cosa più dura non la potremo ricordare?</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Almeno, uno di noi la potrà ricordare per l’altro. Speriamolo.<br />
Così giocheremo il destino.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Per questo, la notte, si beve. Hai mai pensato che un bambino non beve, perchè per lui non esiste la morte? Tu, Patroclo, hai bevuto da ragazzo?</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Non ho mai fatto nulla che non fosse con te o come te.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Voglio dire, quando stavamo sempre insieme e giocavamo e cacciavamo, e la giornata era breve ma glia nni non passavano mai, tu sapevi cos’era la morte, la tua morte? Perchè da ragazzi si uccide, ma non si sa cos’è la morte. Poi viene il giorno che d’un trato si capisce, si è dentro la morte, e da allora si è uomini fatti. Si combatte e si gioca, si beve, si passa la notte impazienti. Ma hai mai veduto un ragazzo ubriaco?</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Mi chiedo quando fu la prima volta. Non lo so. Non ricordo.<br />
Mi pare di aver sempre bevuto, e ignorato la morte.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Tu sei come un ragazzo, Patroclo.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Chiedilo ai tuoi nemici, Achille.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Lo farò. Ma la morte per te non esiste. E non è buon guerriero chi non teme la morte.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Pure bevo con te, questa notte.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: E non hai ricordi, Patroclo? Non dici mai: “Quest’ho fatto. Quest’ho veduto” chiedendoti che cos’hai fatto veramente, che co’è stata la tua vita, cos’è che hai lasciato di te sulla terra e nel mare? A che serve passare dei giorni se non si ricordano?</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Quand’eravamo due ragazzi, Achille, niente ricordavamo. Ci bastava essere insieme tutto il tempo.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Io mi chiedo se ancora qualcuno in Tessaglia si ricorda d’allora. E quando da questa guerra torneranno i compagni laggiù, chi passerà su quelle strade , chi saprà che una volta ci fummo anche noi – ed eravamo due ragazzi come adesso ce n’è certo degli altri. Lo sapranno i ragazzi che crescono adesso, che cosa li attende?</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Non ci si pensa da ragazzi.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Ci sono giorni che dovranno nascere noi non vedremo.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Non ne abbiamo veduti già molti?</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: No, Patroclo, non molti. Verrà il giorno che saremo cadaveri. Che avremo tappata la bocca con un pugno di terra. E nemmeno sapremo quel che abbiamo veduto.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Non serve pensarci.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Non si può non pensarci. Da ragazzi si è come immortali, si guarda e si ride. Non si sa quello che costa. Non si sa la fatica e il rimpianto. Si combatte per gioco e ci si butta a terra morti. Poi si ride e si torna a giocare.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Noi abbiamo altri giochi. Il letto e il bottino. I nemici. E questo bere di stanotte. Achille, quando torneremo in campo?</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Torneremo, sta’ certo. Un destino ci aspetta. Quando vedrai le navi in fiamme, sarà l’ora.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: A questo punto?</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Perchè? Ti spaventa? Non ne hai viste di peggio?</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Mi mette la smania. Siamo qui per finirla. Magari domani.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Non avere fretta, Patroclo. Lascia dire “domani” agli dèi. Solamente per loro quel che è stato sarà.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Ma vederne di peggio dipende da noi. Fino all’ultimo. Bevi, Achille. Alla lancia e allo scudo. Quel che è stato sarà ancora. Torneremo a rischiare.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Bevo ai mortali e agli immortali, Patroclo. A mio padre e amia madre. A quel che è stato, nel ricordo. E a noi due.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Tante cose ricordi?</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Non più di una donnetta o un pezzente. Anche loro sono stati ragazzi.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Tu sei ricco, Achille, e per te la ricchezza è uno straccio che si butta.<br />
Tu solo puoi dire di essere come un pezzente. Tu che hai preso d’assalto lo scoglio del Ténedo, tu che hai spezzato la cintura dell’amazzone, e lottato con gli orsi sulla montagna. Quale altro bimbo la madre ha temprato nel fuoco come te? Tu sei spada e sei lancia, Achille.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Tranne nel fuoco, tu sei stato con me sempre.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Come l’ombra accompagna la nube. Come Teseo con Piritoo. Forse un giorno ti aspetta, Achille, che anche tu verrai nell’Ade a liberarmi. E vedremo anche questa.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Meglio quel tempo in cui no c’era l’Ade. Allora andavamo tra boschi e torrenti e, lavato il sudore, eravamo ragazzi. Allora ogni gesto, ogni cenno era un gioco. Eravamo ricordo e nessuno sapeva. Avevamo del coraggio? Non so. Non importa.<br />
So che sul monte del centauro era l’estate, era l’inverno, era tutta la vita. Eravamo immortali.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Ma poi venne il peggio. Venne il rischio e la morte. E allora noi fummo guerrieri.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Non si sfugge alla sorte. E non vidi mio figlio. Anche Deidamia è morta. Oh perchè non rimasi sull’isola in mezzo alle donne?</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Avresti poveri ricordi, Achille. Saresti un ragazzo. Meglio soffrire che non essere esistito.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Ma chi ti dice che la vita fosse questa?...Oh Patroclo, è questa.<br />
Dovevamo vedere il peggio.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Io domani scendo in campo. Con te.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Non è ancora il mio giorno.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: E allora andrò da solo. E per farti vergogna prenderò la tua lancia.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Io non ero ancora nato, che abbatterono il frassino. Vorrei vedere la radura che ne resta.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Scendi in campo e la vedrai degna di te. Tanti nemici, tanti ceppi.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Le navi ardono ancora.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Prenderò i tuoi schinieri e il tuo scudo. Sarai tu nel mio braccio.<br />
Nulla potrà sfiorarmi. Mi parrà di giocare.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE:<span> </span>Sei davvero il bambino che beve.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Quando correvi col centauro, Achille, non pensavi ai ricordi.<br />
E non eri più immortale che stanotte.</p>
<p class="MsoNormal">ACHILLE: Solamente gli dèi sanno il destino e vivono. Ma tu giochi col destino.</p>
<p class="MsoNormal">PATROCLO: Bevi ancora con me. Poi domani, magari nell’Ade, diremo anche questa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Iliade]]></title>
<link>http://marcalessandro.wordpress.com/?p=5</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 21:30:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcalessandro</dc:creator>
<guid>http://marcalessandro.fr.wordpress.com/2008/06/27/iliade/</guid>
<description><![CDATA[Iliade, dal Libro I
[...] Degli Achivi era Crise alle veloci 
prore venuto a riscattar la figlia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Iliade, dal Libro I</strong></p>
<p><em>[...] Degli Achivi era Crise alle veloci <br />
prore venuto a riscattar la figlia <br />
con molto prezzo. In man le bende avea, <br />
e l'aureo scettro dell'arciero Apollo: <br />
e agli Achei tutti supplicando, e in prima <br />
ai due supremi condottieri Atridi: <br />
O Atridi, ei disse, o coturnati Achei, <br />
gl'immortali del cielo abitatori <br />
concedanvi espugnar la Prïameia <br />
cittade, e salvi al patrio suol tornarvi. <br />
Deh mi sciogliete la diletta figlia, <br />
ricevetene il prezzo, e il saettante <br />
figlio di Giove rispettate. [...]</em></p>
<p><a href="http://marcalessandro.files.wordpress.com/2008/06/crise.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6" src="http://marcalessandro.wordpress.com/files/2008/06/crise.jpg?w=300" alt="Crise che prega Agamennone di rendergli sua figli" width="300" height="239" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>Trama</strong></p>
<p><a title="Crise" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crise">Crise</a>, sacerdote d’<a title="Apollo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apollo">Apollo</a>, va da <a title="Agamennone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agamennone">Agamennone</a> con un ricco riscatto per farsi ridare indietro la figlia <a title="Criseide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Criseide">Criseide</a>, che il potente re acheo teneva con sé come sua concubina</p>
<p>Fonte: <strong>Wikipedia </strong>http://it.wikipedia.org</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alessandro Baricco - L'Iliade di Omero]]></title>
<link>http://micheblog.wordpress.com/?p=490</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 08:02:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
<guid>http://micheblog.fr.wordpress.com/2008/06/20/alessandro-baricco-liliade-di-omero/</guid>
<description><![CDATA[Baricco A., L&#8217;Iliade di Omero, Feltrinelli 2006

&#8220;Oh, se per sempre svanisse l&#8217;ira]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';"><span style="color:#808080;">Baricco A., <em>L'Iliade di Omero, </em>Feltrinelli 2006</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://micheblog.files.wordpress.com/2008/06/iliade.gif"><img border="0" class="alignnone size-thumbnail wp-image-491 aligncenter" src="http://micheblog.wordpress.com/files/2008/06/iliade.gif?w=61" alt="" width="61" height="96" /></a></p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';"><span style="color:#000000;"><strong><em>"Oh, se per sempre svanisse l'ira dal cuore degli uomini, lei che è capace di far impazzire anche i più saggi, scivolando nel loro animo con la dolcezza del miele e montando poi come fumo nella loro mente..."</em></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';"><span style="color:#000000;"><strong>Alessandro Baricco</strong> rielabora il famoso testo di Omero, poggiando sulla brillante traduzione di <strong>Maria Grazia Ciani </strong>e adattando il poema ad una rappresentazione teatrale. Il testo è reso attuale nella forma e snellito, omettendo principalmente i riferimenti alle divinità. Scopriamo così un'opera moderna e accattivante, ancora oggi <strong>viva ed attuale.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';"><span style="color:#000000;">Riscoprire le tinte epiche ed assolute dell'Iliade di Omero lascia la vaga sensazione che tutto quello che è stato scritto successivamente, sia in qualche modo superfluo. La passione, il coraggio, l'amicizia, l'amore, la rabbia, l'invidia, l'odio, l'orgoglio, l'onore, la compassione...nel celebre poema trovano spazio tutti gli ideali, i valori e le debolezze dell'uomo da millenni immutati, che guidano verso un destino feroce, travolgente, lasciando sul campo <strong>vincitori e vinti.</strong></span></span></p>
<p><!--more--></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';"><span style="color:#000000;">La storia ripercorre gli ultimi giorni della battaglia tra <strong>Achei</strong> e <strong>Troiani,</strong> uno scontro durato un decennio, dopo il <strong>rapimento di Elena</strong>. La battaglia, giocata come una sottile partita a scacchi, esalta le figure dei protagonisti, le loro vicende umane ed un <strong>vivido raffronto con la morte</strong>.</span></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:'Trebuchet MS';"><span style="color:#000000;">L'Iliade celebra dunque <strong>l'ineluttabilità della guerra</strong>, strumento divino per dare corso a quello che è il destino degli uomini. E in questo l'Iliade scopre la sua <strong>modernità</strong>: oggi, in un epoca in cui la guerra è tuttora riconosciuta come un male da evitare ma a volte necessario, ritroviamo <strong>le parole di Achille</strong>. Il valoroso guerriero, a tratti riluttante alla guerra, sembra suggerire il tentativo di percorre un'altra via per compiere il proprio destino. Non sarà così e, travolto dall'ira, andrà consapevolmente incontro alla sua fine, rivelando <strong>un profondo amore e rispetto per la vita. </strong>Un monito, un'eredità ancor oggi incompiuta, verso la pace.</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nei prossimi giorni...]]></title>
<link>http://pierrotweb.wordpress.com/?p=77</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 09:42:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>pierrotweb</dc:creator>
<guid>http://pierrotweb.fr.wordpress.com/2008/06/17/nei-prossimi-giorni/</guid>
<description><![CDATA[Domani, 18 giugno, alle 19.30 alle 20.30 e alle 21.30, all’interno del suggestivo ex carcere di Co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Domani, <strong>18 giugno, alle 19.30 alle 20.30 e alle 21.30</strong>, all’interno del suggestivo <strong>ex carcere di Corato</strong> si svolgerà l’esibizione <strong>“L’INFERNO DI DANTE - POESIA DELL’ORRORE”</strong> interpretata dagli allievi del <strong>Laboratorio Teatrale dell’Istituto Tecnico Commerciale “Tannoia” di Corato</strong> nell’ambito del progetto finanziato dai Fondi Europei “L’intelligenza emotiva”.</p>
<p>Il <strong>19 e il 20 giugno</strong> nel<strong> cortile del Palazzo Ducale di Andria</strong> si terrà la <strong>lettura in pubblico</strong> dei 24 libri dell’<strong>ILIADE di Omero</strong>. <em>(informazioni: tel. 0883/290302 - info@ecumenes.it)</em></p>
<p>Giovedì, <strong>20 giugno alle 21.00</strong> nel il <strong>chiostro del Palazzo di città di Corato </strong>si svolgerà l’esibizione <strong>“Le avventure di Pinocchio in Europa”</strong> interpretata dagli allievi dell’<strong>Istituto Tecnico Commerciale “Tannoia” di Corato</strong> nell’ambito del progetto finanziato da Fondi Europei “C’era una volta… in Europa”.</p>
<p><em>Danilo Macina</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Lettura pubblica dell'Iliade" - dal progetto ECUMENES. ]]></title>
<link>http://pierrotweb.wordpress.com/?p=57</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 10:05:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>pierrotweb</dc:creator>
<guid>http://pierrotweb.fr.wordpress.com/2008/06/09/lettura-pubblica-delliliade-dal-progetto-ecumenes/</guid>
<description><![CDATA[
L’assessorato alla Cultura del Comune di Andria, all’interno del Progetto Ecumenes, organizza u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pierrotweb.files.wordpress.com/2008/06/iliade.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-58" src="http://pierrotweb.wordpress.com/files/2008/06/iliade.jpg" alt="LETTURA ILIADE" width="498" height="197" /></a></p>
<p>L’assessorato alla Cultura del Comune di Andria, all’interno del Progetto Ecumenes, organizza una <strong>lettura pubblica dei 24 libri dell’ILIADE di Omero</strong>. La lettura in pubblico si terrà nei giorni <strong>19 e 20 giugno 2008 presso il cortile del Palazzo Ducale di Andria.</strong></p>
<p>Al reading sono invitate a partecipare tutte quelle persone che vogliono misurarsi, per passione e puro divertimento, nella lettura di fronte ad un pubblico.  Ogni lettore avrà a disposizione dieci minuti per leggere pubblicamente un brano di uno dei 24 libri dell’Iliade.</p>
<p>L’ILIADE interpretata dai lettori-cittadini di oggi, rappresenta, con la sua tradizione di illustre opera letteraria, ma anche per i fatti narrati, le vicende e i suoi personaggi, un vero momento di consapevole dialogo e di relazione tra le culture mediterranee. Infatti dietro la narrazione del conflitto tra Greci e Troiani, si nasconde l’importanza del confronto tra culture diverse, la conoscenza di terre e di genti al di là del mare, la pietà per i vinti che pur alberga nel cuore degli apparentemente sprezzanti vincitori. Si tratta di valori che ancora oggi manifestano per intero la loro attualità.</p>
<p><strong>Il progetto ECUMENES (Eredità Culturali Del Mediterraneo Nelle Eccellenze Storico-Architettoniche  Culturali)</strong> è lo sforzo che enti, istituzioni, operatori stanno mettendo in campo per costruire una cooperazione efficace e duratura nel tempo e che ha per fondamento la conoscenza, gli scambi, l’incontro e il dialogo culturale fra persone e contesti diversi, fra regioni e popolazioni.</p>
<p>Potete scaricare l'<a href="http://www.ecumenes.it/ProgrammaEcumenesAndria.pdf" target="_blank">intero programma</a> relativo al progetto e visitare il sito <a href="http://www.ecumenes.it" target="_blank">www.ecumenes.it</a> per maggiori informazioni.</p>
<p><em>Danilo Macina</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vino, storie, parole]]></title>
<link>http://skrivere.wordpress.com/?p=45</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 04:57:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>skrivere</dc:creator>
<guid>http://skrivere.fr.wordpress.com/2008/05/21/vino-storie-parole/</guid>
<description><![CDATA[
Affermare che in vino veritas vuol dire accettare la solita demagogia sul vino, con tutti i suoi lu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img style="border:0 none;" src="http://i292.photobucket.com/albums/mm33/skrivere/simone_martini.jpg" border="0" alt="Photobucket" width="670" height="255" /></p>
<p>Affermare che in vino veritas vuol dire accettare la solita demagogia sul vino, con tutti i suoi luoghi comuni, le panzane sull’argomento e le frasi fatte, del tipo “sa di tappo” o “col pesce è d’obbligo un bianco”: tutta roba da guida ai vini del supermercato che costano meno di cinque euro a bottiglia.<br />
Personalmente, ho cominciato a capire che la faccenda era più seria quando mi sono iscritto all’università. Non tanto perché il posto in cui ero andato a studiare era circondato da un susseguirsi di amene colline che sembravano carezzate dal pettine di Dio – così ordinate e perfette e dai colori cangianti – quanto per l’esigenza impellente di associare il vino alla cultura che notavo nei miei interlocutori. Per questo, man mano che passava il tempo, mi sono lasciato contagiare dalla voglia di vedere anch’io nel calice qualcosa in più che di solito viene dichiarata sull’etichetta.<br />
Venendo dalla rurale Sicilia, avevo avuto già occasione di toccare i pampini ruvidi dietro cui si gli acini zuccherini tentano disperatamente ripararsi dal nostro sole di fine estate. Avevo persino iniziato il mio palato al forte e corposo novello della zona di Pachino, ai passiti delle isole minori, che allietano la tavola durante le nostre ricorrenze, o al più comune marsala, che associo alla mia infanzia, visto che in Sicilia nessuno si permetterebbe mai di preparare lo zabaione senza qualche stilla di quel nettare liquoroso.<br />
Ad ogni modo, Siena e il Chianti mi hanno fatto riflettere più propriamente sulla portata culturale del vino.<br />
<img class="alignleft" style="float:left;" src="http://i292.photobucket.com/albums/mm33/skrivere/simone_martini_part.jpg" alt="guidoriccio da fogliano (particolare)" width="369" height="394" />La prima vigna che ho visto a Siena è stata nel Palazzo Pubblico, dipinta da Simone Martini nell’affresco di Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi (sopra e particolare a sinistra). Storicamente si trattava di una rappresentazione plausibile, visto che, dopo le invasioni barbariche e la caduta dell’impero romano, in età Carolingia si registrava già una ripresa della viticoltura nel mondo occidentale mentre il consumo di vino diveniva generalizzato a partire dal tredicesimo secolo , con i vigneti sempre più frequenti nei monasteri o all’esterno delle cinte murarie cittadine. I nobili, dal canto loro, quando non facevano a gara per farsi recapitare qualche bottiglia di costosissimo vino da Creta o Tiro, cercavano di rendere pregiati vitigni autoctoni. Tuttavia mi sono chiesto quale senso potessero avere quei filari così curati nel bel mezzo di un accampamento di guerrieri che avevano tutta l’aria di voler mettere sotto assedio la città da un momento all’altro. La risposta mi è giunta durante una lezione di semiotica dell’arte: in latino la “vìnea”, ovvero la vigna, indicava una macchina da guerra costituita da una tettoia mobile a forma di pergolato (da cui il nome) che riparava i soldati durante gli assalti. Evidentemente, per dipingere l’affresco, Simone Martini aveva accettato un suggerimento da qualche esperto di arte bellica, senza essersi reso conto della gaffe.<br />
Devo ammettere, però, che l’equivoco sulla vigna di Simone Martini mi ha divertito molto, perché sembrava che fosse nato in quell’atmosfera di gioviale superficialità e in quel clima di sprovveduta leggerezza che solo il vino sa regalare. Tornando a guardare l’opera pittorica, avevo l’impressione che i soldati fossero rintanati nelle loro tende a seguito di una sbornia, e che il pittore stesso fosse in loro compagnia dopo aver scambiato una macchina da guerra per un vigneto, proprio come un ubriaco scambia le luci della notte per i lampioni su cui tenta di appoggiarsi.<br />
Contrariamente a quanto era accaduto a Simone Martini, la mia permanenza a Siena mi ha educato a bere con gusto e moderazione. Non che me ne fossi accorto durante il soggiorno senese; solo che in seguito ho avuto modo di riflettere su quanto sano fosse quello stile di vita quando sono andato a fare l’erasmus in paese del nord Europa, dove le espressioni “eccesso di alcol” e “ubriachezza molesta” hanno tutt’altro significato.<br />
Insieme ad altri studenti e compagni di corsi senesi capitava di aprire qualche bottiglia e centellinarla per tutta la serata. I discorsi diventavano sempre più disinibiti, ma non per questo meno seri; le nostre facce più rubizze, ma non per questo più frivole; i nostri pensieri più veloci, ma non per questo meno lucidi. Nessuno aveva mai l’intento di ubriacarsi (altrimenti avrebbe scelto un superalcolico più veloce e meno costoso del Brunello che generalmente preferivamo) e nessuno mai si era sentito male a fine serata. Il vino era il nostro compagno migliore, quello che ci spingeva verso quei discorsi audaci che non avremmo mai intavolato di giorno a mensa o dopo una lezione di storia.<br />
Il massimo era parlare di vino mentre si beveva del vino, ma sempre con uno sguardo rivolto alla letteratura, all’arte e alla poesia.<br />
Kavafis, ovviamente, era l’autore più inflazionato. I vini più gagliardi, dei quali s’abbeverava insieme a noi e a tutti i prodi del piacere, era la citazione più ricorrente nei discorsi di Leo. Ma la conversazione si faceva ben più movimentata appena gli chiedevo chi, tra i poeti di nostra conoscenza, fosse più cultore di questa superba bevanda.<br />
“Campana o Pascoli?” lo incalzavo.<br />
“Campana,” mi rispondeva secco.<br />
“Ah sì?” ribattevo io, “E dove le metti tutte quelle atmosfere fatte di camini scoppiettanti e di bicchieri sorseggiati nel rustico nido familiare? Il babbo mise un gran ciocco di quercia / su la brace; i bicchieri avvinò; sparse / il goccino avanzato; e mescé piano / piano, perché non croccolasse, il vino.”<br />
“Così parlando, essi bevean l’arzillo / vino”  recitava lui alzando il calice, scegliendo di proposito un verso dalla stessa opera che avevo citato, giusto per dimostrarmi che conosceva altrettanto bene l’argomento.<br />
“E il ciocco arse, e fu bevuto il vino / arzillo, tutto”  rispondevo io, che non sopportavo l’idea di perdere una sola sfida.<br />
I nostri discorsi andavano avanti per ore. Citavamo Dante (E perché meno ammiri la parola, / guarda il calor del sol che si fa vino, /  giunto a l’amor che de la vite cola ), Omero, Virgilio. Poi, appena vedevo qualche sbadiglio, o qualcuno si alzava per andare in bagno, avevo una domanda preparata: “Dove vai, velando li occhi e con le gambe avvolte, / a guisa di cui vino o sonno piega?”<br />
Insomma, bere vino non era un gesto nato l’altro ieri, e se le poesie dimostravano che si trattava di un rito magico, la Bibbia, l’Iliade e l’Odissea ribadivano che veniva ripetuto da parecchi millenni. Tra l’altro, grazie ai moderni supporti elettronici, potevo contare quante volte un’opera conteneva una data parola, dimostrando grandi ricorrenze del sintagma &#124;vino&#124;. Omero parla 15 volte di vino nell’Iliade, ma nell’Odissea ripete questa parola in ben 42 occasioni. Virgilio è più parco: nell’Eneide il sostantivo vino compare 8 volte (ma non è male, visto che usa solo 6 volte una parola comunissima come “cuore”). Per quanto riguarda la Bibbia, ci sono 25 occorrenze del sostantivo “vino” solo nel Pentateuco…</p>
<p>Eppure la cultura non è (solo) un fatto di numeri ma anche di paradossi, nella greca e originaria accezione del termine. Ogni tanto, infatti, mi è successo di sorprendermi scoprendo sul vino qualcosa di culturalmente opposto a ciò che gli stereotipi del momento ci lasciano credere. Per esempio, quando mi è capitata tra le mani una poesia Amr ibn Kulthûm, un poeta del VI secolo tenuto in alta considerazione nella letteratura islamica, che scrive: “Orsù, ragazza, alzati con la tua coppa e versaci la bevanda mattutina: non risparmiare il vino di al-Andarîn.”  Oppure quando ho trovato una sorprendente concessione nel Corano: “E dei frutti delle palme e delle viti vi fate bevanda inebriante e buon alimento; e certo è ben questo un Segno per gente che sa ragionare.”<br />
Associare il vino alla religione cristiana è quasi scontato, ma associarlo alla cultura musulmana è davvero insolito, almeno di questi tempi.<br />
Tutte queste cose, e tante altre ancora, mi fanno sentire una grande responsabilità ogni volta che stringo in mano un calice. Il vino, così simbolico e demistificato, così grave e leggero, così prezioso e dozzinale, è portatore di grandi significati e di millenarie tradizioni, di scambi culturali ma anche economici. In passato, non a caso, erano frequenti i casi in cui il vino veniva considerato merce di scambio per il grande valore intrinseco o addirittura un bene di lusso da tassare. Andando a rileggere diversi atti notarili riguardanti Antonello da Messina, si noterà come talvolta al pittore venivano pagati i quadri commissionati con del mosto. Oppure, come a Malta, prima dell’arrivo dei Cavalieri di San Giovanni, gli unici a esercitare la professione medica sull’isola erano spesso dei forestieri che venivano pagati con i proventi della tassa sul vino. A tal proposito scrive Roger Ellul-Micallef, rettore dell’università di Malta: “Molti di questi medici stranieri si trattennero qui solo per un breve periodo di tempo, a volte appena sei mesi, perché l’Università e l’Ospedale riuscivano a reperire il denaro necessario per pagare i loro stipendi con estrema difficoltà. Il medico di paese era solitamente mal retribuito con i proventi della tassa sul vino, pari a un fiorino per ciascun barile di vino.”<br />
Oggi mi viene di pensare alla gente rozza, ai giovani irresponsabili e a tutti coloro che lo mandano giù d’un fiato, senza tentare di carpirne l’aroma, senza provare a conoscere un solo centesimo della sua appassionante storia.<br />
Non so se sono un pessimista, ma credo che non sarà mai possibile bere responsabilmente senza conoscere gli aspetti e i processi storico-culturali a cui il vino è intimamente legato.</p>
<p><strong>Copyright: Giuseppe Raudino 2007 - tutti i diritti riservati</strong></p>
<p>NOTE:</p>
<p>Antonio I. Pini, “Il vino del ricco e il vino del povero”, in Gabriele Archetti (a cura di), La civiltà del vino. Fonti, temi e produzioni vitivinicole dal Medioevo al Novecento (Atti del convegno, Monticelli Brusati - Antica Fratta, 5-6 ottobre 2001), pp. 587-588<br />
Giovanni Pascoli, Canti di Castelvecchio (Il Ciocco, Canto Primo).<br />
Dante Alighieri, Commedia, Purgatorio, XXV, vv. 76-78 e Purgatorio, XV, vv. 122-123<br />
P. Minganti e G. Vassallo, Storia della letteratura araba, I, Milano, 1969, p. 22.<br />
Paolo Branca, “Il vino nella cultura arabo-musulmana”, in Gabriele Archetti<br />
Corano (16, 67)<br />
Roger Ellul-Micallef , “Lo sviluppo dei servizi medici a Malta durante la presenza dell’Ordine”, Peregrinationes III, 2000</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alexandros aus der Ilias]]></title>
<link>http://alextra.wordpress.com/?p=199</link>
<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 00:00:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex Zander</dc:creator>
<guid>http://alextra.wordpress.com/2008/04/04/alexandros-paris-der-iliade/</guid>
<description><![CDATA[eigtl. Paris (griech. Πάρις) ist in der griechischen Mythologie der Sohn des trojanischen Köni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>eigtl. <strong>Paris</strong> (griech. Πάρις) ist in der griechischen Mythologie der Sohn des trojanischen Königs Priamos und der Hekabe. Er ist somit Bruder von Hektor und Kassandra, die die Gabe der Vorhersehung besitzt. Merkwürdigerweise trägt er in Homers <a title="Wikipedia" href="http://de.wikipedia.org/wiki/Ilias" target="_blank">Ilias</a> noch einen zweiten Namen und diesen sogar häufiger: <strong>Alexandros</strong>, vielleicht die Gräzisierung einer fremden Namensform, z.B. die des Hethiterherrschers <a href="http://alextra.wordpress.com/2008/04/16/alaksandu-von-troja/">Alaksandu</a>.</p>
<p>Plutarch schildert in seiner Biografie über <a href="http://alextra.wordpress.com/2007/09/03/alexander-von-macedonien/">Alexander den Großen</a> eine schöne Anekdote: Als ihm ein Kästchen überreicht wurde, welches unter dem erbeuteten Gepäcke und den Reichtümern des Dareios für das kostbarste Stück gehalten wurde, fragte er seine Freunde, welche Sache von Wert sie ihm darein zu legen rieten. Der eine nannte nun dies, der andere jenes; endlich sagte er selbst: "Ich will die Iliade darin aufbewahren."</p>
<p><strong>Mythologie</strong>: Paris löst, ohne es zu wollen, durch die Entführung der schönen Helena aus Sparta den Trojanischen Krieg aus. Die Griechen reagieren auf diesen Brautraub mit der zehnjährigen Belagerung Trojas. Paris gilt als guter Bogenschütze und tötet Achilles, der bis auf seine Ferse als unverwundbar gilt. Dies vollbringt Paris mit Pfeil und Bogen, wobei ihm Apollon die Hand führt. Auch Paris findet durch einen Pfeil, der mit dem tödlichen Gift der Lernäischen Schlange vergiftet ist, den Tod. Seine erste Frau Oinone versagt ihm das Gegengift aus Rache dafür, dass er sie Helenas wegen verlassen hatte.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Secondo voi, che differenza c'è tra la Bibbia e l'Iliade?]]></title>
<link>http://sacrabibbia.wordpress.com/2008/03/17/secondo-voi-che-differenza-ce-tra-la-bibbia-e-liliade/</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 15:19:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco Nappo</dc:creator>
<guid>http://rispostebibbia.com/2008/03/17/secondo-voi-che-differenza-ce-tra-la-bibbia-e-liliade/</guid>
<description><![CDATA[Correggetemi se sbaglio, l&#8217;iliade è un poema, nemmeno l&#8217;autore si è mai preposto come ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Correggetemi se sbaglio, l'iliade è un poema, nemmeno l'autore si è mai preposto come obiettivo quello di raccontare fatti realmente accaduti, ma quello di prendere spunto da essi per scrivere appunto un poema epico, appassionante.<br />
<!--more--> E' sicuramente un libro ben riuscito in quello che era l'intento dell'autore.<br />
L'Autore della bibbia invece si prefigge l'obiettivo di farsi conoscere attraverso il racconto di storie vere vissute da uomini diversi in epoche diverse con caratteri e ceti sociali diversi.<br />
Il rapporto di questi uomini con l'Autore del libro ci traccia in modo chiaro chi è Lui stesso.<br />
Non solo quindi che esiste, ma quali siano le sue caratteristiche di Giustizia, bontà amore.<br />
L'esperienza di questi uomini con l'Autore, quando l'accosto alla mia esperienza personale mi fa comprendere come la stessa è stata scritta proprio da Lui.<br />
Sono sicuro che hai capito di chi sto parlando, anche se non lo conosci, lo potresti però, e te lo auguro.</p>
<p>Ma di là cercherai il SIGNORE, il tuo Dio, e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua. (Deuteronomio 4:29)</p>
<p>1 Allora Giobbe rispose al SIGNORE e disse:<br />
2 «Io riconosco che tu puoi tutto<br />
e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno.<br />
3 Chi è colui che senza intelligenza offusca il tuo disegno?<br />
Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo;<br />
sono cose per me troppo meravigliose e io non le conosco.<br />
4 Ti prego, ascoltami, e io parlerò;<br />
ti farò delle domande e tu insegnami!<br />
5 Il mio orecchio aveva sentito parlare di te<br />
ma ora l'occhio mio ti ha visto.<br />
6 Perciò mi ravvedo, mi pento<br />
sulla polvere e sulla cenere». (Giobbe 42)</p>
<p>L'Autore della bibbia ti benedica!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Planet eBook: gratis i classici della letteratura]]></title>
<link>http://oziorama.wordpress.com/?p=132</link>
<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 14:04:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>murcof</dc:creator>
<guid>http://oziorama.fr.wordpress.com/2008/03/15/planet-ebook-gratis-i-classici-della-letteratura/</guid>
<description><![CDATA[Il bello dei diritti d&#8217;autore è un pò il brutto della vita.. verrà un momento in cui tu sar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://coachingebook.files.wordpress.com/2007/12/ebook_image1.jpg" align="left" height="236" width="235" /><font color="#000000">Il bello dei diritti d'autore è un pò il brutto della vita.. verrà un momento in cui tu <b>sarai morto da un secolo</b>, e i tuoi parenti saranno spariti chissà dove - o non sapranno di esserlo. A quel punto, caduto come sei nell' oblìo, <b>nessuno braccherà più le persone che si avvicinano</b> alle tue opere.</font></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><font color="#000000">Eppure il problema in parte resta, perchè quasi sempre <b>non paghiamo le opere in sè</b>, quanto piuttosto la fatica che un editore fa per metterle su carta e piazzarle in un negozio. <b>Pensate alla letteratura classica</b>, graca e latina, che in pratica è gratis se non fosse per spese di traduzione, stampa ecc. </font></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><font color="#000000"><b><a href="http://www.planetebook.com/" title="vai al sito" target="_blank">Planet eBook</a></b> è un sito che offre grandi classici della letteratura di tutti i tempi e nazionalità, <b>scaricabili gratuitamente</b> dal sito in formato pdf.  Avete poi <b>piena libertà di far circolare i testi</b>, ma non di venderli. Volendo potete inoltre <b><a href="http://planetebook.wordpress.com/suggest-an-ebook/" title="vai al sito" target="_blank">suggerire ai gestori dei classici da tradurre</a></b>, ancora assenti dal loro catalogo.</font></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><font color="#000000">Ci sono ovviamente <b>alcune note dolenti</b>: i testi sono<b> tutti in inglese</b>, ma non si conosce la<b> fonte della traduzione</b><b>; leggere su pc</b>; la <b>formattazione dei testi</b> è estremamente minimale, al limite dell'accettabile. L' Iliade ad esempio, è divisa in libri, ma non reca<b> alcuna numerazione in versi</b> (è anzi formattata come un libro in prosa), <b>nè ovviamente il testo originale </b>a fronte. </font> (il che è grave per classici russi, greci e latini); dovete</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><font color="#000000">Fatti salvi questi inconvenienti, <b>troverete molti autori</b> che restano comunque altamente fruibili (penso alle fiabe di Andersen, o a Charles Dickens).  Buona lettura.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"> </font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Homère, Iliade" de Alessandro Baricco]]></title>
<link>http://chucky333.wordpress.com/?p=8</link>
<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 09:46:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>chucky333</dc:creator>
<guid>http://chucky333.fr.wordpress.com/2008/02/13/homere-iliade-de-alessandro-baricco/</guid>
<description><![CDATA[

&#8221; La tristesse est notre destin : mais c&#8217;est pour cela que nos vies seront chantées ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><img src="http://www.cecilialit.org/dotclear/images/iliade.jpg" alt="Iliade, Homère, Baricco" width="150" height="233" align="left" /><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><em>" La tristesse est notre destin : mais c'est pour cela que nos vies seront chantées à jamais par tous les hommes qui viendront. "</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ah, "L'iliade",on s'en est tous fait une idée que ce soit pas nos cours de langues anciennes, par les multiples légendes, ou encore par le film "<em>Troie". </em>Que pouvait-on encore en dire? C'était sans compter le talent de l'italien Alessandro Baricco, auteur des magnifiques romans <em>Soie</em> et <em>Sans Sang. </em></p>
<p style="text-align:justify;">Pour adapter le conte antique à une lecture publique l'auteur a voulu aussi remanier le texte, et bien sûr à la sauce Baricco. La maîtrise des mots, la poésie du "copier-coller" , et comme à chaque fois c'est la magie qui se créée. Si bien qu'on se prend d'une passion féroce pour tous ces héros aux destins misérables. Paris, Hector, Achille, Agamémnon, se mêlent à de nombreux personnages secondaires, et c'est par leurs voix que l'auteur va conter l'histoire connue par tous, celle d'une guerre sans fin pour la beauté d'une femme, entre les Achéens et les Troyens. On se plonge littéralement dans l'hisoire, ce qui se trouve parfois impossible pour le commun des mortels dans la version originale lourde de descriptions, de croyances antiques, et d'arbres généalogiques.</p>
<p style="text-align:justify;">Bien que ce ne soit pas le meilleur roman qu' Alessandro Baricco nous ait offert <em>"Homère, Iliade" </em>est un conte à savourer pour tous les amoureux de l'antiquité, pour le talent indéniable de l'auteur, pour la poésie des mots, pour redécouvrir tout simplement une des œuvres les plus mythiques de l'histoire de l'antiquité.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[des chiffres et] des lettres]]></title>
<link>http://couvillencoul.wordpress.com/2008/01/20/des-chiffres-et-des-lettres/</link>
<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 20:46:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>melvil</dc:creator>
<guid>http://couvillencoul.fr.wordpress.com/2008/01/20/des-chiffres-et-des-lettres/</guid>
<description><![CDATA[Shockwave recèle quelques pépites qui vont intéresser au plus haut point les bibliothécaires Jeu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Shockwave recèle quelques pépites qui vont intéresser au plus haut point les bibliothécaires Jeunesse (et pourquoi pas ceux de la section Adultes). Ce qui appelle une double compétence : pratiquer l'anglais et connaître par coeur la mythologie gréco-latine.</p>
<p>L'affaire est d'importance : L'Illiade, l'Odyssée et bien d'autres livres ont perdu leurs mots. Tu es Lex , un adorable ver de terre et tu es tout(e) désigné(e) pour les retrouver en affrontant les méchants.</p>
<p>L'intro du jeu suffit à faire pâmer les gardiens des mots.</p>
<p><a href="http://couvillencoul.wordpress.com/2008/01/20/des-chiffres-et-des-lettres/429/" rel="attachment wp-att-429" title="bookworm_shokwave.jpg"><img src="http://couvillencoul.wordpress.com/files/2008/01/bookworm_shokwave.jpg" alt="bookworm_shokwave.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://www.shockwave.com/gamelanding/bookwormadventures.jsp#NONE" target="_blank">A toi de jouer ! </a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piccolo gioco natalizio per appassionati di lettura]]></title>
<link>http://filcusum.wordpress.com/2007/12/24/piccolo-gioco-natalizio-per-appassionati-di-lettura/</link>
<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 08:48:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo cusumano</dc:creator>
<guid>http://filcusum.fr.wordpress.com/2007/12/24/piccolo-gioco-natalizio-per-appassionati-di-lettura/</guid>
<description><![CDATA[

Borges dice che ogni opera narrativa racconta sempre una di queste quattro storie: una ricerca, un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><font size="3"><img src="http://tkfiles.storage.live.com/y1pDxYe5CU1oTvfjxsKdkYMvjqHyB5cq5iQXmrGWF8TXUzUKCsxWseMtG5fcShQ9q2-hXGiICq-QME" /></font></div>
<div></div>
<div><font size="3">Borges dice che ogni opera narrativa racconta sempre una di queste quattro storie: una ricerca, un viaggio,  il sacrificio di un dio, una città sotto assedio.<br />
</font></div>
<div><font size="3">Alcuni esempi?</font></div>
<div><font size="3"> </font></div>
<div><font size="3"><i><b>L'isola del Tesoro?</b></i> C'è il viaggio, c'è la ricerca, c'è perfino, nell'isola, il vecchio fortino nel quale stanno asserragliati prima i gentiluomini e poi i pirati.</font></div>
<div><font size="3"> </font></div>
<div><font size="3"><b><i>I promessi sposi? </i></b>C'è il viaggio e c'è la ricerca: Renzo e Lucia fuggono dal paesello e passano gran parte del romanzo a cercarsi.</font></div>
<div><b></b><font size="3"> </font></div>
<div><font size="3"><b><i>L'Iliade? </i></b>Facile, c'è la città sotto assedio.</font></div>
<div><font size="3"> </font></div>
<div><font size="3"><b><i>L'Odissea? </i></b>Tutto il poema parla della ricerca della strada di casa.</font></div>
<div><font size="3"> </font></div>
<div><font size="3"><b><i>I Vangeli? </i></b>Semplice! Il sacrificio di un dio.</font></div>
<div><font size="3"> </font></div>
<div><font size="3">Il giochino può andare avanti all'infinito. </font></div>
<div><font size="3">Non si scappa, Borges aveva proprio ragione, o c'è un ingrediente o c'è l'altro, o più di uno insieme.</font></div>
<div><font size="3">Provate a pensarci.</font></div>
<div>A voi la palla.</div>
<div>Intanto, Buon Natale</div>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
