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	<title>liberta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/liberta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "liberta"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 01:04:09 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ci vuole meritocrazia]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/?p=291</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 20:22:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>s.a.d.b.</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le folle di studenti che protestano in tutta Italia sono uno spettacolo caratteristico del momento c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le folle di <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_10/studenti_manifestazione_ce29595e-96a3-11dd-9911-00144f02aabc.shtml">studenti che protestano in tutta Italia</a> sono uno spettacolo caratteristico del momento che stiamo attraversando. Negli anni recenti non sono mai mancati cortei studenteschi contro i provvedimenti o le leggi ritenute di volta in volta sbagliate. Lo spirito di fatto non è mai cambiato, sempre quello della protesta senza se e senza ma, a ritmo di slogan sempre nuovi e sempre più creativi. Ma il punto è che bisognerebbe interrogarsi sulla sostanza di queste manifestazioni, meglio ancora su quelle che sono le reali intenzioni e proposizioni dei giovani che oggi popolano la scuola, e che domani saranno il futuro.<br />
Non c'è dubbio che proprio in questi ultimi anni di proteste costruttive o valide, come potrebbero essere quelle che propongono un reale punto di vista al posto dei soliti 'NO', non ce ne siano state affatto. Di tanto in tanto, come se si trattasse della necessità naturale di esprimere uno sfogo, si sono susseguite prese di posizione che, seppur prevedibili, sono state scarsamente motivate ed argomentate. Di fatto gli studenti che protestano lo fanno contro la scuola in assoluto, non contro questa o quella modifica legislativa. Dico questo per due ragioni fondamentali: la prima è l'evidente scarsa informazione di chi realmente partecipa a queste manifestazioni, perchè lo si fa molto più per fare festa che non perchè realmente si creda in quegli slogan (o meglio, non perchè realmente si sia capaci di capire cosa comporta fino in fondo una certa presa di posizione, in positivo e in negativo); la seconda ragione è che la scuola italiana, al di là dei numeri e delle analisi, ha intrapreso un cammino di triste e netto distacco dalle vere istanze della vita e della società, per cui è naturale che qualsiasi modifica della scuola per gli studenti di oggi sarà pur sempre la vecchia ed obsoleta scuola, da buttare nel cestino piuttosto che da cambiare.<br />
Ovviamente non si deve generalizzare. Male è farlo con qualsiasi categoria, soprattutto, poi, con gli studenti, che per natura rappresentano un corpo di istanze così eterogenee che in questi casi la generalizzazione corrisponde ad una tesi irreale. Ed infatti la mia non è una generalizzazione: certamente tra gli studenti molti sono anche quelli informati e convinti delle proteste e delle varie prese di posizione che hanno caratterizzato gli anni recenti. Ma così come non si deve generalizzare, neppure si può ignorare del tutto la tendenza della maggioranza, perchè tale tendenza rappresenta la proiezione di ciò che sta per accadere, di qui a poco tempo. Per la scuola e gli studenti, questa proiezione conduce in una direzione ben precisa: l'ulteriore allontanamento della scuola dalla società, così che entrambe rischiano di risultare più dannose che proficue per il futuro di questo Paese. Cosa può essere mai una società, seppur progredita economicamente, che non può affidarsi al settore della formazione nè può basare serie speranze per un futuro culturalmente migliore? E cosa può mai essere una scuola senza collegamenti con la società, lasciata perciò in balia di una apparente quanto incontestabile inutilità concreta?<br />
Perchè sostanzialmente è questo che gli studenti avvertono, non sanno più dire a cosa serva la scuola. Non ne avvertono più l'utilità reale, narcotizzati come sono dalle mille illusioni rappresentate nella società di oggi dalla cultura del "tutto e subito" e del "senza sforzo nè fatica". La disillusione verso le paventate utilità della scuola è forte e terribilmente radicata. E qui non conta tanto il discorso sulla maggioranza o sulle generalizzazioni, perchè questa non è altro che la cruda verità. La scuola oggi non serve più davvero. E io penso che sia così semplicemente perchè la scuola oggi non assolve più alla sua funzione, ossia quella di formare ed educare.<br />
Non serve in questa sede ricordare gli episodi di bullismo, la crescente cultura di "youtube" che impone che la gloria passa attraverso video-bravate senza scrupoli, nè tutti gli episodi ascrivibili alle mille sotto-culture dell'anticultura della scuola (mi riferisco, ad esempio, alla tendenza crescente a marinare la scuola, a compiere atti di vandalismo, eccetera). Servirebbe piuttosto affrontare finalmente un argomento che troppo spesso viene messo alla porta come se si trattasse di un nemico: la meritocrazia.<br />
La cultura del merito è, io credo, una delle basi fondamentali ed indefettibili di una democrazia. Non ci illudiamo di poter garantire le libertà ed i diritti di tutti se prima non si inculca a tutti i cittadini (e bene sarebbe farlo, appunto, in giovane età) la necessità di adempiere i propri doveri. Ma ciò non basta, perchè guardando all'Italia di oggi è fondamentale, in un ottica meritocratica, assicurare pure a tutti i cittadini che adempiendo i propri doveri si avranno in cambio i propri diritti. Messa in questi termini, la questione sembra banale. Invece se pensiamo allo "stile" che la politica ha accumulato nei decenni (in sostanza quello di fondarsi sui privilegi e di elargirli ai cittadini che si lasciano abbindolare), appare evidente come sia ben più complesso di quanto sembri realizzare concretamente l'equazione doveri-diritti. Eppure è necessario farlo, ed è necessario partire dalla scuola.<br />
E' fondamentale insegnare ai giovani che si può ancora credere che i doveri ci portano da qualche parte, perchè solo così i problemi educativi degli studenti potranno andare in secondo piano, consentendo di focalizzare l'attenzione su quelli formativi in senso stretto. In altre parole, finchè nella maggior parte delle scuole italiane sarà difficile persino tenere i ragazzi seduti al proprio posto ad ascoltare la lezione, non ci si potrà concentrare sull'ampliamento dei programmi, su una loro riorganizzazione, in generale sul miglioramento della qualità degli studi scolastici. Quest'opera di rieducazione va compiuta congiuntamente da scuola e famiglia, e certamente lo strumento della legge non può che essere fondamentale (se usato bene) al fine di indirizzare l'azione comune.<br />
Ma chi glielo spiega agli studenti che negli ultimi giorni (e nei prossimi) hanno manifestato in piazza che la reintroduzione di una seria valutazione della condotta fa soltanto bene a loro stessi perchè permette loro, se questa misura verrà applicata bene, di concentrare tutte le proprie energie sull'apprendimento? Chi glielo spiega che valutare la condotta è un ottimo strumento per lanciare il necessario segnale del dovere di rispettare le regole? E come si farà capire agli studenti che se saranno educati alle regole non ci sarà potere al mondo, che sia lecito o illecito, che possa schiavizzarli e togliere loro la libertà?<br />
Chi spiegherà anche che la vera vergogna è che per tanti anni l'Educazione Civica è stata la materia "tappabuchi" per eccellenza nella stragrande maggioranza delle scuole italiane? Chi farà capire loro quanto di importante si sono persi e quanto è fondamentale la reintroduzione dello studio di questa materia?<br />
E coma mai nessuno esulta per una grande conquista, anche questa, come le precedenti, introdotta dal <a href="http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&#38;file=/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/10/2008decretolegge137_redazionale.doc?uuid=56726868-9470-11dd-8554-b299b4e00502">decreto "Gelmini"</a>, ossia il blocco imposto sull'aggiornamento indiscriminato dei libri di testo? Lo sanno gli studenti quanti vantaggi hanno ottenuto, negli anni, quei professori che hanno adottato i libri in base a criteri economici legati alle offerte delle case editrici, e non in base alla qualità formativa dei testi nonchè in base all'impatto anche economico di questi testi sulle famiglie?<br />
E ancora, perchè tutto questo accanimento ingiustificato nei confronti dei tagli all'edilizia scolastica? Dov'erano i rappresentanti degli studenti che adesso operano questa contestazione quando si sono verificati tutti gli episodi di vandalismo che tutti conosciamo contro gli edifici scolastici? Certo intervenire sull'edilizia scolastica è fondamentale, ma in un periodo di crisi economica in cui sono necessari anche tagli dolorosi alla scuola (come anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato) è certamente più opportuno fare un investimento un pò meno tangibile ma molto più proficuo, ossia quello sulla rieducazione degli studenti. E non si adduca la circostanza che molti istituti scolastici italiani sono ridotti allo sfascio, perchè il <a href="http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&#38;file=/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/10/2008decretolegge137_redazionale.doc?uuid=56726868-9470-11dd-8554-b299b4e00502">decreto legge 137</a> prevede gli interventi necessari per le situazioni disastrate.</p>
<p>In sostanza, le folle di studenti in protesta attraverso le piazze italiane in questi giorni non sono uno spettacolo positivo. E' positivo che gli studenti abbiano ancora la voce e sappiano tirarla fuori, e che abbiano una coscienza che fanno rispettare e pagare a caro prezzo, perchè anche questo è democrazia e libertà. Ma non è positivo che si alzi la voce contro la prospettiva reale di una ventata di meritocrazia. Se quegli studenti ci credono davvero in quegli slogan e non sono lì soltanto in adempimento a motivazioni meramente e strumentalmente politiche, abbiamo un problema in più oggi in Italia: quello che la meritocrazia, prima di poterla seriamente introdurre ed applicare, è necessario farla accettare agli studenti. Perchè adesso non la vogliono.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non ancora]]></title>
<link>http://maxgimelli.wordpress.com/?p=178</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 19:23:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Max</dc:creator>
<guid>http://maxgimelli.fr.wordpress.com/2008/10/10/non-ancora/</guid>
<description><![CDATA[Non ancora. Non per sempre.
Limitato dalla sola eternità,
liberato nella sola libertà.
Cerco un pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2157/2118406073_a88d3a6634.jpg?v=0" alt="" width="300" height="225" /><em>Non ancora. Non per sempre.</em></p>
<p><em>Limitato dalla sola eternità,</em></p>
<p><em>liberato nella sola libertà.</em></p>
<p>Cerco un punto in cui tornare.</p>
<p>Un fine.</p>
<p>Una prigione.</p>
<p>Dove rinchiudermi</p>
<p>un giorno</p>
<p>con un solo testimone:</p>
<p>il mio grande amore,</p>
<p>o una sua illusione.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Un saluto. Max.</strong></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Milan Kundera ]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=689</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 13:15:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.fr.wordpress.com/2008/10/10/milan-kundera/</guid>
<description><![CDATA[
- Leggerezza e pesantezza -
(2)
Se ogni secondo della vostra vita si ripete un numero infinito di v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignnone" src="http://img2.webster.it/BIT/686/9788845906862g.jpg" alt="" width="200" height="311" /></h2>
<h2>- Leggerezza e pesantezza -</h2>
<h2><span style="color:#808080;">(2)</span></h2>
<p>Se ogni secondo della vostra vita si ripete un numero infinito di volte, siamo inchiodati all'eternità come Gesù Cristo sulla croce. E' un'idea terribile. Nel mondo dell'eterno ritorno, su ogni gesto grava il peso di una insostenibile responsabilità. Ecco perchè Nietzsche chiamava l'idea dell'eterno ritorno il fardello più pesante (das schwerste Gewicht). Se l'eterno ritorno è il fardello più pesante, allora le nostre vite su questo sfondo possono apparire in tutta la loro meravigliosa leggerezza. Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. Ma nella poesia d'amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell'uomo. Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l'immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica.</p>
<p>Al contrario, l'assenza assoluta di un fardello fa sì che l'uomo diventi più leggero dell'aria, prenda il volo verso l'alto, si allontani dalla terra, dall'essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere, allora? La pesantezza o la leggerezza? Questa domanda se l'era posta Parmenide nel sesto secolo avanti cristo. Egli vedeva l'intero universo diviso in coppie di opposizioni: luce-buio, spesso-sottile, caldo-freddo, essere-non-essere. Uno dei poli dell'opposizione era per lui positivo (la luce, il caldo, il sottile, l'essere), l'altro negativo.<br />
Questa suddivisione in un polo positivo e in uno negativo può apparirci di una semplicità puerile. Salvo in un caso: che cos'è positivo, la pesantezza o la leggerezza? Parmenide rispose: il leggero è positivo, il pesante è negativo. Aveva ragione oppure no? Questo è il problema. Una sola cosa è certa: l'opposizione pesante-leggero è la più misteriosa e la più ambigua tra tutte le opposizioni.</p>
<h2><img class="alignnone" src="http://www.ciccsoft.com/Liberauscita/primavera%20praga_small1.jpg" alt="" width="431" height="276" /></h2>
<h2><span style="color:#808080;">(9)</span></h2>
<p>Tutte le lingue che derivano dal latino formano la parola <strong><em>compassione</em> </strong>col prefisso "com-" e la radice <em>passio</em> che significa originariamente "sofferenza". In altre lingue, ad esempio in ceco, in polacco, in tedesco, in svedese, questa parola viene tradotta con un sostantivo composto da un prefisso con lo stesso significato seguito dalla parola "sentimento" (in ceco: <em>soucit</em>; in polacco: <em>wspol-czucie</em>; in tedesco: <em>Mit-gefuhl</em>; in svedese: <em>med-kansla</em>).<br />
Nelle lingue derivate dal latino, la parola compassione significa: non possiamo guardare con indifferenza le sofferenze altrui; oppure: partecepiamo al dolore di chi soffre. Un'altra parola dal significato quasi identico, <em>pietà</em> (in inglese pity, francese pitiè, ecc) suggerisce persino una sorta di indulgenza verso colui che soffre. Aver pietà di una donna significa che siamo superiori a quella donna, che ci chiniamo, ci abbassiamo al suo livello.<br />
E' per questo che la parola compassione generalmente ispira diffidenza; designa un sentimento ritenuto mediocre, di second'ordine, che che non ha molto a che vedere con l'amore. Amare qualcuno per compassione significa non amarlo veramente.<br />
Nelle lingue che formano la parola compassione non dalla radice "sofferenza" (passio) bensì dal sostantivo "sentimento", la parola viene usata con un significato quasi identico, ma non si può dire che indichi un sentimento cattivo o mediocre. La forza nascosta della sua etimologia bagna la parola di una luce diversa e le dà un senso più ampio: avere compassione (co-sentimento) significa vivere insieme a lui qualsiasi altro sentimento: gioai, angoscia, felicità, dolore. Questa compassione (nel senso di soucit, wspòlczucie, Mit-gefuhl, medkansla) designa quindi la capacità massima di immaginazione affettiva, l'arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia dei sentimenti è il sentimento supremo.[...]</p>
<h2><span style="color:#808080;">(16)</span></h2>
<p>A differenza di Parmenide, per <strong>Beethoven</strong> la pesantezza era a quanto pare qualcosa di positivo.<br />
"Der schwer gefasste Entschluss" la grave soluzione, è unita con la voce del Destino (Es muss sein!"); la pesantezza, la necessità e il valore sono tre concetti intimamente legati fra loro: solo ciò che è necessario è pesante, solo ciò che pesa ha valore. Questa convinzione è nata dalla musica di Beethoven e, benchè sia possibile (per non dire probabile) che la responsabilità di essa ricada più sugli esegeti di Beethoven che sul compositore stesso, oggi la condividiamo più o meno tutti: la grandezza di un uomo risiede per noi nel fatto che egli <em>porta</em> il suo destino come Atlante portava sulle spalle la volta celeste.<br />
L'eroe beethoviano è un sollevatore di pesi metafisici.[...]</p>
<h2>- L'anima e il corpo -</h2>
<h2><span style="color:#808080;">(28)</span></h2>
<p>Sedeva schiacciata in un angolo dello scompartimento, la pesante valigia sopra la testa, Karenin tutto raggomitolato contro le gambe. Stava pensando al cuoco del ristorante dove lavorava quando viveva dalla madre. Approfittava di ogni occasione per darle una pacca sul sedere e molte volte davanti a tutti le aveva proposto di andare a letto con lui. Era strano che pensasse proprio a lui, ora. Per lei il cuoco rappresentava l'esempio tipico di tutto ciò che le ripugnava. Adesso però non pensava che a trovarelo e dirgli: "Dicevi di voler venire a letto con me. Ebbene, eccomi"<br />
Desiderava fare qualcosa che non lasciasse possibilità di ritorno. Desiderava distruggere brutalmente tutto il passato dei suoi ultimi sette anni. Era la <strong>vertigine</strong>. L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere.<br />
La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/praga_68.jpg" alt="" width="419" height="281" /></p>
<h2>- Le parole fraintese -</h2>
<h2><span style="color:#808080;">(3)</span></h2>
<p><em>Piccolo dizionario di parole fraintese.</em><br />
DONNA. Essere donna è per Sabina un destino che lei non si è scelta. Ciò che non abbiamo scelto non possiamo considerarlo nè un nostro merito nè un nostro fallimento. Sabina pensa che sia necessario tenere un atteggiamento corretto nei confronti del destino che le è stato assegnato. Ribellarsi contro il fatto di essere nata donna le sembra altrettanto sciocco che farsene un vanto.<br />
Una volta, durante uno dei loro primi incontri, Franz le aveva detto, con una sottolineatura curiosa: "Sabina, lei è una <em>donna</em>". Lei non capiva perchè lui le desse questo annuncio con la solennità di un Cristoforo Colombo che ha appena avvistato la costa dell'America. Solo più tardi aveva capito che la parola donna, che lui aveva pronunciato con un'enfasi particolare, non designava per lui uno dei due sessi della specie umana, ma rappresentava un <em>valore</em>. Non tutte le donne erano degne di essere chiamte donne.</p>
<p>FEDELTÁ E TRADIMENTO Il tradimento. Fin da piccoli il papà e il maestro ci dicono che è la cosa peggiore che si possa immaginare. Ma che cos'è questo tradire? Tradire significa uscire fuori dai ranghi. Tradire significa uscire dai ranghi e partire verso l'ignoto. Sabina non conosceva niente di più bello che partire verso l'ignoto.[...]<br />
Fu nuovamente assalita dal desiderio di tradire: tradire il proprio tradimento Annunciò al marito (non vedeva più in lui la testa calda, ma solo un fastidioso ubriaco) che lo avrebbe lasciato. Ma se tradiamo B, per il quale abbiamo tradito A, non ne deriva necessariamente che ci riconcilieremo con A. La vita della pittrice divorziata non somigliava alla vita dei genitori traditi. Il primo tradimento è irreparabile. Esso provoca una reazione a catena di nuovi tradimenti, ciascuno dei quali ci allontana sempre più dal punto del tradimento originario.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Comunica più un testo o un'immagine?]]></title>
<link>http://realuca.wordpress.com/?p=625</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 09:38:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>re@l</dc:creator>
<guid>http://realuca.fr.wordpress.com/2008/10/10/comunica-piu-un-testo-o-unimmagine/</guid>
<description><![CDATA[Leggi il post originale da comunitazione

Se è vero che le immagini comunicano più delle parole, a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Leggi il post originale da</strong> <a href="http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=4537&#38;area_id=166&#38;mac=3">comunitazione</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://realuca.files.wordpress.com/2008/10/belvedere_ied-roma.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-626" title="belvedere_ied-roma" src="http://realuca.wordpress.com/files/2008/10/belvedere_ied-roma.jpg" alt="" width="300" height="163" /></a></p>
<p>Se è vero che le immagini comunicano più delle parole, a Roma dal 9 all'11 ottobre l'editoria creativa internazionale avrà la possibilità di manifestare il proprio credo.<br />
<a href="http://roma.ied.it/">IED Roma</a> e <a href="http://fefeproject.com/">FEFE</a> propongono <a href="http://www.belvederefefestival.com/">BELVEDERE</a>, un appuntamento dedicato alla nuova generazione dei periodici, i visual magazine. Si tratta di prodotti editoriali al top del linguaggio visivo della contemporaneità che spaziano dalla grafica alla fotografia, dalla urban art alla pubblicità.<br />
Un settore questo che in Italia non ha ancora trovato terreno fertile, quindi per la prima volta nel mondo un festival seleziona, raccoglie e mostra gli esiti migliori di una ricerca che è andata oltre i confini nazionali.<br />
Si vedranno all’opera le redazioni di tre magazine famosi nel mondo, Eyemazing, Lemon, Rojo e si potranno sfogliare un centinaio dei migliori titoli di editoria creativa, con un focus dedicato ai più originali e artistici.<br />
Non mancheranno i momenti di approfondimento con due convegni di settore, dove si cercherà di capire come questi nuovi progetti editoriali stiano cambiando lo scenario della comunicazione e dell’arte. Ospite d’onore Domenico De Masi.<br />
Venerdì e Sabato nella garden area dello IED di via Alcamo, l’artista Gianluca Marziani curerà una performance di Urban Art: ospiti Thomas Bires, Desiderio, Fupete, Massimo Giacon e Valeria Petrone.<br />
L’ultimo giorno, festa finale con la proiezione dell’Osservatorio 2008 di <a href="http://www.viedram.net/">VIEDRAM</a>, il meglio dell’attuale produzione e sperimentazione nel campo della motion graphic.<br />
L'appuntamento è inserito anche nel circuito di <a href="http://www.romacontemporary.it/it/03430/page.html">Roma.ArtWeekend</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia insicura]]></title>
<link>http://orybal.wordpress.com/?p=926</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 07:27:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>orybal</dc:creator>
<guid>http://orybal.fr.wordpress.com/2008/10/10/festa-induista-del-durga-puja/</guid>
<description><![CDATA[Io non l&#8217;avevo mai sentita&#8230; C&#8217;è la festa induista del Durga Puja dall&#8217;8 ott]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Io non l'avevo mai sentita... C'è la festa induista del <a href="http://www.stranieriinitalia.it/comunita-al_via_la_celebrazione_di_durga_puja_5998.html">Durga Puja </a>dall'8 ottobre, festa del culto della dea Durga, tre giorni di preghiere e danze nei giardini di piazza Vittorio a Roma. Ovviamente, la celebrazione è stata osteggiata dall'ente locale per motivi di schiamazzo e igienici e che ne so ed è stato proibito agli induisti di cucinare, mangiare e vendere qualsiasi cosa (persa quindi per tutti l'occasione di un buon curry all'aria aperta!)... che fatica che fa l'Italia ad accettare qualche cambiamento!</p>
<p><a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=1090,30070682,1090_33076576&#38;_dad=portal&#38;_schema=PORTAL">Eurostat</a> ci dice però che quella storia degli immigrati che portano insicurezza nelle nostre città è una bufala, probabilemte alla diossina come quelle dello scandalo campano. Le città italiane con più omicidi sono Caserta,  Foggia e Brescia. A Caserta si rischia di morire uccisi 7 volte di più che a Barcellona e 14 volte più che a Madrid.</p>
<p>Per i furti di auto, si è più a rischio a Caserta, Catania, Napoli, Torino, Roma e poi a Milano, città che è a rischio furti d'auto quanto Manchester, la prima delle europee.</p>
<p>Non si tratta affatto delle città con maggior numero di immigrati. In Spagna sono il 5,43% della popolazione, in Germania il 9, 17%, In Italia solo il 4,16%.</p>
<p>L'uomo della strada guarda ai dati di presenza di stranieri in carcere, che sono circa il 50% nelle carceri del nord d'Italia. Già. Ma perchè non escono usufruendo di misure alternative, come arresti domiciliari e messa alla prova, ad esempio, non avendo una casa ed una famiglia cui appoggiarsi. Mancano accordi per fare scontare la pena nel paese d'origine. Molti sono in attesa di giudizio nel carcere circondariale, quindi non ancora condannati.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La riforma della scuola? una questione di fiducia]]></title>
<link>http://icoit.wordpress.com/?p=200</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 20:30:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>icoit</dc:creator>
<guid>http://icoit.fr.wordpress.com/2008/10/09/la-riforma-della-scuola-una-questione-di-fiducia/</guid>
<description><![CDATA[
Non riesco proprio a commentare quanto sta succedendo. Ho letto il testo della cosiddetta riforma s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://icoit.wordpress.com/files/2008/10/scuola.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-201" title="scuola" src="http://icoit.wordpress.com/files/2008/10/scuola.jpg" alt="" width="400" height="320" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Non riesco proprio a commentare quanto sta succedendo. Ho letto il testo della cosiddetta riforma scolastica introdotta con un decreto legge e già approvata con voto di fiducia alla Camera dei Deputati. Questo meccanismo, peraltro formalmente legittimo, ha consentito di riformare uno dei settori nevralgici dello Stato senza la benchè minima concertazione sociale e politica.</p>
<p style="text-align:justify;">Se volete prendere visione del testo completo del decreto legge e l'intervento della ministra quando lo ha presentato alla Camera per la conversione in legge <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0009120.pdf" target="_blank">CLICCATE QUI</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pensierino sulla Liberta']]></title>
<link>http://mmjournal.wordpress.com/?p=243</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 20:23:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcopergioco</dc:creator>
<guid>http://mmjournal.fr.wordpress.com/2008/10/09/pensierino-sulla-liberta/</guid>
<description><![CDATA[Non richiesto, un pensierino sulla liberta&#8217;.
In un suo recente e divertentissimo post (link) u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non richiesto, un pensierino sulla liberta'.</p>
<p>In un suo recente e divertentissimo post (<a title="La Galleria Borghese, un post su Nonsolorecensioni" href="http://nonsolorecensioni.blogspot.com/2008/09/la-galleria-borghese.html" target="_blank">link</a>) un'amica racconta della carnalita' dei quadri della Galleria Borghese. Se ne e' parlato davanti ad una birra: tutte tele studiate a scuola, ma chissa' come, nell'eta' del derlirio ormonale, la vista di quei dipinti suscitava solo noia..</p>
<p>Alla faccia di quello che si pensa da ragazzini, non c'e' nulla di piu' manipolabile del desiderio erotico: ti accendono e ti spengono a piacere - e tu li' a pensare di costituire chissa' quale liberta' personale :-)</p>
<p>Che la scuola riesca ad anestetizzare anche l'eros adolescenziale non stupisce nessuno. Del resto negli anni novanta abbiamo riempito gli atenei di studenti (consenzienti, anzi felici) senza aver alcun bisogno di laureati, a cavallo del nuovo millennio abbiamo riempito le famiglie (consenzienti, anzi felici) di strumenti di risparmio che non potevano controllare, oggi ci hanno convinti (consenzienti, anzi felici) ad avere paura di chi e' diverso.. E la lista di banalita' (?!?) potrebbe continuare.</p>
<p>La liberta' vista da adulti ha una faccia ben diversa da quello che ti immagini quando sei un ragazzo, ma il mondo che ti spalanca e' incommensurabilmente piu' vario ed interessante di quanto allora ti potevi immaginare.</p>
<p>Eros compreso: una specie di "centuplo quaggiù", insomma :-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pensierino sulla Liberta']]></title>
<link>http://marcopergioco.wordpress.com/?p=454</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 20:22:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcopergioco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non richiesto, un pensierino sulla liberta&#8217;.
In un suo recente e divertentissimo post (link) u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non richiesto, un pensierino sulla liberta'.</p>
<p>In un suo recente e divertentissimo post (<a title="La Galleria Borghese, un post su Nonsolorecensioni" href="http://nonsolorecensioni.blogspot.com/2008/09/la-galleria-borghese.html" target="_blank">link</a>) un'amica racconta della carnalita' dei quadri della Galleria Borghese. Se ne e' parlato davanti ad una birra: tutte tele studiate a scuola, ma chissa' come, nell'eta' del derlirio ormonale, la vista di quei dipinti suscitava solo noia..</p>
<p>Alla faccia di quello che si pensa da ragazzini, non c'e' nulla di piu' manipolabile del desiderio erotico: ti accendono e ti spengono a piacere - e tu li' a pensare di costituire chissa' quale liberta' personale :-)</p>
<p>Che la scuola riesca ad anestetizzare anche l'eros adolescenziale non stupisce nessuno. Del resto negli anni novanta abbiamo riempito gli atenei di studenti (consenzienti, anzi felici) senza aver alcun bisogno di laureati, a cavallo del nuovo millennio abbiamo riempito le famiglie (consenzienti, anzi felici) di strumenti di risparmio che non potevano controllare, oggi ci hanno convinti (consenzienti, anzi felici) ad avere paura di chi e' diverso.. E la lista di banalita' (?!?) potrebbe continuare.</p>
<p>La liberta' vista da adulti ha una faccia ben diversa da quello che ti immagini quando sei un ragazzo, ma il mondo che ti spalanca e' incommensurabilmente piu' vario ed interessante di quanto allora ti potevi immaginare.</p>
<p>Eros compreso: una specie di "centuplo quaggiù", insomma :-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://neuro74.wordpress.com/?p=414</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 19:23:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Neuro</dc:creator>
<guid>http://neuro74.fr.wordpress.com/2008/10/09/414/</guid>
<description><![CDATA[
Capisco che Linux sia &#8220;difficile&#8221;, capisco che siate pigri, capisco&#8230;
ma&#8230;
ww]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://neuro74.wordpress.com/files/2008/10/linux-for-dummies.jpg"><img src="http://neuro74.wordpress.com/files/2008/10/linux-for-dummies.jpg" alt="" title="linux-for-dummies" width="318" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-416" /></a></p>
<p>Capisco che Linux sia "difficile", capisco che siate pigri, capisco...</p>
<p>ma...</p>
<p><a class="ca0" href="http://www.tuxsoftware.com/home/" target="_blank">www.tuxsoftware.com/home/</a></p>
<p><a class="ca0" href="http://appnr.com/" target="_blank">appnr.com/</a></p>
<p>(basta scegliere l'applicazione che volete installare e cliccare sul bottone "install")</p>
<p>...ma questo è veramente troppo!   <a href="http://neuro74.files.wordpress.com/2008/10/ride2.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-415" title="ride2" src="http://neuro74.wordpress.com/files/2008/10/ride2.gif" alt="" width="15" height="15" /></a></p>
<p><a href="http://thebloblog.wordpress.com/2008/10/09/linux-installazione-programmi-per-veri-pigri/">Fonte</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E intanto accoppiava calzini...]]></title>
<link>http://milanoromatrani.wordpress.com/?p=375</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 13:04:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>lecoincidenzenonesistono</dc:creator>
<guid>http://milanoromatrani.fr.wordpress.com/2008/10/09/e-intanto-accoppiava-calzini/</guid>
<description><![CDATA[Non sopportava di star li ad accoppiare calzini. Continuava a chiedersi come fosse arrivato quel mom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.intimo.ch/shop/images/valerioccl.jpg" alt="" width="296" height="196" />Non sopportava di star li ad accoppiare calzini. Continuava a chiedersi come fosse arrivato quel momento. Che passaggio si era perso? Perchè non aveva previsto di ritrovarsi solo, a mezzanotte, nella penombra della stanza, ad accoppiar calzini al presunto profumo di bergamotto?</p>
<p>Pesante, brutto, abbrutito, goffo.</p>
<p>Accoppiare i calzini appena ritirati dallo stendipanni gli dava l'idea tangibile del tempo perso. Tanto, troppo tempo perso. <em>Ora dovrei essermi appena lanciato da un dirupo con un parapendio, dovrei vederla librarsi appena sotto di me e desiderarla, desiderare di arrivare presto a terra. Non per la paura del volo o per le vertigini, ma per l'opprimente voglia di toccarla, abbracciarla, guardarla da vicino, sentirla. Voglia d'aria, indigestione d'aria.</em></p>
<p>Invece accoppiava calzini. Quasi tutti blu, qualcuno nero, grigio scuro al massimo. Ma tutti maledettamente diversi. Li metteva vicini, allineati e puntualmente avanzava mezzo centimetro, la trama era diversa, il blu non era abbastanza blu. Aveva anche pensato di barare ogni tanto, non trovando però il coraggio.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Poi, di colpo, si era fermato. Un'impeto improvvisato, non improvviso, e si era concesso uno sguardo liquido nel vuoto, la finestra sull'androne del seminterrato risucchiata chissà dove. Il tanfo di fritto sparso puntualmente dalla vedova dirimpettaia con le caviglie gonfie era un lontano ricordo, nemmeno troppo sgradevole - <em>quanto fritto può sopportare un essere umano prima di rivedere le proprie insulse convinzioni?</em> -.</p>
<p>L'attimo che attendeva da prima di sempre era arrivato finalmente! Estermporaneo, come aveva sempre sognato. E non per un intervento superiore - no! - l'aveva voluto lui. Talmente tanto, talmente compresso che era esploso come la cacata liberatoria di uno stitico. Aveva tirato fuori dall'armadio la valigia con un gesto impulsivo e l'aveva riempita con tutti i calzini, facendoli cadere come una pioggia ebete direttamente dallo stendipanni, sollevato con entrambe le mani - scaraventato contro il muro - calciato violentemente con un ghigno - schiuma alla bocca. <em>E adesso accoppiatevi da soli, se vi riesce, bastardi!</em></p>
<p>E mentre nella valigia ancora spalancata si sarebbe dovuta consumare l'orgia di cotone-mistonylon-neoprene (3 paia 5 euro), euforico sradicava cassetti, rivoltava sedie, sbaraccava scrivanie, calpestava cuscini e divani, saltava a toccare soffitti, spremeva tubetti, cantava, rideva, e urlava disperato, alzava il volume, insultava i vicini, e aveva il fiato grosso e piangeva, piangeva a dirotto, come un bambino lasciato solo all'uscita di scuola - che tutti sono andati via e dei tuoi nemmeno l'ombra, nemmeno tre strade più in là.</p>
<p><em>Mi sento splendido, leggero, vuoto di felicità, unico e irripetibile. Libero. Le mie scarpe con la fibbia sono diventate comode - sono contento ora della mia abitudine di toglierle solo un attimo prima di coricarmi. Sono comode adesso, così comode!</em></p>
<p>Si era steso a terra, sudato, con gli occhi gonfi di pianto. Con le mani giunte, che non servono a pregare, ma sono indispensabili quando ogni cuscino nei paraggi ha le stampe di suola di scarpe - comodissime scarpe - con la fibbia, mai tolte, mai. Ci avrebbe dormito su quelle meravigliose mani tutte vene, che nessun guanciale sarebbe mai stato cosi accogliente. Un libro era volato a mille all'ora contro l'abat jour facendolo a pezzi quell'orrendo abat jour di plastikea!</p>
<p>Che colpo! - pensava e pensando si assopiva. E ancora tirava su col naso e ansimava sorridente, raggomitolandosi, muovendo i piedi piano, sempre più piano. Fermi. Le fibbie strette, imperterrite, ma confortevoli.</p>
<p>Domani avrebbe pulito tutto, messo a posto, ri-messo a posto.</p>
<p>Il suo momento - tanto - così com'era arrivato, era già passato.</p>
<p><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La mia solitudine]]></title>
<link>http://uomopanda.wordpress.com/?p=596</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 06:48:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>uomopanda</dc:creator>
<guid>http://uomopanda.fr.wordpress.com/2008/10/09/la-mia-solitudine-2/</guid>
<description><![CDATA[Quando sono solo sono più felice, la solitudine ho scoperto che non è una cosa brutta, stare nella]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Quando sono solo sono più felice, la solitudine ho scoperto che non è una cosa brutta, stare nella società non è un esigenza naturale, ma un esigenza voluta dagli uomini per giustificare la loro vita; Quando uno è solo non deve fare nessuna gara con nessuno, non deve stare alle regole morali imposte dalla società, non deve giustificarsi per le cose fatte o non fatte, può decidere qual è la cosa migliore per se e sbagliare.<br />
Ho vissuto sempre solo, devo dire che non ho bisogno di stare nella società, ma ogni tanto non mi dispiace parlare con qualcuno, perchè la mia vita può completarsi e perchè ho bisogno di conoscere nuove cose, ma ogni volta che posso torno nella mia solitudine a pensare, penso molto e mi piace, penso a tutto, mi piace esser comcreto e guardo alla realtà che può essere bella o brutta, il pensierò e dentro la solitudine, per meditare il creato, per pregare il Signore, per piangere per gli amori impossibili, per essere im pace con se stessi.<br />
Ho un sogno nella vita che vorrei realizzare anche se durerà poco, vivere da solo, in una casa mia, senza nessun vicino, senza far sofrire chi si ama, perchè io sono felice così, non sono Jellato, sono uno che sceglie liberamente.</p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#ffff00;">Uomo panda 2008</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libertà di religione ]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/?p=1749</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 13:00:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.fr.wordpress.com/2008/10/08/liberta-di-religione/</guid>
<description><![CDATA[Washington saluta il progresso del Marocco in materia di libertà religiosa. Nel suo rapporto 2008, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/10/chiesacasa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1751" title="chiesacasa" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/10/chiesacasa.jpg" alt="" width="236" height="168" /></a><strong>Washington</strong> saluta il progresso del <strong>Marocco</strong> in materia di <strong>libertà religiosa</strong>. Nel suo rapporto <strong>2008</strong>, pubblicato il 19 settembre scorso, il <strong>Dipartimento </strong>di Stato americano ha riconosciuto gli<strong> sforzi</strong> fatti dal  <strong>Marocco </strong>nel settore <strong>religioso</strong>, e del suo ruolo a promuovere la <strong>comprensione</strong> e la <strong>tolleranza</strong> tra le differenti religioni. "<em>Il Marocco partecipa all'Alleanza delle Civilizzazioni insieme ad altri gruppi internazionali che promuovono la tolleranza religiosa</em>" sottolinea il rapporto che Analizza ben <strong>198 </strong>Paesi. Si sofferma anche sulla <strong>coabitazione</strong> tra le comunità <strong>musulmane</strong>, <strong>ebree</strong> e <strong>cristiane</strong> nel paese. "<em>La comunità ebrea e cristiana partaicano apertamente la loro fede. Una piccola comunità hindù puo' allo stesso modo praticare liberamente e organizare i suoi servizi religiosi</em>". Il Dipartimento americano informa che le Autorità marocchine accordano dei <strong>vantaggi fiscali</strong>, dei terreni, dei sussidi e alcune esenzioni di imposte  per le i<strong>mportazioni</strong> necessarie alle attività religiose dei gruppi più importanti nel Paese; i cristiani e gli ebrei. Il budget annuale dell'educazione finanzia l'insegnamento dell<strong>'Islam</strong> nelle numerose scuole pubbliche, e l'ebraismo in alcune di queste scuole. <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/10/cimiteroebraico.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1756" title="cimiteroebraico" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/10/cimiteroebraico.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Da non dimenticare che a <strong>Casablanca </strong>esiste un prestigioso <strong>Collegio </strong>cattolico privato, gestito interamente da suore, dove ogni anno vengono iscritti alunni prevalentemente musulmani. "<em>Il Governo finanzia ugualmente gli studi sulla <strong>cultura ebraica</strong> e il suo<strong> patrimonio</strong></em>" aggiunge il rapporto che ricorda in modo significativo come nell'Università di <strong>Rabat </strong>si insegni l'ebraismo e le religioni comparate sotto l'egida del <strong>Dipartimento</strong> <strong>degli Studi Islamici</strong>. Attraverso il Paese più di<strong> 13 professori</strong> insegnano il giudaismo ed il Marocco é il solo Paese arabo che dispone di un<strong> Museo Giudeo</strong>. Senza parlare delle commemorazioni ebraiche annuali che hanno luogo attraverso il Paese, dove i <strong>pellegrini</strong> ebrei hanno la possibilità di visitare regolarmente i loro luoghi di culto sacri. Questo documento precisa che una piccola comunità di<strong> cristiani stranieri</strong> gestisce delle chiese, degli <strong>orfanotrofi</strong>, degli<strong> ospedali</strong> e delle scuole senza restrizioni da parte <strong>del Governo</strong>. Il rapporto dichiara gli sforzi del <strong>Ministero degli Habous e degli Affari Islamici</strong> nella lotta contro le <strong>ideologie estremiste</strong> e la promozione della tolleranza e la moderazione religiosa. Unica pecca: questo documento <strong>ha anche</strong> sottolineato che il <strong>proselitismo</strong> costituisce un <strong>reato</strong> agli occhi della legge penale marocchina. Alcune sette come i <strong>Bahais</strong> (400 adepti) e gli<strong> sciiti</strong>, secondo il rapporto praticano il culto nella <strong>clandestinità </strong>per paura di rappresaglie; questo succede anche per i<strong> marocchini</strong> che scelgono di convertirsi ad altre fedi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La tristezza poi ci avvolse come miele]]></title>
<link>http://orybal.wordpress.com/?p=888</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 09:53:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>orybal</dc:creator>
<guid>http://orybal.fr.wordpress.com/2008/10/08/la-tristezza-poi-ci-avvolse-come-miele/</guid>
<description><![CDATA[Già al risveglio pessimi pensieri mi attraversano. Step back. &#8220;Spaccacuore&#8221; nell&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://orybal.wordpress.com/files/2008/10/miele7tt9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-908" title="miele7tt9" src="http://orybal.wordpress.com/files/2008/10/miele7tt9.jpg?w=252" alt="" width="163" height="154" /></a>Già al risveglio pessimi pensieri mi attraversano. Step back. "<a href="http://www.youtube.com/watch?v=rKBeIwXE5gs">Spaccacuore</a>" nell'autoradio andando al lavoro alle 8. Il mio cuore. Lasciare ogni speranza.</p>
<p><em>Chi</em> invia questi pensieri? Non bastava all'anima imparare ad amare e dare senza voler tornaconto? E' il personaggio che teme l'abbandono e lo "evita" uscendo dal campo di gioco? E' per la storia del film <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49620">Mamma mia</a>? If one has gone elsewhere game's over?</p>
<p>Le relazioni con gli altri ci aiutano a fare esperienze e scoprire chi siamo. Non è che si possa pretendere che ci riempiano i vuoti.</p>
<p>D'altronde, il personaggio della buonadisponibile non funziona. Non mi consente di avere soddisfazione dei bisogni. Di essere sostenuta, aiutata, ricca, determinata, libera, aggressiva ed egoista. Ma posso essere anche questo.</p>
<p>L'abisso di tristezza del risveglio è legittimo. Più legato a me che ad altri. Non mi è stato fatto niente. Sono stata perfino cercata senza cercare ed ho avuto una  risposta, anche se tardiva. Ok, era troppo tardi e c'era stanchezza e poi non risponde se non ha niente da dire. Non sto affatto dando colpe. Sto solo cercando di capire cosa sto sentendo.</p>
<p>Il lavoro... lo cominci sperando che finisca presto. Per avere tempo libero. Che arrivi una nuova occasione. Tempo libero per cercare altre occasioni. Dove si possa sentirsi fare complimenti perchè davvero si è fatta la differenza, e non per una sciocca intuizione che mi fa pensare "beh, non son mica stupida, è una sciocchezza!".</p>
<p>Ma non tutto il malessere viene per nuocere....... con tutto questo miele potrei prepararci i <a href="http://www.dolcitalia.net/world/world4.htm">melomakarona</a>,<a href="http://orybal.wordpress.com/files/2008/10/melomakarona.jpg"><img class="size-full wp-image-917 alignleft" title="melomakarona" src="http://orybal.wordpress.com/files/2008/10/melomakarona.jpg" alt="" width="220" height="290" /></a> chi se ne importa che siano un dolce natalizio? cucinare cose particolari, di solito, evapora le mie nubi di rabbia e malinconia!</p>
<p>Potrei, ma non li faccio, alla fine. Ci inoltriamo all'Ikea ed arriva ora di cena. Ma quello che accade è una atroce stanchezza che pare non andarsene mai. Nonostante mi sia messa il pigiama e ritirata presto per finire una traduzione, ho perso un bel po' di ore tentando di metter a posto le funzioni del microfono del mio portatile che gira su sistema operativo <a href="http://www.kubuntu.org/">Linux Kubuntu Hardy 8.04</a>. E' un casino. Irrisolto.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sono bianco, meno male]]></title>
<link>http://realuca.wordpress.com/?p=621</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 09:40:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>re@l</dc:creator>
<guid>http://realuca.fr.wordpress.com/2008/10/08/sono-bianco-meno-male/</guid>
<description><![CDATA[Leggi il post originale da arcoiris

Sono contento di essere nato in Europa, la nostra Europa di pri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Leggi il post originale da</strong> <a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&#38;op=esteso&#38;id=5018">arcoiris</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://realuca.files.wordpress.com/2008/10/mainstream1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-623" title="mainstream1" src="http://realuca.wordpress.com/files/2008/10/mainstream1.jpg?w=243" alt="" width="243" height="300" /></a></p>
<p>Sono contento di essere nato in Europa, la nostra Europa di prima, quando i rumeni non erano europei come noi. Ormai non devono scappare per ascoltare i dischi di Madonna o immergermi nella civiltà del bere e ballare fino allo sballo del mattino, oppure spiare dalla poltrona le isole dei famosi, felici con i nostri piaceri. Sono contento di essere nato in una città benestante del Nord di un paese del Sud, respiro l’aria delle fabbriche approfittando della loro concretezza per liberarmi dalle zavorre di un secolo fa: comprensione, condivisione, fantasia, sentimenti inutili nei lampi dei telefonini che parlano con internet. E sono contento d’essere bianco, passaporto indispensabile se non voglio perdere la speranza. Con altri colori esistono otto possibilità su dieci di finire nei guai. Sospettati, temuti, emarginati. Purtroppo, diversi da noi. Quando scende il buio è un sollievo andare per strada indossando la pelle chiara. Posso alzare la mano verso un taxi senza il sospetto di una rapina. O fare quattro passi nel parco senza finire in manette, denudato, frugato, maltrattato, insultato. Negro, è il loro nome nel registro dei giustizieri. Posso suonare il campanello di qualsiasi casa a qualsiasi ora e scusarmi per aver sbagliato porta: nessuno chiamerà la polizia. Sono contento di non essere nato in Pakistan, Colombia, Cecenia, Iraq, Afghanistan, Zaire. Quando dormo, e passi guardinghi si avvicinano alla porta accanto, al massimo sono ladri e non squadre della morte. E contento di non essere un indio dell’Amazzonia peruviana: se non brucio assieme alla foresta e se non mi uccidono per scavare oro, quando arrivo in Italia con la piccola moglie e i piccoli figli, li accoglie l’ironia di chi guarda come allo zoo: bestie rare. A volte la libertà diventa meno decorosa dell’obbedienza alle mani dure. Sono contento di essere battezzato. I nuovi fascisti non si allarmano quando prego e i Borghezio della razza padroncina non ridono se rifiuto il prosciutto ogni venerdì di quaresima. Sono contento di non essere costretto ad attraversare il mare, via dalla fame e dalla guerra, per finire nei campi di raccolta dove impacchettano e rimandano a casa. Sono contento di appartenere ad una cultura dal cinismo sincero. Godo della situazione senza scrupoli lasciandomi trascinare dalla nostra storia di occidentali, maschi, bianchi, adulti, garantiti da frontiere proibite ai disperati, con polizie rinforzate dai parà che i vigili urbani dei sindaci sceriffi appassionatamente provano ad imitare. Malgrado il lamento delle borse faccio ancora parte dei padroni del mondo e sono autorizzato ad adeguarmi al costume corrente: lasciar scorrere il dolore dei neri, dei gialli, dei marron senza prendere carico delle loro sofferenze, osservando col distacco un po’ umido dell’impresario di pompe funebri. In fondo non siamo noi gli assassini. Ci sarebbero vie d’uscita: solidarietà o il compromesso di far finta che gli altri siano uguali a noi. Faticose; lasciamole ai fanatici. Meglio chiudersi nelle patrie dei dialetti che la nostra pelle conserva con orgoglio. Perché una patria bianca esalta mille possibilità. Se Bush fosse nato in Georgia potrebbe decidere se ai georgiani è permesso vivere in pace ?</p>
<p>(...)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Digital Divide]]></title>
<link>http://realuca.wordpress.com/?p=618</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 09:18:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>re@l</dc:creator>
<guid>http://realuca.fr.wordpress.com/2008/10/08/digital-divide/</guid>
<description><![CDATA[Le parole chiave dell&#8217;innovazione, sparate da Carlo Infante

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">Le parole chiave dell'innovazione, sparate da Carlo Infante</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/J40aycTmGZY'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/J40aycTmGZY&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Silenzio d'oro]]></title>
<link>http://davidissimo.wordpress.com/?p=176</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 20:55:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidissimo</dc:creator>
<guid>http://davidissimo.fr.wordpress.com/2008/10/07/silenzio-doro/</guid>
<description><![CDATA[Pensavate di esservi liberati di me? Avete sbagliato, domenica riposo, lunedì troppi impegni&#8230;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavate di esservi liberati di me? Avete sbagliato, domenica riposo, lunedì troppi impegni... :)</p>
<p>Ieri sera sono stato infatti ad un evento che ho apprezzato molto. Per sensibilizzare a proposito della "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" l'associazione culturale evangelica Controcorrente ha invitato Carlos Martìnez, attore spagnolo di pantomima  (mimo) in un piccolo tour italiano chi si è concluso per l'appunto ieri a Roma. L'attore internazionale ha così potuto mimare alcuni degli articoli principali della dichiarazione, ed eccezionalmente, ha recitato senza trucco e ha anche scambiato qualche parola col pubblico tra un mimo e l'altro parlando proprio dell'importanza dei diritti umani, soffermandosi proprio sull'umanità e sull'importanza di vivere al meglio visto che la vita è brevissima. Mi è sopratutto piaciuta l'abilità nell'alternare momenti veramente comici e leggeri con scene durissime e di forte impatto emotivo. Sono sincero, prima di vedere ieri Carlos Martinez, ho sempre avuto una sorta di pregiudizio nei confronti dei mimi, nel senso che proprio non capivo il senso artistico della cosa se non proprio alla larga e con molta diplomazia... ma ieri ho veramente capito l'arte del mimo e la grande potenzialità che la gestualità riesce ad avere, un linguaggio universale, che tutti noi possiamo capire ed apprezzare. Pensavo durante lo spettacolo a quanto certe volte il silenzio sia molto più eloquente di mille parole e in una società come la nostra che cerca di distruggere il silenzio fermarsi a guardare un uomo adulto che crea opere d'arte con il nulla è veramente spettacolare.</p>
<p>Bravo, bravissimo Martinez, il cui spettacolo è patrocinato da amnesty, a trasmettere l'importanza della libertà, dell'uguaglianza, del poter vivere la nostra vita al meglio, TUTTI e non solo noi, pochi fortunati del nord del mondo.</p>
<p>Il video che posto l'ho dovuto... "rubare" visto che era richiesto di non filmare, ma credo che una sola scenetta per lo più utilizzata come spunto per parlare di diritti umani non dia fastidio a nessuno, tra l'altro Martìnez è veramente alla mano! Un simpaticone che ha scherzato con tutti i ragazzi a fine spettacolo, quindi vi consiglio di comprare anche il DVD :p (anche perchè questo è stato l'unico che ho filmato e non è stato neanche il più bello!)</p>
<p>Il diritto mimato nel video è... vedetevelo, c'è scritto. :D</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/mV7yuLxZVqI'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/mV7yuLxZVqI&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://davidissimo.files.wordpress.com/2008/10/martinez2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-185" title="martinez2" src="http://davidissimo.wordpress.com/files/2008/10/martinez2.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p><a href="http://davidissimo.files.wordpress.com/2008/10/martinez3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-186" title="martinez3" src="http://davidissimo.wordpress.com/files/2008/10/martinez3.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p><a href="http://davidissimo.files.wordpress.com/2008/10/martinezbw.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-187" title="martinezbw" src="http://davidissimo.wordpress.com/files/2008/10/martinezbw.jpg" alt="" width="449" height="598" /></a></p>
<p>DvB</p>
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<title><![CDATA[Quello che di buono ci portiamo dentro]]></title>
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<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 20:50:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudiux79</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;utopia è come l&#8217;orizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi. Camm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align:center;"><strong>"L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi. Cammino dieci passi e si allontana di dieci passi. E allora a cosa serve l'utopia? A continuare a camminare." (E. Galeano)</strong></h4>
<p style="text-align:left;">Siamo costituiti da una complessità di elementi che convergono in un solo essere. Quello che vediamo e sentiamo sono i riflessi delle nostre impressioni interiori che interpretiamo in base ai nostri pensieri che inevitabilmente credono e creano la realtà. Siamo l'impronta astratta di noi stessi in un presente di infinite sfacettature. La realtà che l'essere umano definisce come visione collettiva è un concetto relativo allo stato personale di dissonanza cognitiva che elabora continuità utopiche e di consuete affermazioni di sopravvivenza inconscia.La realtà è un'interpretazione,è uno stato della mente,è uno stato dell'essere. La realtà è come un essere. Realizziamo sempre spinti da impulsi estranei che definiscono il nostro carattere e il peso che i nostri pensieri ci procurano va di pari passo con il nostro istinto di accordare ciò che ci assomiglia con la nostra propensione di vita. La reale realtà è un'utopia come la normalità e la verità. Siamo sempre stati abituati dalla nascita ad una linearità di condizioni atte a indirizzarci in un sistema di credenze imposte come l'uniche da dover seguire e così la necessità di credere ci travolge in ogni momento. Affinchè non si esce da questa situazione condizionante e soffocante,mutare verso una libertà nuova e fresca della mente è un passaggio decisamente difficile. Spaziare con la mente è una condizione molto rara in questa società. Pochi riescono ad esprimere ciò che di vero portano dentro loro stessi. La maggior parte della gente fà maschera delle proprie vere intenzioni. Quello che è fuori è anche dentro di noi.<strong>"Ero uscito solo per fare una passeggiata ma alla fine decisi di restare fuori fino al tramonto,perchè mi resi conto che l’andar fuori era,in verità, un andare dentro.John Muir, da “La mia prima estate sulle Sierra”. </strong>Per avere una visione concettuale diversa sarebbe ideale andare su un satellite e osservare il pianeta da un angolazione lontana. In quel momento altre forze ti parlerebbero archetipicamente e in altre forme,perchè saresti fuori dallo scudo che non ti permette di essere libero. Bisogna ascoltare ciò che dentro di noi ci fà sorridere,perchè questo bene che sentiamo solo con fugaci apparizioni è un bene che rappresenta la natura in tutte le sue forme. Quello che di buono ci portiamo dentro è ciò che dovremmo essere e coltivare in tutte le nostre forme di espressione umana. Svuotarsi da tutto ciò che ci rende prigionieri di noi stessi è un percorso fatto di sofferenze necessarie. Alla fine la realtà è solo una visione costretta...è un'interpretazione della nostra molteplice natura. Quello che di buono ci portiamo dentro è l'unica medicina naturale che se abbracciata collettivamente può trasformare questo modo distruttivo di vivere. Immagino il sorriso di un fiore umano riscaldato dal morbido calore del sole in un mondo fatto di serenità,senza più armeggiare paure ma coltivare sorrisi. La realtà è semplice-mente...</p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#000000;"><strong>“La via più chiara per penetrare nell’universo passa nell’intrico di una foresta”</strong></span></h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#000000;"><strong>(John Muir)</strong></span></h2>
<p><a href="http://claudiuxroom.files.wordpress.com/2008/10/flowergirl_by_yilliamgrape.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-926" title="flowergirl" src="http://claudiuxroom.wordpress.com/files/2008/10/flowergirl_by_yilliamgrape.png?w=420" alt="" width="361" height="481" /></a></p>
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